{"id":5952,"date":"2018-05-08T15:36:15","date_gmt":"2018-05-08T13:36:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=5952"},"modified":"2018-05-08T15:36:15","modified_gmt":"2018-05-08T13:36:15","slug":"quelle-pretese-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2018\/05\/08\/quelle-pretese-gay\/","title":{"rendered":"Quelle pretese gay"},"content":{"rendered":"<p><strong>Marted\u00ec 8 maggio 2018 &#8211; Madonna del Rosario di Pompei &#8211; a Casa Spirl\u00ec, in Calabria<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2018\/05\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5959\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2018\/05\/1-300x167.jpg\" alt=\"1\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2018\/05\/1-300x167.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2018\/05\/1.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Quanto vorrei non parlare pi\u00f9 di sessualit\u00e0, eterosessualit\u00e0, omosessualit\u00e0,<\/strong> asessualit\u00e0, bisessualit\u00e0, plurisessualit\u00e0, monosessualit\u00e0&#8230; <strong>Quanto vorrei non entrare pi\u00f9 nelle &#8220;mutande&#8221; del prossimo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma leggo. E apprendo cose che mi scandalizzano. S\u00ec, riescono a scandalizzarmi.<\/strong> E mi girano i maroni. E, dunque, parlo. Urlo. Scrivo.<\/p>\n<p><strong>Dopo la saturazione millenaria delle perversioni fisiche e mentali della categoria cosiddetta normale<\/strong> &#8211; quella eterosessuale e affini, per intenderci &#8211; ecco esplodere, con la stessa simpatia di un petardo nel culo, la sua parodia in chiave ricchiona e zone circonvicine. <strong>Quel maledetto &#8217;68,<\/strong> <strong>con le sue comuni hippyes,<\/strong> <strong>ci aveva abituati,<\/strong> dopo secoli e secoli di figli legittimi, bastardi, adottati, abbandonati, di preti zozzoni, di M.ignote, <strong>anche alla novit\u00e0 dei figli condominiali.<\/strong> Una sorta di discendenza a paternit\u00e0 multipla e, spesso, casuale, nonch\u00e9 vagabonda.<\/p>\n<p><strong>Di questi figli dal DNA shakerato<\/strong> ne rimangono in vita, dopo l&#8217;attraversamento del mortifero\u00a0fiume della droga, qualche sparuto migliaio. Molti di loro, li si incontra agli angoli pi\u00f9 disorientati della vita.<\/p>\n<p><strong>Con loro, pensavamo di aver incontrato l&#8217;abisso pi\u00f9 cinico della genitorialit\u00e0 sconclusionata ed egoista.<\/strong><\/p>\n<p>E, invece, no! <strong>Gli anni di Grindr e del\u00a0carnevalesco gaypride ci stanno regalando ben altra tristezza. <\/strong>Altra sfrontatezza. Altra arroganza. Altre pretese, pi\u00f9 ciniche di quell&#8217;abisso cinico imbevuto di confusioni e alterazioni da uso di droghe mortali.<\/p>\n<p><strong>Oggi, i figli nascono, anzich\u00e9 fra calde lenzuola familiari, sul freddo vetrino di un laboratorio canadese o americano.<\/strong> Utilizzando, come fossero esperimenti nazisti alla Mengele, il migliore ovuletto senza certificato di origine\u00a0 e lo spermatozoo pi\u00f9 incazzato e intraprendente. Entrambi provenienti da viscere che non si conoscono e che mai lo faranno o lo potranno fare, avendo come intermediario successivo un utero pagato o prestato gratuitamente da una donna che, in fondo, \u00e8 come un corridoio di un reparto d&#8217;ospedale\u00a0dopo il passaggio dello spazzolone intriso di acqua e candeggina. Un tubo, un tunnel senza nome e senza colore alle pareti. Una gravidanza senza maternit\u00e0. Senza cordone. Senza amore.<\/p>\n<p><strong>Il parto diventa una sorta di algida consegna di un pacco postale,<\/strong> scaricato da un furgone prestato momentaneamente da una sconosciuta. Mentre le ore successive diventano la celebrazione della pi\u00f9 grande menzogna dell&#8217;Umanit\u00e0: la nascita, la certificazione anagrafica, \u00a0di due pap\u00e0 o due mamme dello stesso figlio. Se non mi venisse da piangere, vomiterei qui, su questa carta virtuale.<\/p>\n<p><strong>Parlo da omosessuale.<\/strong> Con una vita intrisa di gioie e dolori. Di offese e rivalse. Di lotte e compromessi. Una vita come tutte le altre vite. Onesta, per lo pi\u00f9, ma col dubbio che qualche cazzata l&#8217;avr\u00f2 pur fatta anche io.<\/p>\n<p><strong>Ma, da omosessuale coscienzioso, cos\u00ec come non ho apparecchiato finti matrimoni di copertura sociale, allo stesso modo non ho preteso esercitare il falso diritto di diventare Padre.<\/strong> Ho pensato sempre, piuttosto, al diritto di un figlio di poter godere del bene supremo di vivere in una Famiglia nata secondo la legge della natura. Una famiglia con un Padre e una Madre. Magari, belli e santi come i miei Genitori. Ho accettato con gioia la missione di essere figlio per sempre. Ma anche fratello, zio, prozio, amico.<\/p>\n<p><strong>Tutto vero. Ma finto padre, no!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Leggo in queste ore che il sindaco di Torino, Appendino,<\/strong> sta forzando le leggi e registra, assumendosene le responsabilit\u00e0, delle genitorialit\u00e0 a paio e non di coppia. Me ne dispiaccio per quei bambini, che dovranno confrontarsi, ben presto, con la vita reale. Mi addoloro per quei ragazzi che hanno scelto, pretendendo la genitorialit\u00e0, \u00a0di calcare il piede su un acceleratore sociale al momento fuori luogo. Noi omosessuali abbiamo ottenuto tanto, in questi decenni. Esponendoci, io come tanti altri, fino a far diventare uguale ci\u00f2 che uguale non era. Ma un figlio \u00e8 un&#8217;altra cosa. <strong>Un figlio non \u00e8 un diritto. Un figlio \u00e8 il domani dell&#8217;Umanit\u00e0, ed ha bisogno del cielo e della terra, del sole e della luna, della pace e della guerra. Del Padre e della Madre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A quel nuovo nato, il mondo e la societ\u00e0 umana hanno l&#8217;obbligo di garantire una partenza equilibrata. Un cammino libero da ostacoli. Un obiettivo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Consegnargli gi\u00e0 alla nascita una strada in salita e evidentemente disagevole \u00e8 quanto di pi\u00f9 vigliacco e cattivo si possa fare.<\/strong> E tutto per l&#8217;appagamento di un egoismo spesso momentaneo e di facciata&#8230;.<\/p>\n<p><strong>Pensiamoci&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Marted\u00ec 8 maggio 2018 &#8211; Madonna del Rosario di Pompei &#8211; a Casa Spirl\u00ec, in Calabria Quanto vorrei non parlare pi\u00f9 di sessualit\u00e0, eterosessualit\u00e0, omosessualit\u00e0, asessualit\u00e0, bisessualit\u00e0, plurisessualit\u00e0, monosessualit\u00e0&#8230; Quanto vorrei non entrare pi\u00f9 nelle &#8220;mutande&#8221; del prossimo. Ma leggo. E apprendo cose che mi scandalizzano. S\u00ec, riescono a scandalizzarmi. E mi girano i maroni. E, dunque, parlo. Urlo. Scrivo. 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