Idioti utili dell’occidentalismo

Viene colpita nuovamente la Francia, questa volta la città di Rouen. A pagare con la vita è stato un prete cattolico. Sulla lama insanguinata c’è ancora stampato il marchio di Daesh, un’organizzazione che dopo un anno e mezzo continua a bazzicare liberamente in Siraq perché da parte delle cancellerie occidentali non c’è mai stata la volontà politica di sconfiggerla. Anzi, storicamente queste hanno fatto di tutto per accrescere il suo peso geopolitico (combattendo il governo siriano di Assad) ed ingrassare il suo esercito (tra foreign fighters, commercio di armi e petrolio). Ora però che è stato colpito un simbolo della […]

  

Aleppo, vivere con un terrorista nella porta accanto

Aleppo si trova nel mezzo del ciclone siriano. Finché non vai da quelle parti non puoi capire cosa vuol dire vivere in un Paese in guerra. I ribelli vivono nel quartiere accanto, a pochi chilometri da dove abiti. Spesso un telo appeso tra due edifici o la carcassa di un autobus gettata sulla strada marcano il confine tra le zone di occupazione. Qui ci sono tutti: l’esercito siriano, Al Nusra, Daesh, i curdi. Le bombe esplodono ogni 10 minuti circa, le case tremano, eppure la vita continua inesorabile.  Scrivo da Roma ma è come se fossi ad Aleppo dove in […]

  

La geopolitica del Terrore è una lezione mai imparata

Ora che Bruxelles viene colpita con azioni terroristiche organizzate quanto sanguinose, la storia si ripete e trascina con sé l’opinione pubblica nella spirale delle emozioni. Nonostante gli scorsi attacchi di Parigi il circo politico-mediatico commette gli stessi errori di valutazione: c’è chi continua a cantare il ritornello bellicista del “siamo in guerra” e chi invece già prepara marce – reali o virtuali – per la solidarietà. La verità è che in questi cinque mesi le alleanze dell’Occidente in Medio Oriente non si sono ridimensionate così tanto rispetto al passato. Perché dopo qualche leggera apertura nei confronti di Iran (fine dell’embargo […]

  

Noi e la Siria. Perché l’Occidente si è sbagliato

Prima dello scoppio della crisi siriana, Bashar Al Assad veniva accolto con il tappeto rosso da tutte le cancellerie occidentali, sua moglie Asma invece era definita “icona glamour del Medio Oriente”. “È difficile non rimanere colpiti dalla straordinaria bellezza di questo Paese e dalla genuina ospitalità del suo popolo […] esprimo il mio apprezzamento per l’esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medio Oriente e per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti […] Non ho dubbi che la vicinanza e la viva simpatia tra i nostri popoli contribuirà a raggiungere risultati sempre […]

  

“Allahu akbar” è un brand che abbiamo inventato “noi”

Ora che spuntano fuori i primi passaporti dei criminali,  tireranno fuori qualche versetto del Corano, ci racconteranno la favola del “cattivo musulmano” e diranno che questo è l’Islam nella sua totalità. Nessuno però spiegherà alle famiglie delle vittime innocenti che “Allahu akbar” è un brand inventato da “noi”. I terroristi dell’Isis – che celebrano i fatti di Parigi minacciando Roma, Londra e Washington – sono stati addestrati, armati e finanziati dalle stesse potenze occidentali che ora rischiano di essere colpite da nuovi attentati. I criminali europei che inneggiano alla Jihad sono il riflesso di una cultura europea profondamente sradicata: vestono […]

  

Siria, i “ribelli moderati” non esistono

Bashar Al Assad chiama, Vladimir Putin risponde. I raid russi su Talbisseh, cittadina vicina ad Homs, covo dei terroristi, non è piaciuta alle cancellerie occidentali che hanno accusato il Cremlino di colpire aree non controllate dall’Isis ma dai cosiddetti “ribelli moderati”. Ma ripercorriamo la storia recente della “rivolta” siriana per capire chi sono e se veramente esistono queste figure celebrate dal circo mediatico. Le proteste contro l’attuale presidente sono iniziate a Daraa, città a sud di Damasco, il 15 marzo 2011. In quell’occasione centinaia di persone scesero in piazza legittimamente contro la corruzione e un apparato di governo che durava […]

  

Il futuro della Siria: tra resistenza e balcanizzazione

Non sempre la diplomazia coincide con la realtà militare. Questo discorso è valido per la Siria come per altri Paesi che nel passato hanno vissuto situazioni analoghe: nonostante Bashar Al Assad per intercessione di Vladimir Putin abbia ottenuto una vittoria nella battaglia delle idee durante l’Assemblea delle Nazioni Unite è necessario analizzare il teatro di guerra dove si consumano gli scontri tra le fazioni. Attualmente i miliziani di Jabhat Al Nusra e dell’Isis controllano il 70 per cento del territorio (da sottolineare come la maggior parte di esso è desertico), mentre nel restante 30 per cento controllato dalle forze armate […]

  

Da Damasco Vi racconterò un’altra Siria

Tra un paio di giorni giorno sarò a Damasco, in Siria. Rimarrò lì diversi giorni per realizzare un reportage su una guerra che dal 2011 sta divorando una civiltà millenaria, crocevia tra Europa, Asia e Africa, terra contesa fin dall’antichità. In principio egiziani, babilonesi, ittiti, persiani, greci romani, arabi e turchi provarono a sottometterla ai loro imperi. Nella Prima Guerra Mondiale Inghilterra e Francia discussero segretamente (accordi Sykes-Picot) sulla sua spartizione dopo la caduta dell’Impero Ottomano. Nella guerra fredda Stati Uniti e Unione Sovietica fecero di tutto per farla rientrare nella propria sfera d’influenza. Negli anni Settanta e Ottanta tentarono […]

  

Alcuni muri sono più xenofobi di altri

Sono mesi che i liberal di sinistra riuniti intorno al quotidiano La Repubblica criminalizzano il premier ungherese Victor Orban per aver avviato la costruzione del muro al confine con la Serbia con l’obiettivo di fermare i migranti che percorrono la rotta balcanica. Tanto che oggi a pagina 7 il giornalista Andrea Tarquini ci regala un articolo strappalacrime su Ferencs Gyurcsány, ex premier riformatore, oggi giovane popolare dell’opposizione, che insieme alla sua famiglia ha deciso di ospitare a casa sua alcuni rifugiati siriani e sudanesi. Nelle pagine successive, un’intervista ad Abdullah Kurdi, padre di Aylan il bambino trovato morto sulla spiaggia […]

  

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