Dove va il populismo

Sebbene Steve Bannon stia muovendo i passi in Europa, la sua visione del mondo rimane profondamente americana. Nella forma quanto nei contenuti. Lo stile è quello del motivatore (vestiario casual, eloquenza da mental coach, linguaggio smart), l’ideologia proposta invece si avvicina ad un disegno proiettato nel futuro, fedele alla tradizione millenarista statunitense, più che ad un discorso radicato nella storia. Ed è forse quest’ultimo l’aspetto decisivo per comprendere, in un quadro ampio di meccaniche globali, al di là del business politico legato alla nuova piattaforma The Movement, la missione dell’ex chief strategist di Donald Trump nel Vecchio Continente. Di passaggio a […]

  

Italian connections

E’ quasi fatta, Lega e Movimento 5 Stelle potrebbero finalmente raggiungere l’accordo di governo nei prossimi giorni. Non poteva andare meglio per il popolo italiano che il 4 marzo aveva espresso senza mezzi termini – e lo dimostrano il consenso ricevuto dai loro rispettivi elettori nelle votazioni del programma e i risultati in Valle d’Aosta – la volontà di affossare il sistema della continuità. Si è conclusa una prima fase – quella del riavvicinamento, impensabile per gli addetti ai lavori molto poco attenti alle meccaniche della metapolitica, tra i due partiti anti-establishment –  e ora inizia la seconda, molto più delicata, perché deve […]

  

Iranofobia

Come i media occidentali hanno messo il velo su una protesta sociale (prevalentemente maschile). Sette anni di guerra per procura alla Siria non hanno insegnato nulla ai commentatori di politica estera che ancora una volta seguono ciecamente una narrativa anti-iraniana diffusa a fuochi incrociati dai think tank neoconservatori e dagli intellettuali più progressisti del cosiddetto “mondo libero”. Insomma quelli che venivano considerati i più accaniti avversari di Donald Trump durante la campagna elettorale si sono velocemente schierati al suo fianco per soffiare su una protesta di piccole dimensioni scoppiata nel Khorasan, ora estesasi in tutto il Paese. Per capire l’approccio dei media occidentali occorre […]

  

L’imperialismo è morto

Più che l’Iraq, la Siria è stato il vero epicentro del caos vicino e mediorientale. E’ lì che Daesh ha colpito con più violenza disintegrando l’unico Paese arabo rimasto immune alla guerra. Tutte le città controllate dal sedicente Stato Islamico sono state riprese, ora non resta che la sacca di Idlib – in mano a diversi gruppi più o meno legati ad Al Sham – ma i negoziati sono già in corso perché ormai combattere non conviene a nessuno. Che lo si voglia o meno i vincitori di questa lunga battaglia hanno un nome e un cognome: Bashar Al Assad, […]

  

La notte delle lunghe scimitarre

Più che una crisi diplomatica quella tra gli Al Thani e i Saud sembra un regolamento tra due clan diventati improvvisamente rivali. Lo strappo tra il Qatar e l’Arabia Saudita (nonché Egitto, Emirati Arabi e Bahrein) avviene in un momento storico che vede tutte le potenze riposizionarsi in vista della fine dell’esperienza del sedicente Stato Islamico in Siraq. Se la Turchia è stato il primo Paese a cercare un’intesa con la Russia e l’Iran – vedi colloqui di Astana – ora è il turno degli altri sconfitti – quelli che volevano indebolire l’asse sciita destabilizzando i governi di Damasco e […]

  

La geopolitica del Terrore è una lezione mai imparata

Ora che Bruxelles viene colpita con azioni terroristiche organizzate quanto sanguinose, la storia si ripete e trascina con sé l’opinione pubblica nella spirale delle emozioni. Nonostante gli scorsi attacchi di Parigi il circo politico-mediatico commette gli stessi errori di valutazione: c’è chi continua a cantare il ritornello bellicista del “siamo in guerra” e chi invece già prepara marce – reali o virtuali – per la solidarietà. La verità è che in questi cinque mesi le alleanze dell’Occidente in Medio Oriente non si sono ridimensionate così tanto rispetto al passato. Perché dopo qualche leggera apertura nei confronti di Iran (fine dell’embargo […]

  

Il problema americano

Sono bastati pochi giorni ad Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, per dimenticare la doccia fredda riservatagli dagli studenti di Bologna. Lasciatosi alle spalle il capitolo sull’interventismo in Libia ora il “professore-martire” firma un altro articolo ancora più irresponsabile dal titolo “A noi europei conviene Hillary Clinton”. La prospettiva iniziale di lettura appare corretta: da italiani, guardiamo Oltreoceano, con la bussola dei nostri interessi nazionali e non badiamo più di tanto a come gli americani vedono se stessi. Poi Panebianco centra di nuovo il punto quando scrive che “il vero problema non è se il futuro presidente sarà di […]

  

Contro Sansal

Troppo facile spostare le lancette del tempo in avanti. Troppo scomodo tornare indietro di due secoli. Chi sono i padroni dell’Occidente? Non chiedetelo a George Orwell ma a Boualem Sansal, scrittore algerino e autore del romanzo “2084. La fine del mondo” in uscita in Italia per Neri Pozza. Quello che in Francia è stato un caso editoriale racconta un Paese del futuro nato sulle ceneri di una grande guerra contro la miscredenza, l’Abistan, in cui si parla solo in abilang, una lingua  che ha soppiantato tutte le precedenti, e dove la religione del dio Yolah e del suo messaggero, il profeta […]

  

L’Occidente della mezzaluna (rovesciata)

Attenzione, attenzione. Dopo l’esecuzione di 47 persone nella monarchia del Golfo, tra cui quella del leader sciita Nimr Baqr Al Nimr, e la conseguente rottura dei rapporti diplomatici tra Riad e Teheran, i professionisti della disinformazione vogliono spostare il dibattito dall’Arabia Saudita ai diritti umani nel mondo, in particolare in Medio Oriente. Insomma, far saltare il banco sfruttando l’ignoranza dell’opinione pubblica per difendere il regno alleato dei Saud. L’obiettivo è uno solo: screditare l’Iran, che a sua volta, pratica la pena di morte, ma che a differenza della monarchia costruita in pochi anni da un branco di beduini del deserto […]

  

I limiti dei “sovranisti”

In questo ultimo decennio due elementi hanno fatto da collante tra i poli opposti della politica: la rivendicazione della sovranità nazionale e il populismo come nuova forma consensuale. La nascita o il successo elettorale di schieramenti partitici programmati per combattere lo status quo (atlantista e/o europeista) è riuscito a minacciare improvvisamente il sistema delle élite senza però vincere il duello democratico. La capacità del potere costituito di rigenerarsi di fronte all’avanzata dei “populismi” (vedi la nomina di Matteo Renzi in Italia) ha demoralizzato quelle forze politiche che dal nulla sono riuscite a conquistare la doppia cifra percentuale (dallo Ukip di […]

  

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