{"id":5655,"date":"2017-10-30T16:53:31","date_gmt":"2017-10-30T14:53:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=5655"},"modified":"2017-10-30T16:53:31","modified_gmt":"2017-10-30T14:53:31","slug":"la-lega-delle-leghe-sogno-o-progetto-serio-per-il-pendolare-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2017\/10\/30\/la-lega-delle-leghe-sogno-o-progetto-serio-per-il-pendolare-salvini\/","title":{"rendered":"La Lega delle Leghe, sogno o progetto serio per il &#8220;pendolare&#8221; Salvini?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luned\u00ec, 30\u00a0ottobre 2017 &#8211; San Germano\u00a0&#8211; \u00a0a Casa Spirl\u00ec, in Calabria<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/10\/1salvini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5656\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/10\/1salvini-179x300.jpg\" alt=\"1salvini\" width=\"179\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/10\/1salvini-179x300.jpg 179w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2017\/10\/1salvini.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E chi l&#8217;ha detto che il Sud non abbia una propria Lega, altrettanto territoriale quanto e come quella dei veneti, dei lombardi, piemontesi, liguri, emiliani&#8230;?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 dal giorno successivo alla proclamazione dell&#8217;avvenuta (sanguinaria) unit\u00e0 d&#8217;Italia per mano del massone cavour e del suo tirapiedi a pagamento, stragista dei due mondi, sovvenzionata dagli inglesi e dai discendenti di quei lacch\u00e8 dei re di Francia, di cui l&#8217;ultimo \u00e8 un ottimo ballerino e un pessimo imprenditore, che le regioni del Meridione d&#8217;Italia sognano l&#8217;indipendenza da Roma e dal suo Nord. <strong>Non \u00e8 cosa buona, chiaramente, ma \u00e8 un fatto.<\/strong> <strong>Matteo Salvini<\/strong> se lo sentir\u00e0 dire ad ogni fermata del lunghissimo viaggio di oggi, da pendolare, sulle tradotte siciliane del ventunesimo secolo. Quelle che, per noi del Sud, sono pane quotidiano; mentre, per le genti del Nord, sono ricordi antichi di tempi che furono, non sono e non saranno pi\u00f9.<\/p>\n<p>Pochi, al Nord, sanno che <strong>l&#8217;occhialuto conte piemontese ordin\u00f2, riuscendoci, di svuotare le casse del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, le banche pi\u00f9 ricche d&#8217;Europa, e di portare tutto l&#8217;oro nelle casse magre e anonime\u00a0dei savoiardi<\/strong>, nuovi re (o tiranni?) degli italiani riuniti con la forza. <strong>Pochissimi sanno che centinaia di migliaia di combattenti del Sud furono DEPORTATI nei lager piemontesi<\/strong> (vedi la fortezza di <strong>Fenestrelle<\/strong>), dove furono <strong>martirizzati<\/strong> senza piet\u00e0. Quasi nessuno sa che tutte<strong> le FLORIDE industrie del Sud<\/strong> (uniche industrie, al tempo, esistenti in tutta la penisola) vennero chiuse e distrutte.<\/p>\n<p><strong>Tanti decerebrati pensano che a Sud vivesse e viva ancora una sorta di scimmia antropomorfa,<\/strong> imbecille e dedita al sopruso e al malaffare; mentre, a nord di Roma, degli ariani geniali, gentili, e di razza pura e superiore.<\/p>\n<p>Male male male!!!<\/p>\n<p><strong>Eravamo e siamo, noi Italiani, una treccia di popoli splendidi e di grande genio. Tutti.<\/strong> A nord come a sud, a est e a ovest. Sul continente e sulle isole, dalla pi\u00f9 grande alla pi\u00f9 minuscola. Una variopinta pennellata di Identit\u00e0 dall&#8217;indiscutibile valore artistico, culturale, religioso, sociale, spalmata su tutto il territorio nazionale, e che vive del proprio contrasto e del reciproco scambio di colori, luci e ombre.<\/p>\n<p><strong>Siamo belli, noi Italiani, perch\u00e9 NON ci somigliamo<\/strong>, e, nel contempo, siamo uguali. Pi\u00f9 uguali che se fossimo tutti impastati con la stessa carne e lo stesso sangue.<\/p>\n<p>Ognuno sogna l&#8217;indipendenza, ma nessuno, in fondo, la vuole veramente. <strong>Ma, confessiamolo, quanto ci piacerebbe\u00a0se a rappresentarci in un futuro parlamento fossero proprio dei &#8220;membri&#8221; territoriali?