{"id":4690,"date":"2016-06-10T10:20:08","date_gmt":"2016-06-10T08:20:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=4690"},"modified":"2016-06-10T10:20:08","modified_gmt":"2016-06-10T08:20:08","slug":"tendopoli-rosarno-e-san-ferdinando-africani-razzisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2016\/06\/10\/tendopoli-rosarno-e-san-ferdinando-africani-razzisti\/","title":{"rendered":"Tendopoli Rosarno e San Ferdinando: africani razzisti!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Venerd\u00ec 10 giugno 2016 &#8211; San Landerico di Parigi &#8211; <a href=\"http:\/\/www.sud656.tv\">Redazione SUD<\/a>, Area Industriale Porto di Gioia Tauro<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4695\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/11-300x168.jpg\" alt=\"1\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/11-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/11.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E basta, con questa manfrina dei poveri africani e degli italiani razzisti! Sono decenni che qui, nella Piana di Gioia Tauro, gli africani arrivano a frotte e la mia Gente li accoglie, scema, senza se e senza ma.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I primi ad arrivare furono, negli anni &#8217;80, marocchini e tunisini: i &#8220;vucumpr\u00e0&#8221;.<\/strong> Si stabilirono senza tante storie nei nostri paesi; si sposarono con ragazze italiane, perfino. Misero su casa e famiglia. Poi, come previsto da molti, abbandonarono mogli occidentali e figli meticci \u00a0e scomparirono nelle nebbie. Probabilmente, con le tasche e il culo pieni di soldi italiani, tornarono dalle loro famiglie d&#8217;origine e aprirono bottega l\u00ec da dove partirono. Una delusione? No: una liberazione. Non ne potevamo pi\u00f9 di carretti sgangherati che gironzolavano per le strade stracolmi di mercanzia scadente e, spesso, pericolosa. Giocattolini senza alcun controllo di sicurezza, tappeti colorati coi veleni peggiori, biancheria di dubbia produzione, attrezzi per il lavoro di fabbricazione cinese, affidabili come una mina antiuomo. Sparirono senza che uno di noi avesse mai usato il bench\u00e9 minimo segno di intolleranza o maleducazione: li chiamavamo &#8220;Cugg\u00ecnu&#8221;!<\/p>\n<p><strong>Poi, \u00e8 arrivato il turno dei dubbi mercanti cinesi: i loro negozi hanno soffocato l&#8217;economia locale. Tutto a prezzi bassissimi, sia per la pessima qualit\u00e0 delle porcherie che vendono,<\/strong> sia perch\u00e9 le agevolazioni fiscali di cui godono glielo consentono, sia perch\u00e9 non rilasciano uno scontrino manco se gli punti una katana alla carotide. Vivono, spavaldi, sulle loro macchinone fuoriserie, recitano il ruolo di mafioso giallolimone, non spendono sul territorio un centesimo di quello che scippano alla povera gente, spediscono tutto in Cina che si ingrassa con la nostra stupidit\u00e0. Non ricevono mai controlli dallo Stato italiano, e, se accade, tutto torna come prima in una frazione di secondo. Tutti sogniamo che spariscano, ma nessuno ha mai pensato di farglielo fare con violenza. Altro che razzismo!<\/p>\n<p><strong>Ed infine, loro: i neri neri neri dell&#8217;Africa nera nera nera equatoriale.<\/strong> Quelli che mia nonna, morta prima, \u00a0non ha mai avuto il tempo di vedere da vicino. Quelli che, nelle amorevoli minacce delle mamme, hanno spaventato i bambini di tutta la penisola. Sono arrivati, di colpo, nella Piana e sapevano gi\u00e0 dove andare a dormire e, soprattutto, a lavorare. A prima botta, ci hanno fatto paura e pena. Sembravano pacifici e desiderosi solo di lavorare. Non cercavano l&#8217;incontro. Stavano &#8220;periferici&#8221;. Non volevano raccontarsi, n\u00e9 sapere di noi. Poi, la fame e il freddo li hanno convinti. Siamo stati noi, chi pi\u00f9 chi meno, a cercarli per &#8220;accoglierli e integrarli&#8221;. Per quanto lo volessero. Niente carni rosse, per paura che facessimo mangiare loro bistecche di maiale o animali uccisi con metodo non halal: solo pollo e riso. Evvabbeh! Niente che avesse a che fare con Ges\u00f9 Cristo, per non offendere la loro fede muslim. Evvabbeh! E cos\u00ec via, fino allo sfinimento, con attenzioni misurate, ripeto, per non offenderli. Poi, tanto per testimoniare in prima persona, qualcuno ha pensato di mettere su qualche microprogetto pi\u00f9 mirato: con quel famoso Progetto Etico mafiaNO (chiuso per interferenza politicomagnona), decidemmo di aiutare una piccola comunit\u00e0 di un centinaio di africani &#8220;residenti&#8221; sul territorio di Taurianova. Dopo aver badato a loro nelle necessit\u00e0 quotidiane, con