{"id":6688,"date":"2020-03-17T02:28:57","date_gmt":"2020-03-17T00:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/?p=6688"},"modified":"2020-03-17T02:28:57","modified_gmt":"2020-03-17T00:28:57","slug":"bergamaschi-nel-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/2020\/03\/17\/bergamaschi-nel-cuore\/","title":{"rendered":"Bergamaschi nel Cuore"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Nella nottata fra luned\u00ec 16 marzo e marted\u00ec 17 marzo 2020, San Patrizio. A Casa Spirl\u00ec, con la Mamma \u00a0addormentata sul divano del salotto e cagnolina e gatto sul grembo #Iorestoacasa<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2020\/03\/Bergamo_Alta_x700.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6689\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2020\/03\/Bergamo_Alta_x700-300x225.jpg\" alt=\"Bergamo_Alta_x700\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2020\/03\/Bergamo_Alta_x700-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/spirli\/files\/2020\/03\/Bergamo_Alta_x700.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nulla e Nessuno di pi\u00f9 lontano, Fratelli miei, che le nostre terre e noi.<\/strong> Voi e la Vostra buonissima polenta, noi e le nostre affamate valigie di cartone legate con lo spago. Quando si incontrarono, tanti decenni fa, fecero vicendevolmente \u00a0scintille. Prima e al posto degli abbracci, partirono i muri degli uni e degli altri, e le incomprensioni. Eppure, anche Voi avevate valigie di cartone sugli armadi e anche noi preparavamo la polenta. Un po&#8217; diversa dalla Vostra. La nostra si chiamava e si chiama ancora &#8220;frisc\u00e0tole&#8221; e si prepara coi broccoletti e la salsiccia di maiale&#8230;<\/p>\n<p><strong>Anche Voi eravate e siete dei gran lavoratori.<\/strong> Come e quanto quei meridionali che partivano dall&#8217;unica terra che conoscevano a naso, dagli odori, dal contatto dei piedi nudi sulle zolle, per cercare pane per s\u00e9 e per quella Famiglia che Voi non conoscevate, ma che loro pensavano ogni momento.<\/p>\n<p><strong>Nulla e Nessuno pi\u00f9 lontano delle nostre Identit\u00e0 e di Noi, Fratelli miei che vivete a Bergamo e nelle Sue Contrade, fino alle valli e ai monti. Eppure&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Eppure&#8230; Ho un dolore, uno strazio, che nemmeno una lancia, un&#8217;alabarda nel petto potrebbero procurarmi!<\/strong> Mi pare di trascinarmi per le vie dei Vostri quartieri,\u00a0spezzato come solo noi, tragici meridionali, riusciamo ad essere, e sentire, respirare, attonito, \u00a0il Vostro Dignitoso Contegno, il Vostro Esemplare Silenzio, la Vostra Compostezza, pur battuti, come siete, schiaffeggiati, dalla malattia e dalla spietata morte.<\/p>\n<p><strong>Vi ammiro, Fratelli Cari,<\/strong> perch\u00e9 non chiedete, non esigete, non pretendete! Accettate, obbedite, reagite e costruite. Avanzate!<\/p>\n<p><strong>Eh, quanto siete Forti!<\/strong> E quale nobile Esempio date!<\/p>\n<p>Del resto, non siete, Voi, fatti della stessa Carne di quel grande Santo che fu Papa? <strong>Il Papa della Luna! Il Papa della carezza ai bimbi&#8230; Il Papa degli ultimi&#8230;<\/strong> Ecco, Lui, <strong>Bergamasco fra i Bergamaschi,<\/strong> regna sovrano in tutte le nostre case. E tutti Lo chiamiamo <strong>Il Papa Buono!<\/strong> Ed \u00e8 nato l\u00ec, nel cuore della Vostra Terra! <strong>Papa Giovanni XXIII<\/strong>&#8230; Per <strong>zia Lina<\/strong> era Santo gi\u00e0 negli Anni 70&#8230; E mi ha trasferito la devozione, tanto che, ad ogni suo viaggio a Roma, pretendeva che la accompagnassi sulla tomba del &#8220;Suo Santo&#8221;!<\/p>\n<p><strong>Quante cose vorrei scrivere e quante altre poter fare, per alleviare la piaga.<\/strong> Per levarVi il giogo di questa epidemia misteriosa e spietata oltre ogni ragionevole limite. Ma indosso, indegnamente, il Vostro maestoso rigore e mi impongo il rispetto. Perch\u00e9 altro e migliore risultato non lo otterrei, davanti al drago!<\/p>\n<p><strong>E, dunque, permettete almeno un grazie, Fratelli miei. Grazie per il Papa Buono,<\/strong> per l&#8217;Esempio che oggi ci state dando, per la Vostra invidiabile\u00a0Educazione \u00a0Civica che permetter\u00e0 agli scienziati di studiare, stanare e sconfiggere il mostro!<\/p>\n<p><strong>Non siete soli, no!<\/strong> Noi, ammalati come Voi, preghiamo anche per Voi, per i Vostri Cari che hanno attraversato il velo del Mondo a fianco, e Vi sentiamo vicini. Molto vicini. Nel cuore, direi. E nell&#8217;Anima. <strong>Fratelli Bergamaschi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 ancora dura, s\u00ec. Ma vincerete e vinceremo. Insieme.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dedicato ad un Caro, Familiare, Fraterno Amico, rude come un mandriano, delicato come la carezza di un Papa Buono&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nella nottata fra luned\u00ec 16 marzo e marted\u00ec 17 marzo 2020, San Patrizio. A Casa Spirl\u00ec, con la Mamma \u00a0addormentata sul divano del salotto e cagnolina e gatto sul grembo #Iorestoacasa Nulla e Nessuno di pi\u00f9 lontano, Fratelli miei, che le nostre terre e noi. Voi e la Vostra buonissima polenta, noi e le nostre affamate valigie di cartone legate con lo spago. Quando si incontrarono, tanti decenni fa, fecero vicendevolmente \u00a0scintille. Prima e al posto degli abbracci, partirono i muri degli uni e degli altri, e le incomprensioni. 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