{"id":66,"date":"2013-05-07T09:13:05","date_gmt":"2013-05-07T09:13:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/?p=66"},"modified":"2013-05-07T09:18:54","modified_gmt":"2013-05-07T09:18:54","slug":"66","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/05\/07\/66\/","title":{"rendered":"Pivot to Asia: ecco l&#8217;agenda Obama per l&#8217;Estremo Oriente"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Che cos\u2019\u00e8 l\u2019<strong>Asia Pivot<\/strong>?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Il recente Libro Bianco pubblicato dal Governo Cinese sulla nuova dottrina di sicurezza del paese lascia trasparire la forte preoccupazione di Pechino nei riguardi del riposizionamento strategico americano nella regione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La Cina accusa gli Stati Uniti di contribuire alla destabilizzazione dell\u2019area a causa della sua crescente presenza militare. Washington, in risposta, afferma che le sue iniziative sono frutto di una \u201criallocazione naturale delle risorse\u201d e che in alcun modo esse siano rivolte contro la Cina.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questa discussione entra nel pi\u00f9 ampio dibattito riguardante la dottrina strategica dell\u2019amministrazione Obama, denominata \u201cPivot to Asia\u201d, che consiste in un progressivo ma costante ribilanciamento degli interessi e della presenza statunitensi dal Medio Oriente verso l\u2019Asia.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Ma quali contorni assume questa \u201cnuova\u201d strategia? Che cosa sta cambiando nei rapporti tra le due sponde del Pacifico da motivare un mutamento di approccio cos\u00ec manifesto da parte degli Stati Uniti?[photopress:barack_1.jpg,thumb,pp_image] <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Relazioni forti tra Washington e l\u2019Asia non sono una novit\u00e0. Rapporti economici e commerciali, in particolare tra Stati Uniti e Cina, sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi due decenni. Il nome \u201cPivot to Asia\u201d non \u00e8, dunque, che un tentativo definire un fenomeno consolidato nel tempo. All\u2019indomani della sua prima elezione, il Presidente Obama aveva la necessit\u00e0 di rompere col passato e di superare la dottrina geopolitica dell\u2019era Bush, incentrata prevalentemente sul Medio Oriente e sulla guerra ad Al Qaeda a discapito di un\u2019attenzione minore verso il resto del mondo, Asia inclusa. L\u2019Asia Pivot risponde a questa esigenza.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Fino ad ora, tuttavia, le iniziative pi\u00f9 rilevanti non si sono viste in ambito militare, bens\u00ec economico. In questo senso, le negoziazioni per l\u2019ampliamento della partnership transpacifica potrebbe essere il primo reale elemento di novit\u00e0. Si tratta di un accordo di libero scambio fortemente voluto da Washington e che include buona parte degli attori regionali. A segnalare il grande peso strategico che gli Stati Uniti attribuiscono al progetto, la missione ad inizio aprile del neo-segretario di Stato John Kerry in Giappone e Corea del Sud aveva tra gli obiettivi la conclusione dei negoziati come parte della definizione delle relazioni bilaterali. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">In generale, \u00e8 lecito aspettarsi rapporti strategici di mutuo vantaggio sempre pi\u00f9 forti tra Washington e i suoi alleati, storici (come Taiwan e Australia) e pi\u00f9 recenti (tra gli altri, Vietnam e Indonesia): per gli Stati Uniti, migliorare le relazioni con i propri partner significa aprirsi a nuove innumerevoli opportunit\u00e0, assicurando in cambio ad essi protezione strategica e militare. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">\u00c8 dunque chiaro come questi comportamenti e iniziative siano considerate dalla Cina azioni finalizzate al contenimento, o quantomeno al disturbo, della propria libert\u00e0 di manovra nella regione e nei rapporti con i propri vicini. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Senza dubbio, il comportamento assertivo e poco prevedibile della Cina nella regione \u00e8 un fattore primario per il rinnovato interesse strategico americano. Gli Stati Uniti sono oggi l\u2019unica potenza economica e militare in grado di contrastare eventuali minacce da parte di Pechino. Per questa ragione la maggioranza dei paesi limitrofi preme affinch\u00e9 Washington mantenga il suo impegno e presenza nell\u2019area. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Tuttavia, considerare la dottrina americana dell\u2019Asia Pivot esclusivamente rivolta al controllo della Cina \u00e8 una lettura semplicistica e che rischia di limitare la reale comprensione delle sue ragioni. L\u2019Estremo Oriente \u00e8 una regione vastissima, eterogenea nella sua composizione culturale ed identitaria, e che presenta sfide politiche e sociali di forte interesse strategico per Washington, indipendentemente dal comportamento di Pechino. Questioni quali la proliferazione nucleare nella Penisola Coreana e il delicato equilibrio di forze per il controllo delle rotte marittime nel Mar Cinese Meridionale sono di rilevanza primaria per la preservazione degli interessi economici e strategici degli Stati Uniti. L\u2019Asia Pivot \u00e8 il tentativo pi\u00f9 recente ed articolato di rispondere ad essi e il definitivo segnale che l\u2019America \u00e8 tornata ad essere un attore centrale nello scacchiere orientale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Asia Pivot? Il recente Libro Bianco pubblicato dal Governo Cinese sulla nuova dottrina di sicurezza del paese lascia trasparire la forte preoccupazione di Pechino nei riguardi del riposizionamento strategico americano nella regione. La Cina accusa gli Stati Uniti di contribuire alla destabilizzazione dell\u2019area a causa della sua crescente presenza militare. 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