cibo, vettovaglie, mobili, abiti, derattizzazioni, risistemazione di locali, avevamo pensato di &#8220;fabbricare&#8221; la possibilit\u00e0 di liberarli dalla schiavit\u00f9 mafiosa regalandogli una batteria di polli e conigli d&#8217;allevamento, le gabbie, il nutrimento, e MILLE, dico MILLE, piantine di ortaggi da piantare. Oltre che le zappe e gli altri attrezzi per l&#8217;orto. I polli e i conigli se li sono mangiati. Le piantine sono morte nei vasetti di plastica, mai piantate nella terra. Vaffanculo! Hanno preferito impegnare il tempo libero a giocare alle macchinette e a scommettere nei centri scommesse. Girano tutti per il paese con smartphone e cuffiette, anche se continuano a vivere nella merda. Quando ci siamo spesi con le istituzioni locali affinch\u00e9 i mezzi del Comune andassero a caricare i cumuli di spazzatura presenti a fianco alle loro baracche, si sono pure incazzati. Vaffanculo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4697\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/12-300x210.jpg\" alt=\"1\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/12-300x210.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/12.jpg 635w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nelle tendopoli, la situazione non \u00e8 diversa da quella presente nelle bidonville delle citt\u00e0 africane: le ho visitate e le conosco. Le une e le altre.<\/strong> Ma qui si lamentano e pretendono non si sa cosa. Da l\u00ec scappano. Molti perch\u00e9 nel loro Paese sarebbero carne da galera.\u00a0Qui fanno gli spacconi e ci urlano Italiani Razzisti! Carabinieri Assassini! Polizia Assassina! E noi a batterci il petto per cercare il nostro errore. Che \u00e8 uno solo: NON AVER CHIUSO LE FRONTIERE!<\/p>\n<p>A San Ferdinando, l&#8217;altro ieri, si \u00e8 consumata la tragedia: un giovane Carabiniere \u00e8 stato costretto a difendersi dall&#8217;assalto di un africano armato di coltello. Le sue coltellate hanno colpito il nostro militare al braccio e a un millimetro dall&#8217;occhio e dalla tempia: poteva morire lui. Si \u00e8 difeso. La tendopoli si \u00e8 rivoltata contro le nostre Forze dell&#8217;Ordine e non contro il facinoroso nero nero nero.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4696\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/21-300x101.jpg\" alt=\"Immigrato ucciso: protesta a San Ferdinando\" width=\"300\" height=\"101\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/21-300x101.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/21.jpg 994w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da l\u00ec, la protesta. Con l&#8217;odio negli occhi, ieri mattina, gli africani sono usciti dalla tendopoli e hanno sciamato per le vie di San Ferdinando, minacciando e urlando offese contro tutti. Razzisti veri loro, mentre i cittadini sanferdinandesi li pativano, osservandoli senza profferire parola. Annichiliti da tanta violenza interiore. Una vergogna africana, altro che italiana.<\/p>\n<p>Ieri ci hanno fatto vedere quanto ci detestino e quanto male ci vorrebbero fare. E i razzisti saremo noi? Ma per piacere!!!!!!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/22.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4698\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/22-300x136.jpg\" alt=\"2\" width=\"300\" height=\"136\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/22-300x136.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2016\/06\/22.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Io un&#8217;ultima proposta ce l&#8217;avrei: NIENTE SOLDI ALLE ONLUS E ALLE ASSOCIAZIONI che li coccolano per interesse. Se vogliono aiutarli, vadano in quei Paesi dove sembra sia necessaria la solidariet\u00e0. SENZA SOLDI PUBBLICI! Ma non ce li portino in casa. Ch\u00e9, nelle nostre case, i problemi non mancano e non possiamo caricarcene sul groppone altri.<\/p>\n<p><strong>Altro che razzisti, siamo morti di fame!<\/strong><\/p>\n<p>Fra me e me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Venerd\u00ec 10 giugno 2016 &#8211; San Landerico di Parigi &#8211; Redazione SUD, Area Industriale Porto di Gioia Tauro E basta, con questa manfrina dei poveri africani e degli italiani razzisti! Sono decenni che qui, nella Piana di Gioia Tauro, gli africani arrivano a frotte e la mia Gente li accoglie, scema, senza se e senza ma. I primi ad arrivare furono, negli anni &#8217;80, marocchini e tunisini: i &#8220;vucumpr\u00e0&#8221;. Si stabilirono senza tante storie nei nostri paesi; si sposarono con ragazze italiane, perfino. Misero su casa e famiglia. 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