{"id":133,"date":"2016-06-06T05:21:11","date_gmt":"2016-06-06T05:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/signore\/?p=133"},"modified":"2016-06-06T11:13:24","modified_gmt":"2016-06-06T11:13:24","slug":"un-voto-contro-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/signore\/2016\/06\/06\/un-voto-contro-renzi\/","title":{"rendered":"Un voto contro Renzi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/signore\/files\/2016\/06\/images.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-134\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/signore\/files\/2016\/06\/images.jpeg\" alt=\"images\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a>A prescindere da come finiranno i ballottaggi del\u00a019 giugno, chi davvero esce sconfitto da questa tornata amministrativa \u00e8 <strong>Matteo Renzi<\/strong>. Da Nord a Sud, infatti, il comune denominatore delle diverse partite che si sono giocate \u00e8 la vittoria dei candidati pi\u00f9 fieramente antirenziani, a partire dal pieno di voti portato a casa a Napoli da <strong>Luigi De Magistris<\/strong>\u00a0(al 42,6%) fino al\u00a0botto di <strong>Virginia Raggi<\/strong> a Roma (dove arriva al 35,3%) . Il primo ha fatto del \u00a0suo essere un oppositore del premier una sorta di vero e proprio marchio di fabbrica, tanto da definire il capoluogo campano un &#8220;comune derenzizzato&#8221;, arrivando pure ad utilizzare con il leader del Pd toni piuttosto coloriti (&#8220;Vattene a casa! Devi avere paura! Ti devi cagare sotto!&#8221;). Mentre la seconda \u00e8 la candidata dei Cinque stelle, certamente uno dei partiti pi\u00f9 critici con il governo.<\/p>\n<p>Il dato, insomma, \u00e8 che chi oggi si oppone a Renzi viaggia con il vento in poppa. Cos\u00ec come faticano e non poco i candidati del Pd, soprattutto quelli di stretta osservanza renziana. <strong>Valeria Valente<\/strong>, per dire, a Napoli non arriva neanche al ballottaggio (in ritardo di quasi\u00a03 punti rispetto a <strong>Gianni Lettieri<\/strong>). Un risultato\u00a0che non \u00e8 solo una bocciatura del premier, che pure si era speso personalmente chiudendo la campagna elettorale alla Mostra\u00a0d&#8217;Oltremare, ma anche dell&#8217;asse tra il Pd e l&#8217;Ala di <strong>Denis Verdini<\/strong>, visto che l&#8217;ex braccio destro di <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> appoggiava proprio la Valente. A\u00a0Roma, invece,\u00a0<strong>Roberto Giachetti<\/strong>\u00a0con il suo 24,8% ha dovuto aspettare l&#8217;alba prima di avere la certezza del secondo turno, tampinato da una <strong>Giorgia Meloni<\/strong> &#8211; anche lei da sempre molto dura con Renzi &#8211; che pur terza porta a casa un buon 20,6%.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il caso Milano, dove <strong>Giuseppe Sala<\/strong> &#8211; fortissimamente voluto dal premier &#8211; ha perso l&#8217;enorme vantaggio degli ultimi mesi ed \u00e8 sostanzialmente arrivato alla pari con <strong>Stefano Parisi: <\/strong>41,7% contro 40,8%, meno di un punto di distacco. Al ballottaggio, dunque, la partita sar\u00e0 apertissima. Con la\u00a0concreta possibilit\u00e0 per Renzi di perdere Milano, il che equivarrebbe ad una sconfitta pesantissima, soprattutto se come sembra Roma finir\u00e0 al movimento Cinque stelle. Notizia, quest&#8217;ultima, destinata a fare il giro del mondo, con tutti i contraccolpi del caso sull&#8217;immagine del premier.<\/p>\n<p>Non sorridono pi\u00f9 di tanto neanche <strong>Virginio Merola<\/strong>, sindaco uscente nella roccaforte di Bologna che rispetto a cinque anni fa perde parecchi punti e con il 39,5% andr\u00e0 al ballottaggio con la leghista <strong>Lucia Borgonzoni<\/strong> (22,3%), e <strong>Piero Fassino<\/strong>. Anche lui a Torino porta a casa meno voti di quanto sperava (41,8%), visto che fino a qualche settimana fa nel Pd si ipotizzava persino una vittoria al primo turno. Invece l&#8217;ex segretario dei Ds se la dovr\u00e0 giocare al ballottaggio contro la grillina <strong>Chiara Appendino<\/strong>\u00a0(arrivata al 30,9%) e il risultato finale \u00e8 tutt&#8217;altro che scontato.<\/p>\n<p>Un voto contro Renzi, dunque. Che pesa ancora di pi\u00f9 trattandosi di un presidente del Consiglio che ha il peccato originale di non avere un&#8217;investitura popolare, essendo arrivato a Palazzo Chigi non per la via principale, quella delle elezioni. E cos\u00ec, come in molti &#8211; tra cui lo stesso Renzi &#8211; considerarono le Europee del 2014 e quel 40,8% preso dal Pd una sorta di &#8220;investitura riparatoria&#8221;, oggi il rischio per il premier \u00e8 che questa tornata amministrativa finisca per azzopparlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A prescindere da come finiranno i ballottaggi del\u00a019 giugno, chi davvero esce sconfitto da questa tornata amministrativa \u00e8 Matteo Renzi. 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