{"id":82,"date":"2013-06-17T15:37:13","date_gmt":"2013-06-17T15:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/?p=82"},"modified":"2013-06-17T15:37:13","modified_gmt":"2013-06-17T15:37:13","slug":"usa-cina-cosa-sta-succedendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/06\/17\/usa-cina-cosa-sta-succedendo\/","title":{"rendered":"Usa-Cina: cosa sta succedendo?"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa si sono detti Barack Obama e Xi Jinping durante i due giorni di incontri bilaterali in California nella settimana passata?<\/p>\n<p>Nei 200 acri di terreno del ranch californiano che ha ospitato il summit, Obama e Xi hanno partecipato all&#8217;incontro pi\u00f9 lungo e informale tra i leader dei due paesi, prova dell&#8217;assoluta necessit\u00e0 di dialogo esteso e franco.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 per i due capi di stato di conoscersi personalmente e di confrontarsi in maniera diretta era la condizione ideale e allo stesso tempo necessaria per un rapporto di maggior fiducia, finalizzato al superamento dei reciproci sospetti esistenti. Come ho sottolineato in<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/05\/22\/la-cina-nascosta-vista-dallinterno\/\"> un mio post precedente<\/a>,<\/strong>\u00a0questi sospetti non sono nuovi ma sono stati alimentati negli ultimi mesi dal comportamento assertivo di Pechino, in particolare nei riguardi dei vicini- primi tra tutti Giappone (vedi il post del <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/01\/17\/23\/\">17 gennaio<\/a>)<\/strong> e Corea-, e della sempre pi\u00f9 consistente strategia americana di presenza nella regione- <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/05\/07\/66\/\">Pivot to Asia<\/a><\/strong>, di cui ho parlato qualche settimana fa.<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre numerose pagine di giornale sono state scritte in preparazione all&#8217;evento, ben poco \u00e8 trapelato a conclusione degli incontri. Oltre ai rituali convenevoli sull&#8217;intenzione di collaborare e di trovare soluzioni condivise alle divergenze esistenti, poco si sa sui contenuti specifici affrontati. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>La risposta sta nell&#8217;intento primario del summit stesso. L&#8217;obiettivo era di conoscersi, di prendersi le misure a vicenda e ritagliarsi uno spazio adeguato per discutere di tutte le questioni preponderanti sul piano internazionale e bilaterale. In altre parole, nessuna questione doveva avere la propriet\u00e0 sulle altre, ma era necessario creare le condizioni favorevoli per le discussioni future. L\u2019eccezionalit\u00e0 del meeting deriva dallo sforzo di entrambe le parti a sedersi al tavolo del confronto e trovare punti di incontro oggi nella speranza di scongiurare scontri futuri.<\/p>\n<p>Xi \u00e8 arrivato al meeting conscio della sua posizione di forza dovuta al <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/page\/2\/\">consolidamento del potere<\/a><\/strong> all&#8217;interno del paese e determinato a far capire ad Obama che, se da un lato non crede nella necessaria rivalit\u00e0 tra le due potenze, dall&#8217;altro la Cina non \u00e8 disposta a rinunciare ai suoi interessi strategici in Asia e nel resto del mondo (vi ricordate la teoria del<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/03\/23\/la-cina-e-il-mondo-un-soft-power-vincente\/\"> soft power cinese<\/a><\/strong>?).<\/p>\n<p>L&#8217;intento del presidente cinese era di ottenere dal collega americano l&#8217;impegno a non indirizzare la sua strategia in Asia contro la Cina e i suoi interessi. Obama, da parte sua, era alla ricerca di rassicurazioni sulle intenzioni e sui comportamenti di Pechino sul piano internazionale e bilaterale.<\/p>\n<p>Di cosa avranno dunque discusso?<\/p>\n<p>Pochi dubbi sul fatto che le dinamiche regionali asiatiche abbiano tenuto banco. Il comportamento assertivo tenuto da Pechino nel Mar Cinese Orientale e Meridionale ha innervosito molti degli alleati strategici di Washington- primi fra tutti Giappone, Filippine e Sud Corea. Obama avr\u00e0 cercato rassicurazioni, ben conscio della necessit\u00e0 della Cina di difendere i propri interessi economici e strategici nella zona. Xi avr\u00e0 al contempo aperto alla possibilit\u00e0 di un ruolo pi\u00f9 diretto e deciso di Pechino nell&#8217;affrontare lo storico <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/segre\/2013\/02\/04\/nord-corea-bastone-o-carota\/\">alleato nordcoreano<\/a><\/strong>, per porre fine alla proliferazione nucleare, sapendo che lo scenario di conflitto sarebbe dannoso anche per il proprio paese.<\/p>\n<p>Si saranno inoltre affrontate le spinose questioni che rischiano di incrinare l&#8217;equilibrio dei rapporti bilaterali, prima fra tutte il caso dello spionaggio cibernetico ai danni degli americani perpetuato da attori cinesi con la connivenza e la partecipazione del governo di Pechino- questione particolarmente delicata in questi giorni di difficolt\u00e0 dell\u2019amministrazione americana a causa della bufera del \u201cdatagate\u201d. Ma l&#8217;elenco \u00e8 ben pi\u00f9 lungo.<\/p>\n<p>Per sapere se Obama e Xi si siano trovati d&#8217;accordo e per conoscere l&#8217;esito del loro incontro bisogner\u00e0 attendere. Solo i prossimi mesi ci indicheranno se i due leader condividano visioni e intenzioni o se il rapporto sar\u00e0 destinato a incrinarsi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa, \u00e8 interessante notare come, a una settimana dal summit in California, Obama abbia rotto gli indugi e dopo due anni abbia autorizzato il rifornimento di armamenti ai ribelli siriani anti Assad- a lungo sostenuto da Pechino. Sar\u00e0 solo un caso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che cosa si sono detti Barack Obama e Xi Jinping durante i due giorni di incontri bilaterali in California nella settimana passata? 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