{"id":1144,"date":"2013-12-15T18:15:00","date_gmt":"2013-12-15T16:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=1144"},"modified":"2013-12-15T18:15:00","modified_gmt":"2013-12-15T16:15:00","slug":"pronto-soccorso-no-grazie-e-gli-italiani-muoiono-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2013\/12\/15\/pronto-soccorso-no-grazie-e-gli-italiani-muoiono-a-casa\/","title":{"rendered":"Pronto Soccorso? No, grazie! E gli Italiani muoiono a casa."},"content":{"rendered":"<p>Domenica 15 dicembre 2013 &#8211; San Valeriano &#8211; Taurianova<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2013\/12\/prontosoccorso.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1147\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2013\/12\/prontosoccorso-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2013\/12\/prontosoccorso-300x213.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2013\/12\/prontosoccorso.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Non fare capricci. Avrai mangiato pesante. Vai a casa. Se domani non passa, torna e facciamo un controllino. Buonanotte!&#8221;<\/p>\n<p><strong>Buonamorte! avrebbe dovuto dire quel medichicchio di pronto soccorso, mezzo addormentato e fresco di raccomandazione.<\/strong> Buonamorte, Italiani! Fate da soli, ch\u00e9 qui non siamo attrezzati. Non sapremmo curare nemmeno un&#8217;unghia incarnita. Siamo medici di passaggio, in attesa di diventare qualcosa di pi\u00f9. Forse, di pi\u00f9 pericoloso. Magari primari. Intanto, teniamo caldo il lettino della medicheria, mentre i nostri colleghi, i medici veri, si fanno venire il cancro al fegato per l&#8217;incazzatura e la vergogna. La vergogna e il disagio di essere messi nel calderone assieme a noi, medichicchi fuffa, amici di qualche amico, sicuramente politico. O massone.<\/p>\n<p><strong>Quel signore con il mal di pancia \u00e8 morto d&#8217;infarto.<\/strong> Mica di una malattia sconosciuta: un comunissimo, stronzissimo infarto di cui si sarebbe accorto anche il pi\u00f9 ignorante degli analfabeti. Anche mia zia Assuntina, specializzata nel levare di dosso il malocchio col piatto d&#8217;acqua e il cucchiaio d&#8217;olio d&#8217;oliva. Tutti, tranne quel coglione in camice, strapagato dall&#8217;azienda sanitaria italiana.<\/p>\n<p>[youtube NpG0O5STaFE]<\/p>\n<p><strong>E mica sono pochi, i medichicchi infami.<\/strong> Ne incontriamo a migliaia. E non si alterino i medici bravi che leggeranno questo post. Se son bravi veramente, anzich\u00e9 arrabbiarsi, dovranno avere le palle per ammettere che a fianco a loro nelle corsie, nelle sale operatorie, negli ambulatori, di incompetenti e ignoranti ce ne sono fin troppi. A scapito della salute e della vita degli italiani.<\/p>\n<p>Anni fa tocc\u00f2 anche alla mia famiglia\u2026<\/p>\n<div>\n<p><strong>15 Novembre 1998 \u2013 Sant\u2019Alberto A casa, a Taurianova<\/strong><\/p>\n<p><strong>Maledetto sia quel medico dell\u2019ospedale di Polistena! S\u00ec, maledetto il medico che l\u2019altra notte, mentre mio padre rischiava di morire \u2013 e lui era di turno &#8211; se\u00a0<\/strong><strong>n\u2019era andato a scopare nel paese vicino.\u00a0<\/strong><strong>A scopare dall\u2019amante!!!\u00a0<\/strong><strong>Maledetto sia lui e tutta la sua stirpe per le soffe<\/strong><strong>renze che ha fatto vivere a mio padre per un\u2019intera notte.\u00a0<\/strong><strong>E, quando, poi, contrariato, alle prime luci dell\u2019alba, \u00e8 arrivato, gli ha iniettato non so quali farmaci che lo hanno completamente sballato e gli hanno fatto patire le pene della croce, spingendolo a forza quasi fino alla fine del tunnel, che, chiss\u00e0 per quale miracolo, non lo ha ingoiato.