Da Aleppo a Mosul

Erbil – Il grande Federico Fellini si chiedeva perché sarebbe mai dovuto andare a New York o a Bangkok per trovare ispirazione. Diceva che non aveva bisogno di stimoli esteriori. “Il mio paese, le mie campagne, la gente che conosco è ancora sufficiente a stimolarmi”. Aveva ragione, ma erano altri tempi. L’Italia in cui sono nato io è diversa, si è svuotata culturalmente, paesaggisticamente e spiritualmente. Per questo me ne vado in Medio Oriente dove incontro quei valori pre-politici mescolati ad un modo sacro di concepire la vita, l’esistenza, così simile ai racconti dei miei nonni, italiani appunto. Non è […]

  

RIP Monsignor Capucci

Il Cristianesimo si è istituzionalizzato ad Occidente ma è nato ad Oriente. Due anime religiose si sono sviluppate nei secoli, su binari paralleli, con ritualità, dottrine e letterature distinte, ma in qualche modo unite da un filo invisibile tessuto dalla figura di Gesù Cristo. Lo stesso Giovanni Paolo II affermò: “non si può respirare come cristiani, direi più, come cattolici, con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, cioè quello orientale e quello occidentale”. Ma in fin dei conti dovremmo parlare di “cristianesimi orientali” perché ancora oggi tra Asia, Medio Oriente e Africa si contano svariate correnti religiose, dai coopti […]

  

Idioti utili dell’occidentalismo

Viene colpita nuovamente la Francia, questa volta la città di Rouen. A pagare con la vita è stato un prete cattolico. Sulla lama insanguinata c’è ancora stampato il marchio di Daesh, un’organizzazione che dopo un anno e mezzo continua a bazzicare liberamente in Siraq perché da parte delle cancellerie occidentali non c’è mai stata la volontà politica di sconfiggerla. Anzi, storicamente queste hanno fatto di tutto per accrescere il suo peso geopolitico (combattendo il governo siriano di Assad) ed ingrassare il suo esercito (tra foreign fighters, commercio di armi e petrolio). Ora però che è stato colpito un simbolo della […]

  

Da Peshawar a Nizza

Invece di reagire con la pancia di fronte ai tragici fatti di Nizza occorre ragionare con la testa. Andiamo alla radice del problema. Il terrorismo come lo conosciamo oggi è nato negli anni Ottanta nel “pashtunistan” pakistano, a Peshawar, città-incubatore del Jihad globale, culla di Al Qaeda, luogo di incontro tra “i venditori del paradiso in cambio del martirio”, tra cui Osama Bin Laden e Ayman al Ẓawahiri. A fabbricare e addestrare queste cellule furono americani e sauditi. I primi fornivano in funzione anti-sovietica un supporto economico e militare – tramite i servizi segreti pachistani – ai profughi afghani, allora […]

  

La geopolitica del Terrore è una lezione mai imparata

Ora che Bruxelles viene colpita con azioni terroristiche organizzate quanto sanguinose, la storia si ripete e trascina con sé l’opinione pubblica nella spirale delle emozioni. Nonostante gli scorsi attacchi di Parigi il circo politico-mediatico commette gli stessi errori di valutazione: c’è chi continua a cantare il ritornello bellicista del “siamo in guerra” e chi invece già prepara marce – reali o virtuali – per la solidarietà. La verità è che in questi cinque mesi le alleanze dell’Occidente in Medio Oriente non si sono ridimensionate così tanto rispetto al passato. Perché dopo qualche leggera apertura nei confronti di Iran (fine dell’embargo […]

  

Un calcio alla civiltà

Non uso mai la prima persona nei miei articoli ma questa volta faccio uno strappo alla regola. Vado allo stadio una decina di volte l’anno anche perché in Italia telecronaca (Sky) e giornalismo sportivo (Tiki Taka, Rivista Undici, Sky Club) narrano l’epica del calcio in modo esemplare. Così l’altra sera mi sono ritrovato in Tribuna Tevere con mio padre e un panino salsiccia, maionese e peperoni, a vedere la partita di Champions League Roma contro Real Madrid. C’erano i grandi campioni del pallone moderno, Cristiano Ronaldo, Jesé, James Rodriguez, c’erano i fuoriclasse, Perotti e Modric, c’era intelligenza tattica, c’era il palleggio […]

  

Gang bang Colonia

Il quadro emerso dalle testimonianze mostra come le molestie sessuali a Colonia e in altre città tedesche da parte di stranieri è ancora troppo poco chiaro per poter affermare con certezza se l’accaduto sia stato organizzato o meno. Eppure in cattedra sono saliti già tutti quanti: gli islamofobi fanno la guerra agli stranieri di confessione musulmana che a loro volta vengono difesi dagli anti-razzisti. In mezzo ci sono le femministe, divise tra suprematismo occidentale e terzomondismo. Insomma Colonia rappresenta un grande cortocircuito per chi si sente preso in causa, ma soprattutto rappresenta il punto di incontro mortifero tra le nuove popolazioni […]

  

Esportare la democrazia in nome di Dio: #NotInMyName

Al mercato elettorale si chiede a gran voce che i musulmani si dissocino da quanto accaduto a Parigi venerdì 13 novembre. E se lo fanno non è mai abbastanza. Non si tratta di una richiesta sincera ma di una psicosi collettiva di chi vuole rivendicare la propria identità soltanto quando essa è (o sembra) minacciata. Allora capisci il sistema dell’informazione occidentale quando vedi con che facilità il circo politico-mediatico associ Islam, Corano e Terrorismo e come dalla caduta del muro di Berlino ad oggi nessuno abbia mai contestato il fatto che gli Stati Uniti d’America possiedano, fin dalla loro nascita, […]

  

“Allahu akbar” è un brand che abbiamo inventato “noi”

Ora che spuntano fuori i primi passaporti dei criminali,  tireranno fuori qualche versetto del Corano, ci racconteranno la favola del “cattivo musulmano” e diranno che questo è l’Islam nella sua totalità. Nessuno però spiegherà alle famiglie delle vittime innocenti che “Allahu akbar” è un brand inventato da “noi”. I terroristi dell’Isis – che celebrano i fatti di Parigi minacciando Roma, Londra e Washington – sono stati addestrati, armati e finanziati dalle stesse potenze occidentali che ora rischiano di essere colpite da nuovi attentati. I criminali europei che inneggiano alla Jihad sono il riflesso di una cultura europea profondamente sradicata: vestono […]

  

Siria, i “ribelli moderati” non esistono

Bashar Al Assad chiama, Vladimir Putin risponde. I raid russi su Talbisseh, cittadina vicina ad Homs, covo dei terroristi, non è piaciuta alle cancellerie occidentali che hanno accusato il Cremlino di colpire aree non controllate dall’Isis ma dai cosiddetti “ribelli moderati”. Ma ripercorriamo la storia recente della “rivolta” siriana per capire chi sono e se veramente esistono queste figure celebrate dal circo mediatico. Le proteste contro l’attuale presidente sono iniziate a Daraa, città a sud di Damasco, il 15 marzo 2011. In quell’occasione centinaia di persone scesero in piazza legittimamente contro la corruzione e un apparato di governo che durava […]

  

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