Dove va il populismo

Sebbene Steve Bannon stia muovendo i passi in Europa, la sua visione del mondo rimane profondamente americana. Nella forma quanto nei contenuti. Lo stile è quello del motivatore (vestiario casual, eloquenza da mental coach, linguaggio smart), l’ideologia proposta invece si avvicina ad un disegno proiettato nel futuro, fedele alla tradizione millenarista statunitense, più che ad un discorso radicato nella storia. Ed è forse quest’ultimo l’aspetto decisivo per comprendere, in un quadro ampio di meccaniche globali, al di là del business politico legato alla nuova piattaforma The Movement, la missione dell’ex chief strategist di Donald Trump nel Vecchio Continente. Di passaggio a […]

  

Ultima fermata Idlib

A fine agosto ero in Siria nelle vesti di testimone di nozze della persona che mi ha accompagnato in questi ultimi tre anni di spericolati reportage sul campo. Un momento straordinario, nella cornice rocciosa di Maalula, che solo un Paese così fiero può regalarti. Altrimenti non si spiegherebbe com’è possibile che un popolo intero abbia sconfitto da solo un’internazionale jihadista appoggiata dalle cancellerie occidentali. Finiti i festeggiamenti, nei caffé damasceni non si faceva altro che parlare delle colonne di blindati carichi di soldati, in viaggio verso Nord, a Idlib, l’ultima roccaforte in mano a Tahrir Al Sham, ex Jabhat al […]

  

Italian connections

E’ quasi fatta, Lega e Movimento 5 Stelle potrebbero finalmente raggiungere l’accordo di governo nei prossimi giorni. Non poteva andare meglio per il popolo italiano che il 4 marzo aveva espresso senza mezzi termini – e lo dimostrano il consenso ricevuto dai loro rispettivi elettori nelle votazioni del programma e i risultati in Valle d’Aosta – la volontà di affossare il sistema della continuità. Si è conclusa una prima fase – quella del riavvicinamento, impensabile per gli addetti ai lavori molto poco attenti alle meccaniche della metapolitica, tra i due partiti anti-establishment –  e ora inizia la seconda, molto più delicata, perché deve […]

  

L’imperialismo è morto

Più che l’Iraq, la Siria è stato il vero epicentro del caos vicino e mediorientale. E’ lì che Daesh ha colpito con più violenza disintegrando l’unico Paese arabo rimasto immune alla guerra. Tutte le città controllate dal sedicente Stato Islamico sono state riprese, ora non resta che la sacca di Idlib – in mano a diversi gruppi più o meno legati ad Al Sham – ma i negoziati sono già in corso perché ormai combattere non conviene a nessuno. Che lo si voglia o meno i vincitori di questa lunga battaglia hanno un nome e un cognome: Bashar Al Assad, […]

  

I neocon hanno cambiato look

Settant’anni dopo quel sodalizio firmato tra il presidente Franklin Delano Roosevelt e il Re Saudita Abdul Aziz, due nuovi volti legano Washington e Riad: Jared Kushner e Mohammad bin Salman. Il primo, classe ’81, è il genero di Donald Trump nonché suo “senior advisor” (Kissinger lo ha definito “il più influente consigliere della Casa Bianca”), mentre il secondo, classe ’85, già ministro della Difesa e presidente del Consiglio per gli Affari Economici e di Sviluppo, è il principe ereditario della famiglia regnante dei Saud e a breve prenderà il posto di Re Salman. Jared, figlio di Charles Kushner, è stato […]

  

La geopolitica del Terrore è una lezione mai imparata

Ora che Bruxelles viene colpita con azioni terroristiche organizzate quanto sanguinose, la storia si ripete e trascina con sé l’opinione pubblica nella spirale delle emozioni. Nonostante gli scorsi attacchi di Parigi il circo politico-mediatico commette gli stessi errori di valutazione: c’è chi continua a cantare il ritornello bellicista del “siamo in guerra” e chi invece già prepara marce – reali o virtuali – per la solidarietà. La verità è che in questi cinque mesi le alleanze dell’Occidente in Medio Oriente non si sono ridimensionate così tanto rispetto al passato. Perché dopo qualche leggera apertura nei confronti di Iran (fine dell’embargo […]

  

Il futuro della Siria: tra resistenza e balcanizzazione

Non sempre la diplomazia coincide con la realtà militare. Questo discorso è valido per la Siria come per altri Paesi che nel passato hanno vissuto situazioni analoghe: nonostante Bashar Al Assad per intercessione di Vladimir Putin abbia ottenuto una vittoria nella battaglia delle idee durante l’Assemblea delle Nazioni Unite è necessario analizzare il teatro di guerra dove si consumano gli scontri tra le fazioni. Attualmente i miliziani di Jabhat Al Nusra e dell’Isis controllano il 70 per cento del territorio (da sottolineare come la maggior parte di esso è desertico), mentre nel restante 30 per cento controllato dalle forze armate […]

  

Da Damasco Vi racconterò un’altra Siria

Tra un paio di giorni giorno sarò a Damasco, in Siria. Rimarrò lì diversi giorni per realizzare un reportage su una guerra che dal 2011 sta divorando una civiltà millenaria, crocevia tra Europa, Asia e Africa, terra contesa fin dall’antichità. In principio egiziani, babilonesi, ittiti, persiani, greci romani, arabi e turchi provarono a sottometterla ai loro imperi. Nella Prima Guerra Mondiale Inghilterra e Francia discussero segretamente (accordi Sykes-Picot) sulla sua spartizione dopo la caduta dell’Impero Ottomano. Nella guerra fredda Stati Uniti e Unione Sovietica fecero di tutto per farla rientrare nella propria sfera d’influenza. Negli anni Settanta e Ottanta tentarono […]

  

La svolta filo-russa del Movimento 5 Stelle

Da italiani, la russofobia lascia il tempo che trova di fronte ad un principio inviolabile, quello della realtà. Lo ha ribadito lo stesso Vladimir Putin nel corso della sua recente visita all’Expò di Milano, sottolineando come il nostro Paese rimane il secondo partner commerciale in Europa (dopo la Germania) e il quarto a livello mondiale. Nel 2013, infatti, l’Italia esportava nella Federazione Russa per 10,4 miliardi di euro (fonte), ma quando sono state ratificate le sanzioni, il commercio tra i due è diminuito del 20 per cento (mentre il commercio tra Usa e Russia è aumentato del 15 per cento!). […]

  

Oltre l’anti-germanismo, per un asse Roma-Berlino-Mosca

La Germania è un Paese schizofrenico. Gli strumenti della ragione non bastano per esaminarla, ecco perché diviene necessario ricorrere a quelli della psicologia. La sconfitta della Seconda Guerra Mondiale ha lasciato in eredità un senso di colpa che induce la classe dirigente e, a sua volta il popolo tedesco, a sentirsi colpevole per tutte le disgrazie del mondo. Per questo motivo, ad esempio, il Paese germanico regala regolarmente armi e sommergibili a titolo gratuito ad Israele. Ad infierire su questo sentimento popolare di “odio verso sé stessi” è una strategia culturale elaborata da una certa intellighenzia, che attraverso la damnatio memoriae […]

  

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