Nel Corano non appare solo Gesù Cristo, adoratissimo profeta per i musulmani, ma anche l’Arcangelo Gabriele, che nell’immaginario islamico rivela a Maometto la “retta direzione e la via della salvezza”. Teologia vuole che a celebrare l’annuncio della rivelazione sia un digiuno (sawm) di una trentina di giorni, il Ramadan, durante il quale tutti i fedeli hanno il dovere morale di astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Un rituale che non si allontana tanto dalla Quaresima cristiana, quei quaranta giorni che precedono la morte in croce e che ricordano i quaranta giorni trascorsi […]