{"id":5200,"date":"2017-02-09T23:22:46","date_gmt":"2017-02-09T21:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=5200"},"modified":"2017-02-10T01:47:02","modified_gmt":"2017-02-09T23:47:02","slug":"non-sono-piu-frocio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2017\/02\/09\/non-sono-piu-frocio\/","title":{"rendered":"Mi dimetto da frocio!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gioved\u00ec 9 febbraio 2017 &#8211; Santi Martiri di Alessandria d&#8217;Egitto &#8211; a casa, scoglionato, in Calabria<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/02\/ninospirl\u00ec.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5203\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/02\/ninospirl\u00ec-200x300.jpg\" alt=\"ninospirl\u00ec\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/02\/ninospirl\u00ec-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/02\/ninospirl\u00ec.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E basta! Si chiude, seppur con dispiacere, un capitolo durato &#8211; gloriosamente &#8211; 35 anni.<\/strong> Da quella prima volta in caserma, nel cuore delle nebbie delle Langhe, fino a qualche ora fa. Ma, veramente, giuro!, ne ho piene le balle di questa catasta di &#8220;frocetti&#8221; che sta subissando, se non l&#8217;Umanit\u00e0 intera, almeno la nostra Identit\u00e0. Son troppi e troppo esagerati. Esasperano tutto: dall&#8217;immagine esteriore alla qualit\u00e0 della propria anima. Si sono talmente spinti oltre ogni plausibile confine, che non sanno pi\u00f9 da dove siano partiti e perch\u00e9. Facce di gomma, culi di silicone, sguardi da gatti infuriati. Spiumati pi\u00f9 di un&#8217;oca da cuscino, ma muscolosi quanto e pi\u00f9 di Rambo e Rocky shakerati insieme, seppur bigolodipendenti; oppure bugiardamente barbuti e pur sempre con la mente calamitata da ogni patta incrociata nella metro; argentini nei guizzi vocali come sigaraie da tabarin e apparecchiati come troie da saloon, anche fra i banchetti del mercatino rionale. Scemi e ignoranti, imitano le dee, ma non ne conoscono il nome e le virt\u00f9. Gusci vuoti di vite buttate.<\/p>\n<p>Eppur presenti in ogni dove: dagli altari, infettati dalle foie di frustrati altrimenti senza futuro, fino alle cattedre delle scuole, minati dalle false teorie su un genere che spezza la Natura e forza la Societ\u00e0. Presenti, e celebrati da altrettanti ignoranti &#8220;padroni di casa&#8221;, nei salotti mediatici e nelle piazze dell&#8217;Arte, dove la Chiamata perde il contatto col Divino e diventa un bercio stridulo di pretesa attenzione. Travestiti da manager d&#8217;industria, funzionari statali, mercanti, artigiani\u2026 In uniforme, in camice, in tuta\u2026 Froci per convenienza, per moda, per carrierismo, per curiosit\u00e0, per assuefazione, per rabbia. Per ignavia.<\/p>\n<p>Sfrontati, arroganti, pretenziosi, volgari, razzisti ed eterofobi. Garantiti dal Potere, che li teme. Ingrassati dalla politica, che ne patisce i ricatti. Coccolati da vecchie puttane ingioiellate e ripulite dalla fede al dito; tutelati da leggi zoppe quanto il gatto e la volpe di collodiana memoria; accontentati nei sacramenti e nelle onorificenze.<\/p>\n<p>Padroni di un mondo che cambia dignit\u00e0 come fosse una mutanda pisciata di notte, pontificano e dispongono. Vomitano nuovi dogmi che la strada patisce ed accetta, preoccupata di non farsi crocifiggere, da una stampa impastata con inchiostro a sette colori e banalit\u00e0, su quella cosa che non \u00e8 cosa e che molti chiamano <em>teoria<\/em>\u00a0<em>del<\/em>\u00a0<em>gender.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ma che, poi, tacciono quando, invece, dovrebbero denunciare i martirii patiti da quelli come noi che muoiono, massacrati nei paesi islamici, nei paesi a regime comunista, in mezza africa, negli abissi dell&#8217;estremo oriente.<\/p>\n<p><strong>Ecco, io non ci sto ad ingrossare le fila di questi frocetti da commedia americana! Volevo essere ricchione alla vecchia maniera, io! E, dunque, mi ritiro!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Volevo, s\u00ec, essere ricchione senza &#8220;matrimonio&#8221;; senza figli<\/strong> da consegnare al pubblico ludibrio, in un mondo che non \u00e8 ancora pronto a cotanta provocazione; senza l&#8217;assurda pretesa di cancellare la bellezza della Santit\u00e0 del Padre e della Madre, non solo fra le calde mura domestiche, ma anche su un rigoroso certificato di nascita; senza la pietosa bugia che siamo tutti un po&#8217; omosessuali, in fondo. Perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec!<\/p>\n<p><strong>No, mondo! Non ci sto pi\u00f9! Mi fermo. Mi sposto in un angolo. E non sono pi\u00f9 frocio.<\/strong> Non consumo pi\u00f9, n\u00e9 atti, n\u00e9 sentimenti. Per rispetto. A me, ad un Lui, ad una Lei. Al Cielo e alla Terra.<\/p>\n<p><strong>Torner\u00f2 quando l&#8217;ultimo dei mentitori avr\u00e0 ritrovato il buco dal quale \u00e8 uscito<\/strong> e si sar\u00e0 dileguato in quell&#8217;abisso dal quale qualcuno, scaltro e malfattore, lo ha convinto ad uscire per interpretare la commedia. La tragica commedia della morte della Dignit\u00e0 Umana.<\/p>\n<p><strong>Fra me e me.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gioved\u00ec 9 febbraio 2017 &#8211; Santi Martiri di Alessandria d&#8217;Egitto &#8211; a casa, scoglionato, in Calabria E basta! Si chiude, seppur con dispiacere, un capitolo durato &#8211; gloriosamente &#8211; 35 anni. Da quella prima volta in caserma, nel cuore delle nebbie delle Langhe, fino a qualche ora fa. Ma, veramente, giuro!, ne ho piene le balle di questa catasta di &#8220;frocetti&#8221; che sta subissando, se non l&#8217;Umanit\u00e0 intera, almeno la nostra Identit\u00e0. Son troppi e troppo esagerati. 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