<\/strong> Dei &#8220;veri onorevoli&#8221;, uomini probi, che, incarnando le urgenze e le necessit\u00e0 della propria gente, potessero confrontarsi con gli omologhi delle altre regioni per costruire, finalmente, in pace e insieme, la prima vera Italia degli Italiani. <strong>Ci accorgeremmo che il Porto di Gioia Tauro deve essere salvato quanto quello di Genova; che gli agrumi di Sicilia e Calabria hanno la stessa dignit\u00e0 del riso di Vercelli e delle mele del Trentino, delle uve della Toscana, degli ortaggi dell&#8217;Agro Pontino, del pescato della Sardegna&#8230;<\/strong> Ci accorgeremmo che il grana e il parmigiano hanno la stessa regalit\u00e0 dei prosciutti di san Daniele, delle provole silane, delle scamorze pugliesi, della fontina valdostana, del Brie, del pecorino romano, sardo, crotonese, toscano&#8230;<\/p>\n<p><strong>Ci renderemmo conto che i contadini veneti sbagliano simpaticamente i congiuntivi come quelli di Caltanissetta e Reggio Calabria, pur coltivando con pari perizia le proprie terre,<\/strong> siano esse in collina, a valle o su per le alte montagne. E che i bravi medici e avvocati, ingegneri e architetti sono sia campani che lombardi, sardi, molisani, friulani, abruzzesi&#8230; Lo sono a Padova come a Cosenza, a Barletta, a Perdasdefogu&#8230;<\/p>\n<p><strong>Ci convinceremmo che sarebbe il caso di finirla con la guerra fra italiani.<\/strong> E che, anzi, sarebbe ora di unirci, diversi e uguali, in un unico progetto umano, sociale e politico. Oggi come mai.<\/p>\n<p><strong>Ci guarderemmo allo specchio e apriremmo, una volta per tutte, le porte agli Italiani, senza cartelli vergognosi esposti a imperitura vergogna di chi li scrive.<\/strong> Perch\u00e9, con l&#8217;aria che tira, o l&#8217;Italia va agli Italiani, oppure sar\u00e0 una sorta di tappeto rosso per pirati senza nome e senza terra che vogliono solo desertificare duemila anni di Cristo e Civilt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Insomma, l&#8217;Italia \u00e8 sempre stata una sorta di mosaico di Stati indipendenti, con confini permeabili.\u00a0Ci sarebbe solo da codificarne l&#8217;unione, la collaborazione, la compartecipazione. La vita, insomma.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 questo che frulla in testa a Matteo,<\/strong> mentre, come un siciliano qualsiasi, si &#8220;regala&#8221; la traversata di duecento miseri chilometri in nove ore e passa, da Trapani ad Agrigento, su treni sgangherati e bus sostitutivi? Lo seguivo, stamane, in una diretta Fb mentre raccontava le sue impressioni a caldo: mi ha impressionato come avesse messo da parte la milanesit\u00e0, per indossare, con rispetto e compassione, la disponibilit\u00e0 verso la terra che lo sta accogliendo in queste ore.<\/p>\n<p><strong>Non le orde barbariche di lecchini e portacellulari<\/strong> da incontro volante nei saloni del Palazzo o nelle sale d&#8217;arrivo dell&#8217;aeroporto pi\u00f9 comodo. Nemmeno i soliti facinorosi presenzialisti da selfie scemo. L&#8217;uomo delle ruspe si presenta da solo come un comune viaggiatore, dedicando alle aspettative della gente del Sud, un tempo all&#8217;antica maniera. Senza corse, senza ansie, senza pretese.<\/p>\n<p><strong>Da capo branco, pi\u00f9 che da leader. Lupo coi lupi.<\/strong> Disarmato di scorte e di giannizzeri. A dimostrare che, mentre con la paura \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; com&#8217;\u00e8 toccato al toscanello cantastorie &#8211; si raccolgono i vaffanculo pi\u00f9 lunghi della storia delle ferrovie italiane, agendo con lealt\u00e0 si porta a casa almeno una corposa stretta di mano.<\/p>\n<p><strong>Fra me e me<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Luned\u00ec, 30\u00a0ottobre 2017 &#8211; San Germano\u00a0&#8211; \u00a0a Casa Spirl\u00ec, in Calabria E chi l&#8217;ha detto che il Sud non abbia una propria Lega, altrettanto territoriale quanto e come quella dei veneti, dei lombardi, piemontesi, liguri, emiliani&#8230;? \u00c8 dal giorno successivo alla proclamazione dell&#8217;avvenuta (sanguinaria) unit\u00e0 d&#8217;Italia per mano del massone cavour e del suo tirapiedi a pagamento, stragista dei due mondi, sovvenzionata dagli inglesi e dai discendenti di quei lacch\u00e8 dei re di Francia, di cui l&#8217;ultimo \u00e8 un ottimo ballerino e un pessimo imprenditore, che le regioni del Meridione d&#8217;Italia sognano l&#8217;indipendenza da Roma e dal suo Nord. 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