L’imperialismo è morto

Più che l’Iraq, la Siria è stato il vero epicentro del caos vicino e mediorientale. E’ lì che Daesh ha colpito con più violenza disintegrando l’unico Paese arabo rimasto immune alla guerra. Tutte le città controllate dal sedicente Stato Islamico sono state riprese, ora non resta che la sacca di Idlib – in mano a diversi gruppi più o meno legati ad Al Sham – ma i negoziati sono già in corso perché ormai combattere non conviene a nessuno. Che lo si voglia o meno i vincitori di questa lunga battaglia hanno un nome e un cognome: Bashar Al Assad, […]

  

Geopolitica dell’idiozia

Una giornata surreale. Ero stato invitato da un’associazione studentesca per intervenire sul tema della guerra in Siria all’università di Bologna. Improvvisamente, la mattina stessa, diversi collettivi hanno alzato le barricate occupando l’aula in cui doveva svolgersi la conferenza convincendo alla fine il Rettore ad annullare l’incontro. L’argomento di questi individui? “Se si deve parlare di Siria si deve parlare della rivoluzione in Rojava” (fonte: pagina Facebook del Collettivo Autonomo Universitario Bologna). Arrivato in stazione ho chiesto agli organizzatori di accompagnarmi fuori dall’università per vedere coi miei occhi questi “squadristi della subcultura” col rischio di farmi linciare, io, un giornalista sottopagato che […]

  

Taci Selvaggia

Fermi tutti, Selvaggia Lucarelli è tornata a parlare di Siria. L’ultima volta era insorta contro il selfie di Antonio Razzi scattato a Damasco al fianco di Bashar Al Assad. Venne giù un fiume in piena di indignazione. Parole, parole, parole, parole che piangevano morti e rifugiati senza menzionare, nemmeno di rado, le ragioni profonde di questa guerra che ha disintegrato un intero Paese. Meglio non confondere i già confusi e farli entrare direttamente, senza troppe domande, nel flusso informatico dei giusti, nella grande famiglia della democrazia, nel campo del Bene. Selvaggia Lucarelli ricevette il plauso della “folla solitaria” del web […]

  

Alcune guerre sono #pop

E’ interessante studiare il tema “Oriente e Occidente” sul piano della comunicazione perché le guerre oggi non si vincono solo con il kalashnikov ma anche a colpi di #hashtag. Nel “nostro” immaginario non tutti i combattenti per la libertà, nemici del terrorismo, sono uguali. Prendiamo come esempio Kobane, la città siriana che sorge vicina al confine con la Turchia, che ha visto nel 2014 le milizie del PYD e le soldatesse del Rojava respingere l’assedio di Daesh. Sulla “nuova Stalingrado” sono state scritte intere paginate, girati documentari, pubblicati fumetti a colori. Insomma, i militari curdi, a differenza di altri, hanno […]

  

Il tradimento di Trump

Negli ultimi giorni è accaduto l’impensabile sul piano internazionale. Proviamo ad unire tutti i puntini. In un primo momento l’ambasciatrice degli Usa al Consiglio di Sicurezza, Nikki Haley, insieme al Segretario di Stato Rex Tillerson, aveva sancito la dottrina isolazionista dell’amministrazione Trump annunciando che rovesciare Bashar Al Assad non era più la “priorità”. Successivamente tutti vengono richiamati all’ordine dalla notizia non verificata – ma diffusa dalla gran cassa mediatica – dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Damasco nelle zone occupate dai jihadisti. La Casa Bianca accetta la versione ufficiale e all’improvviso ripensa il suo approccio in politica […]

  

Le lacrime dell’Iraq

Nel mio viaggio di ritorno in Italia ho riflettuto molto sulle giornate trascorse in Iraq. Il paragone con la Siria è stato inevitabile. Da oltre due anni questi Paesi combattono contro lo stesso nemico: Daesh. Ma c’è una differenza sostanziale. In Siria la guerra si protrae dal 2011 mentre in Iraq questa è cominciata nel 1980 e non se n’è mai andata. Prima lo scontro con l’Iran, poi il Kuwait, il conflitto del Golfo del 1990, l’indipendenza del Kurdistan, l’invasione americana del 2003, l’esplosione del terrorismo interno, la creazione di Al Qaeda, ed infine la nascita del Califfato di Al […]

  

Da Aleppo a Mosul

Erbil – Il grande Federico Fellini si chiedeva perché sarebbe mai dovuto andare a New York o a Bangkok per trovare ispirazione. Diceva che non aveva bisogno di stimoli esteriori. “Il mio paese, le mie campagne, la gente che conosco è ancora sufficiente a stimolarmi”. Aveva ragione, ma erano altri tempi. L’Italia in cui sono nato io è diversa, si è svuotata culturalmente, paesaggisticamente e spiritualmente. Per questo me ne vado in Medio Oriente dove incontro quei valori pre-politici mescolati ad un modo sacro di concepire la vita, l’esistenza, così simile ai racconti dei miei nonni, italiani appunto. Non è […]

  

RIP Monsignor Capucci

Il Cristianesimo si è istituzionalizzato ad Occidente ma è nato ad Oriente. Due anime religiose si sono sviluppate nei secoli, su binari paralleli, con ritualità, dottrine e letterature distinte, ma in qualche modo unite da un filo invisibile tessuto dalla figura di Gesù Cristo. Lo stesso Giovanni Paolo II affermò: “non si può respirare come cristiani, direi più, come cattolici, con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, cioè quello orientale e quello occidentale”. Ma in fin dei conti dovremmo parlare di “cristianesimi orientali” perché ancora oggi tra Asia, Medio Oriente e Africa si contano svariate correnti religiose, dai coopti […]

  

Cosa ci insegna Aleppo

Qualche giorno fa mi ha intervistato il canale d’informazione russo Sputnik chiedendomi cosa ne pensassi di questo giornalismo da scrivania che ha raccontato ai lettori la battaglia di Aleppo. Ho risposto senza peli sulla lingua: “chi scrive di politica estera non va più sul campo accontentandosi dei lanci di agenzia, non vuole sporcarsi le mani, ha paura, è attaccata ai soldi perché quando vai fuori può capitare che ci devi anche rimettere economicamente”. Ovviamente esistono delle eccezioni sia in Italia che all’estero, ma la maggior parte degli addetti ai lavori sono senz’anima e senza gli attributi. Con il racconto della battaglia […]

  

Le bugie su Aleppo

Sapevo che la battaglia finale ad Aleppo si sarebbe scatenata nel giro di pochi giorni. Ero stato a Damasco poche settimane fa e già si parlava di questa offensiva conclusasi proprio ieri sera. Avevo i contatti per andare lì, del resto ci sono già stato, ma due motivi mi hanno spinto a restarmene a casa: i costi del viaggio troppo elevati, e la paura di rimanere prigioniero della città qualora le cose si sarebbero messe male. Ora mi tocca leggere da Roma, quello che sta accadendo in quel Paese ferito da una guerra per procura entrata nel suo sesto anno. […]

  

Il blog di Sebastiano Caputo © 2021
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>