{"id":4362,"date":"2016-02-27T16:43:13","date_gmt":"2016-02-27T14:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=4362"},"modified":"2016-02-27T16:43:13","modified_gmt":"2016-02-27T14:43:13","slug":"vegano-giammai-al-pecorino-e-al-miele-non-rinuncio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2016\/02\/27\/vegano-giammai-al-pecorino-e-al-miele-non-rinuncio\/","title":{"rendered":"Vegano? Giammai! Al pecorino e al miele non rinuncio\u2026"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sabato 27 febbraio 2016 &#8211; San Leandro &#8211; a casa, a Taurianova<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/31.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/31-300x194.jpg\" alt=\"3\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/31-300x194.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/31.jpg 505w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Certo, e come no, onore alla zucchina romana e alla cicoria pugliese. Medaglia d&#8217;oro ai broccoletti calabresi e ai carciofi siciliani.<\/strong> Viva i cardi del Piemonte e il radicchio trevigiano. <strong>Ma\u2026 Il Parmigiano? Il Pecorino Crotonese? Il Puzzone? La Fontina, il Caciocavallo Molisano?<\/strong> E i mille e mille altri nobilissimi formaggi italiani? E quel miele di zagara che arriva dalla mia Piana? O quello, amaro, di corbezzolo, di ciceroniana memoria, che dalla Sardegna sbarca sul continente?<\/p>\n<p>E le freschissime uova delle galline di <strong>mia nonna Concetta, di zia Mela e zia Rosina<\/strong>, che io consumavo gi\u00e0 da bambino a fianco al corbello dentro al quale venivano deposte?<\/p>\n<p><strong>E quel cielo di salumi che mi stava sopra la testa, quando andavo a trovare i nonni in campagna? Salsicce, soppressate, lardi, pancette e capocolli\u2026<\/strong> Un affresco dal profumo inebriante che sembrava scendere direttamente dal Paradiso in Terra come premio per la mia fede di bambino. Avevo gli occhi che brillavano e mi partiva una risata argentina quando pap\u00e0 ne staccava <em>un filo<\/em> per mangiarlo insieme a me. E quel <em>filo<\/em> erano almeno quattro salsicce mezze secche e mezze no\u2026<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/11.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4378\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/11-300x225.png\" alt=\"11\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/11-300x225.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/11.png 610w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Avvolto in un caldo cappottino, riscaldato dal maglione che mi faceva mamma coi ferri e la lana, mi sentivo un principe, orgoglioso dei miei guanti e della mia sciarpa multicolori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi come allora<\/strong>, pur privo della favola del passato, godo della dolcezza del miele d&#8217;agrumi che non deve mancare mai sulla mia tavola. Di quel senso materno che mi avvolge ad ogni boccone di buon formaggio che riesco a mandare gi\u00f9, nonostante lo spauracchio di trigliceridi e colesterolo. Godo, s\u00ec godo, della compagnia cameratesca di un tagliere di salumi e di un buon bicchiere di rosso, magari un Gaglioppo calabrese\u2026<\/p>\n<p><strong>Come potrei mai diventare vegano e maritarmi con la tristezza della rinuncia ad un maglione di pura lana,<\/strong> ad una bistecca appena scottata sulla brace, ad un&#8217;insalata di mare o ad un cartoccio di linguine allo scoglio, ad uno zabaione col marsala, a quella cintura di pelle che mamma, che prega Dio e non sa di vegetarismi, mi regal\u00f2 per il compleanno?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/1112.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4379\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/1112-300x200.jpg\" alt=\"111\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/1112-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/1112.jpg 335w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E in nome di cosa, poi, della pi\u00f9 grande ipocrisia mai immaginata e praticata?<\/strong>\u00a0Eh, s\u00ec! I vegani non si cibano di animali, loro derivati e prodotti del loro lavoro. N\u00e9 degli animali di terra, n\u00e9 di quelli di acqua. E non si vogliono contaminare con nulla che riporti alla fatica, allo sforzo, all&#8217;impegno, all&#8217;azione di alcun essere che non sia vegetale. Infatti, non si coprono neanche con la lana o la seta, e, di eccesso in eccesso, arrivano alla bugia.<\/p>\n<p><strong>Glielo spiegate Voi, per favore, ch\u00e9 io con loro non ci parlo, che le piante nascono dalla terra e che la terra \u00e8 concimata da tonnellate di merda di miliardi di animali di ogni dimensione?<\/strong> E che, dunque, se non si possono consumare uova, latte, bava, e derivati, nemmeno la santa cacca, che viene assorbita come quasi unico cibo dalle radici, dovrebbe essere utilizzata. Perch\u00e9 anche quella \u00e8 frutto di organismo animale, eccome! E, dunque, come la mettiamo? I pazzi e gli stolti siamo ancora noi? O coloro che ingoiano fogliame e fanno finta che non ci scorra sangue dentro?<\/p>\n<p>Capisco tutto, anche la decisione di non voler partecipare allo scempio del consumo compulsivo di carne di animali allevati in batteria e derivati, ma a tutto c&#8217;\u00e8 un limite.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4380\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/01.jpg\" alt=\"01\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E, soprattutto, mi rompe le balle questo snobismo razzista di certi integralisti della verzura, che aggrediscono in malo modo e senza piet\u00e0 chiunque scorgano con un panino alla mortazza in mano, e, poi, fingono di ignorare che, sulla Terra, ogni foglia verde \u00e8 figlia di una goccia di sangue.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/17.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4381\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/17-300x202.jpg\" alt=\"1\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/17-300x202.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/17-1024x688.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/02\/17.jpg 1316w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Fra me e me. Invaso di latte e miele in ogni cellula, coperto di lana e seta, mentre mangio un panino con il salame fatto da me. In pace con Dio.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sabato 27 febbraio 2016 &#8211; San Leandro &#8211; a casa, a Taurianova Certo, e come no, onore alla zucchina romana e alla cicoria pugliese. Medaglia d&#8217;oro ai broccoletti calabresi e ai carciofi siciliani. Viva i cardi del Piemonte e il radicchio trevigiano. Ma\u2026 Il Parmigiano? Il Pecorino Crotonese? Il Puzzone? La Fontina, il Caciocavallo Molisano? E i mille e mille altri nobilissimi formaggi italiani? E quel miele di zagara che arriva dalla mia Piana? O quello, amaro, di corbezzolo, di ciceroniana memoria, che dalla Sardegna sbarca sul continente? 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