{"id":5327,"date":"2017-03-21T00:03:05","date_gmt":"2017-03-20T22:03:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=5327"},"modified":"2017-03-21T00:03:05","modified_gmt":"2017-03-20T22:03:05","slug":"non-fate-la-carita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2017\/03\/21\/non-fate-la-carita\/","title":{"rendered":"(Non) fate la carit\u00e0!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luned\u00ec 20 marzo 2017 &#8211; \u00a0Santa Alessandra (e San Giuseppe) &#8211; a casa, a Taurianova<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/03\/5dbf7c70520a401545aba459d640a359.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5338\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/03\/5dbf7c70520a401545aba459d640a359-300x200.jpg\" alt=\"5dbf7c70520a401545aba459d640a359\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/03\/5dbf7c70520a401545aba459d640a359-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/03\/5dbf7c70520a401545aba459d640a359.jpg 587w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La carit\u00e0 \u00e8 ancora un precetto cristiano?<\/strong> Certamente, se praticata, ormai,\u00a0<em>cum grano salis.\u00a0<\/em>Discernere, per trovare chi ha effettivo bisogno di un aiuto, un conforto, un sostegno: solo cos\u00ec si sapr\u00e0 indirizzare con giudizio la propria &#8220;buona azione&#8221;. Perch\u00e9 sapere agire bene significa anche avere cura di s\u00e9, della propria coscienza umana, oltre che del prossimo. Facilissimo, infatti, affondare una mano in tasca o frugare distrattamente nel portamonete, per cercare il soldino da lanciare in un cappello, una lattina, un bicchiere, una custodia di violino, fra le pieghe di una gonna o su una Madonna disegnata sul marciapiede. Fa tanto &#8220;bont\u00e0&#8221;; \u00e8 liberatorio e anche gratificante. <strong>Ma la guardiamo negli occhi, la persona a cui doniamo? Ne incrociamo il moto del cuore? Ne sentiamo il ringraziamento? E, soprattutto, ne abbiamo valutato il vero bisogno &#8220;personale o familiare&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di accattoni, in giro per le nostre citt\u00e0, ormai, ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 che pali della luce.<\/strong> Ovunque! Dal portone del proprio condominio in poi, \u00e8 un&#8217;armata senza fine. Davanti alle scuole, ai supermercati, alle chiese, ai cimiteri, ai cinema, ai ristoranti, alle edicole, ai bar, alle profumerie; sotto ai portici; sulle piazze e per le strade. In montagna, sulle spiagge, ai caselli d&#8217;autostrada, nei porti, fuori dall&#8217;aeroporto e alle stazioni ferroviarie. Dentro ai treni della metropolitana. Alle porte dei musei. Davanti alle banche e alle poste.<\/p>\n<p>Elemosinanti, questuanti, che sembra chiedano per s\u00e9 e, invece, sono l&#8217;ultimo anello di una catena invisibile che porta fino al malaffare, alla malavita. Poveracci &#8220;acquistati&#8221; o &#8220;affittati&#8221; nei Paesi dell&#8217;est Europa, che vengono importati col solo fine di essere spalmati sulle strade e trasformati in macchinette aspiracentesimi. <strong>Zoppi, ciechi, sdentati, vecchi e bambini, donne e uomini. Veri e fasulli. Unico comandamento: non tornare a casa a mani vuote, pena il martirio.<\/strong> Li pestano, li massacrano. A volte, li ammazzano. Li cambiano ogni quindici giorni, come le prostitute dei bordelli. In un giro infinito di citt\u00e0 e paesi. Di Stati.<\/p>\n<p><strong>La loro presenza, negli angoli del cuore, dovrebbe toccarci l&#8217;anima e &#8220;costringerci&#8221; ad aiutarli.<\/strong> Invece, in questi ultimi tempi di necessit\u00e0 per tutti e difficolt\u00e0 per ognuno, vederli significa rifiutarli. Quasi, odiarli.\u00a0Per colpa dell&#8217;esasperazione della richiesta d&#8217;elemosina, l&#8217;elemosina stessa ha perso la qualit\u00e0 di precetto divino, scadendo a mera pretesa di finanziamento. E noi, che la carit\u00e0 la praticavamo come mezzo di sbiancamento dei peccati, ci siamo persi la spontaneit\u00e0, a favore di un pi\u00f9 prosaico rigetto. Non la facciamo pi\u00f9, la carit\u00e0! Nemmeno a chi ne avrebbe veramente bisogno! Perch\u00e9 quella monetina, che per noi \u00e8 pane, passa attraverso le loro mani come olio sulla plastica, per arrivare ai forzieri dei mafiosi che li sfruttano e poi li buttano via come uno sputo. Ormai lo sappiamo e non ci caschiamo.<\/p>\n<p><strong>Non sono poveri, i poveri degli angoli di strada: sono ologrammi.<\/strong> Quei bicchieri, quei cappelli, quelle custodie di violino sono specchi per le allodole, sportelli delle cassette di sicurezza di malavitosi che della povert\u00e0 e della bont\u00e0 fanno business. Lo stesso business che sporca i ceri dei cimiteri (la maggior parte del commercio dei ceri votivi \u00e8 in mano alle mafie); la vendita del pane porta a porta (a Napoli, per esempio, il &#8220;pane cafone&#8221; \u00e8 roba di camorra); caldarroste, frutta, panini e tutto lo street food. Tutto commercio organizzato e controllato dai pasci\u00e0 del malaffare.<\/p>\n<p><strong>La carit\u00e0 \u00e8 una cosa seria. Che ha a che fare con Dio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E con Lui non si pu\u00f2 essere leggeri\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>E, dunque, evitiamo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Luned\u00ec 20 marzo 2017 &#8211; \u00a0Santa Alessandra (e San Giuseppe) &#8211; a casa, a Taurianova La carit\u00e0 \u00e8 ancora un precetto cristiano? Certamente, se praticata, ormai,\u00a0cum grano salis.\u00a0Discernere, per trovare chi ha effettivo bisogno di un aiuto, un conforto, un sostegno: solo cos\u00ec si sapr\u00e0 indirizzare con giudizio la propria &#8220;buona azione&#8221;. Perch\u00e9 sapere agire bene significa anche avere cura di s\u00e9, della propria coscienza umana, oltre che del prossimo. 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