Dove va il populismo

Sebbene Steve Bannon stia muovendo i passi in Europa, la sua visione del mondo rimane profondamente americana. Nella forma quanto nei contenuti. Lo stile è quello del motivatore (vestiario casual, eloquenza da mental coach, linguaggio smart), l’ideologia proposta invece si avvicina ad un disegno proiettato nel futuro, fedele alla tradizione millenarista statunitense, più che ad un discorso radicato nella storia. Ed è forse quest’ultimo l’aspetto decisivo per comprendere, in un quadro ampio di meccaniche globali, al di là del business politico legato alla nuova piattaforma The Movement, la missione dell’ex chief strategist di Donald Trump nel Vecchio Continente. Di passaggio a […]

  

Non deve essere una “primavera europea”

L’establishment aveva solo una carta per controllare il sentimento di rivolta che in questi giorni è cresciuto vertiginosamente in Italia dopo le decisioni discutibili del capo dello Stato: difendere le istituzioni ad oltranza in un Paese che storicamente non ci ha mai creduto, e spaccare l’asse Lega-Movimento 5 Stelle. È evidente come i giornalisti, uniti intorno alla figura del presidente Mattarella (perché i partiti dell’establishment sono finiti), hanno cercato in tutti i modi di mettere Matteo Salvini e Luigi Di Maio l’uno contro l’altro, ma non ci sono riusciti: governeranno insieme seguendo il contratto tracciato all’indomani del voto elettorale e […]

  

Italian connections

E’ quasi fatta, Lega e Movimento 5 Stelle potrebbero finalmente raggiungere l’accordo di governo nei prossimi giorni. Non poteva andare meglio per il popolo italiano che il 4 marzo aveva espresso senza mezzi termini – e lo dimostrano il consenso ricevuto dai loro rispettivi elettori nelle votazioni del programma e i risultati in Valle d’Aosta – la volontà di affossare il sistema della continuità. Si è conclusa una prima fase – quella del riavvicinamento, impensabile per gli addetti ai lavori molto poco attenti alle meccaniche della metapolitica, tra i due partiti anti-establishment –  e ora inizia la seconda, molto più delicata, perché deve […]

  

Cosa ci insegna il popolo siriano

L’attacco sarà stato anche circoscritto ed estemporaneo, come dicono i politologi sempre pronti a perdonare all’alleato americano qualsiasi sopruso, ma intanto questa notte gli abitanti di Damasco sono saltati dal letto credendo che fosse arrivato il giorno dell’Apocalisse. Ora staremo a vedere se davvero si tratta solo di una rappresaglia perché anche se fosse non nasconderebbe il supporto diretto e indiretto che gli Stati Uniti insieme ai loro alleati della regione hanno dato in tutti questi anni ai gruppi terroristici che hanno portato la guerra in Siria. Da questo episodio fulmineo, quasi inaspettato dopo che le tensioni sembravano essersi calmate, alcuni aspetti […]

  

Iranofobia

Come i media occidentali hanno messo il velo su una protesta sociale (prevalentemente maschile). Sette anni di guerra per procura alla Siria non hanno insegnato nulla ai commentatori di politica estera che ancora una volta seguono ciecamente una narrativa anti-iraniana diffusa a fuochi incrociati dai think tank neoconservatori e dagli intellettuali più progressisti del cosiddetto “mondo libero”. Insomma quelli che venivano considerati i più accaniti avversari di Donald Trump durante la campagna elettorale si sono velocemente schierati al suo fianco per soffiare su una protesta di piccole dimensioni scoppiata nel Khorasan, ora estesasi in tutto il Paese. Per capire l’approccio dei media occidentali occorre […]

  

L’imperialismo è morto

Più che l’Iraq, la Siria è stato il vero epicentro del caos vicino e mediorientale. E’ lì che Daesh ha colpito con più violenza disintegrando l’unico Paese arabo rimasto immune alla guerra. Tutte le città controllate dal sedicente Stato Islamico sono state riprese, ora non resta che la sacca di Idlib – in mano a diversi gruppi più o meno legati ad Al Sham – ma i negoziati sono già in corso perché ormai combattere non conviene a nessuno. Che lo si voglia o meno i vincitori di questa lunga battaglia hanno un nome e un cognome: Bashar Al Assad, […]

  

La terza guerra del Golfo

Ancora una volta il metro dello “scontro di civiltà” non servirà a decodificare quello che sta accadendo in questi giorni. Il terrorismo va oltre la dimensione sacra, qualsiasi essa sia, può colpire la Cattedrale cattolica di Notre Dame e il giorno dopo schiantarsi contro il Santuario dell’Imam Khomeini a Teheran. In principio c’è e ci sarà sempre la geopolitica. Tutto è iniziato con il viaggio di Donald Trump nel Vicino e Medio Oriente che è servito a rinsaldare la santa alleanza tra Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele e firmare col sangue una strategia di breve e medio periodo contro […]

  

La notte delle lunghe scimitarre

Più che una crisi diplomatica quella tra gli Al Thani e i Saud sembra un regolamento tra due clan diventati improvvisamente rivali. Lo strappo tra il Qatar e l’Arabia Saudita (nonché Egitto, Emirati Arabi e Bahrein) avviene in un momento storico che vede tutte le potenze riposizionarsi in vista della fine dell’esperienza del sedicente Stato Islamico in Siraq. Se la Turchia è stato il primo Paese a cercare un’intesa con la Russia e l’Iran – vedi colloqui di Astana – ora è il turno degli altri sconfitti – quelli che volevano indebolire l’asse sciita destabilizzando i governi di Damasco e […]

  

Il tradimento di Trump

Negli ultimi giorni è accaduto l’impensabile sul piano internazionale. Proviamo ad unire tutti i puntini. In un primo momento l’ambasciatrice degli Usa al Consiglio di Sicurezza, Nikki Haley, insieme al Segretario di Stato Rex Tillerson, aveva sancito la dottrina isolazionista dell’amministrazione Trump annunciando che rovesciare Bashar Al Assad non era più la “priorità”. Successivamente tutti vengono richiamati all’ordine dalla notizia non verificata – ma diffusa dalla gran cassa mediatica – dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Damasco nelle zone occupate dai jihadisti. La Casa Bianca accetta la versione ufficiale e all’improvviso ripensa il suo approccio in politica […]

  

Il problema americano

Sono bastati pochi giorni ad Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, per dimenticare la doccia fredda riservatagli dagli studenti di Bologna. Lasciatosi alle spalle il capitolo sull’interventismo in Libia ora il “professore-martire” firma un altro articolo ancora più irresponsabile dal titolo “A noi europei conviene Hillary Clinton”. La prospettiva iniziale di lettura appare corretta: da italiani, guardiamo Oltreoceano, con la bussola dei nostri interessi nazionali e non badiamo più di tanto a come gli americani vedono se stessi. Poi Panebianco centra di nuovo il punto quando scrive che “il vero problema non è se il futuro presidente sarà di […]

  

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