\u00a0<\/strong><strong>Maledetto sia! Fino a quando non si canceller\u00e0 il ricordo del suo passaggio nell\u2019universo.\u00a0<\/strong><strong>Se la salvezza della mia anima, o la sua dannazione, dipendesse solo dal perdono nei confronti di questa catasta di merda, sono pronto a bruciare nelle fiamme dell\u2019inferno insieme a lui.\u00a0<\/strong><strong>Cos\u2019erano gli occhi di mio padre in quei momenti? Dei ganci rivolti verso la mia vita, degli arpioni lanciati nell\u2019aria che respiravo, per non andarsene.\u00a0<\/strong><strong>Gli ho donato tutta la vita che avevo per farlo restare.\u00a0<\/strong><strong>Non \u00e8 ancora tempo.\u00a0<\/strong><strong>Il peggio \u00e8 passato, ma nelle carni di mia madre c\u2019\u00e8 lo stesso dolore che cova nelle mie.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>Se Dio si azzarda a perdonare quel medico scellerato, stavolta lo sfido a duello!<\/strong><\/p>\n<p>(Dal <a title=\"Diario di una vecchia checca\" href=\"http:\/\/www.ninospirli.it\">Diario di una vecchia checca<\/a> &#8211; Minerva Edizioni)<\/p>\n<p>Ecco cosa provano i parenti di quei poveri pazienti sfortunati. <strong>Cosa ho provato io sulle mie carni, in quella notte maledetta, mentre mio padre rischiava di crepare come un agnello al macello e il porco in camice trombava con l&#8217;amante nel paesino vicino. E l&#8217;infermiere me lo confidava, complice, cercando anche la mia complicit\u00e0 di maschio.<\/strong> Bastardi, lui e il suo amico medichicchio.<\/p>\n<p>La stessa rabbia che mi monta in testa ogni volta che leggo di persone che muoiono dopo essere state &#8220;licenziate&#8221; al pronto soccorso. La stessa rabbia che mi arriva alle mani ogni volta che raccolgo il pianto e il racconto dei familiari disperati.<\/p>\n<p>No, non mi rassegno nel 2013 alla favola della casualit\u00e0. <strong>Non si muore per caso.<\/strong> Non si muore di quelle malattie che risultano sconfitte nei libroni di medicina. Se sono state sconfitte nelle statistiche, quelle malattie, allora lo devono essere anche nelle corsie e sulle lettighe dei Pronto Soccorso. Altrimenti, vuol dire che ci state gonfiando di cazzate e che siete dei gran bugiardi. E falsi. Decidetevi!<\/p>\n<p>Era un giorno qualsiasi, oggi, fino a quando un amico caro non mi ha comunicato al telefono che la sua mamma \u00e8 morta, qualche settimana fa, dopo essere stata rimproverata dal medico di turno e mandata a casa con fare brusco. Il cretino l&#8217;aveva aggredita verbalmente, definendola &#8220;ipocondriaca e rompicoglioni&#8221;. Poi, quasi deridendola, l&#8217;ha accompagnata alla porta del PS e convinta che si trattasse solo di un mal di pancia &#8220;Chiss\u00e0 che avete mangiato, signora bella\u2026&#8221;. Nulla di strano, aveva mangiato. Solo che stava morendo. E, in mano ad un bravo medico, si sarebbe pure salvata\u2026<\/p>\n<p>\u2026 fra me e me. Mentre spero che certi falsi medici vengano licenziati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Domenica 15 dicembre 2013 &#8211; San Valeriano &#8211; Taurianova &#8220;Non fare capricci. Avrai mangiato pesante. Vai a casa. Se domani non passa, torna e facciamo un controllino. Buonanotte!&#8221; Buonamorte! avrebbe dovuto dire quel medichicchio di pronto soccorso, mezzo addormentato e fresco di raccomandazione. Buonamorte, Italiani! Fate da soli, ch\u00e9 qui non siamo attrezzati. Non sapremmo curare nemmeno un&#8217;unghia incarnita. Siamo medici di passaggio, in attesa di diventare qualcosa di pi\u00f9. Forse, di pi\u00f9 pericoloso. Magari primari. 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