{"id":250,"date":"2011-10-03T08:28:45","date_gmt":"2011-10-03T08:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sumergocogito\/?p=250"},"modified":"2011-10-03T08:28:45","modified_gmt":"2011-10-03T08:28:45","slug":"i-vostri-racconti-andreino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sumergocogito\/2011\/10\/03\/i-vostri-racconti-andreino\/","title":{"rendered":"I vostri racconti \/ Andreino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Abele vs Caino, il pastore con tempo per pensare vs il lavoratore sudato e sempre di corsa, la ritmicit\u00e0 della Natura vs i turni pre definiti. Attraverso questi contrasti, Andreino racconta la propria fatica di vivere sotto il segno di Caino:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Sono operaio da tanti anni, troppi anni, e come tutti i miei colleghi ho poco tempo per pensare. La giornata diventa stretta quando si vorrebbero dire tante cose, e non trovi nessuno che ti ascolta; gli altri, pochi, ti consigliano ancora di lavorare, sempre lavorare. Per chi, poi? La Giannini ricorda \u201cuna camera a gas\u2026\u201d, ma l\u2019argomento riguarda altro. Allora viene voglia di prendere carta e penna e gi\u00f9 a liberare il cuore e la mente. Il sacco piano, si svuota, si riduce la pressione e gi\u00e0 si comincia a star meglio. Poi ti coglie il sonno e non ce la fai, si punta la sveglia: ogni giorno c\u2019\u00e8 sempre un turno che ti aspetta. Beato il nomade Abele, pecoraio dall\u2019inizio, nullatenente per davvero, ma ricco di libert\u00e0 ed emozioni: l\u2019uomo delle meditazioni e delle idee. Tranquillit\u00e0 e pace gli camminano ai fianchi. Tutti i pastori hanno molto tempo per pensare, per cui oltre che ad inventarsi cose nuove, perfino pregano. Abele non ha turni: guarda il sole e le stelle, con quelli si orienta. Quelli della tuta bl\u00f9, invece, vanno con Caino, nei campi o nei reparti di produzione, presso la terra o vicino agli impianti: l\u2019attivit\u00e0 triplica il tempo ad essa dovuto e all\u2019impegno e quindi, poi, il riposare viene d\u2019obbligo. Ciao pensieri. Addio riflessioni. Sudore, sporco ed inquinamento si registrano dalle parti di Caino, ma tutto va bene finch\u00e8 c\u2019\u00e8 acqua pulita con cui lavarsi. E passano gli anni in una ripetitivit\u00e0 veloce, noiosa e martellante: questo continuo riflusso ci porta, spesso, ad invidiare il libero e fortunato Abele, di cui sentiamo il canto lontani. Societ\u00e0 di Caini, su cui non \u00e8 lecito alzare le mani, in quanto necessari continuatori di quella storia partita proprio da lui: Caino. Coscienza sporca, male necessario\u2026e Dio acconsente, pur timbrando l\u2019infamia sulla nostra fronte. Alle spalle di Abele nessun angelo o arcangelo \u00e8 pronto a difenderlo, no, non c\u2019\u00e8 combattimento, il pastore non si difende: muore e basta. Il suo niente si disperde, il barbone non ci disturba pi\u00f9. Il nomade e l\u2019anarchico, per\u00f2, ricominciano a vivere senza regole, senza impegni, nei sogni di quelli che si obbligano a Caino che su tutto vigila, tutto controlla. Saluti.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Abele vs Caino, il pastore con tempo per pensare vs il lavoratore sudato e sempre di corsa, la ritmicit\u00e0 della Natura vs i turni pre definiti. Attraverso questi contrasti, Andreino racconta la propria fatica di vivere sotto il segno di Caino: Sono operaio da tanti anni, troppi anni, e come tutti i miei colleghi ho poco tempo per pensare. La giornata diventa stretta quando si vorrebbero dire tante cose, e non trovi nessuno che ti ascolta; gli altri, pochi, ti consigliano ancora di lavorare, sempre lavorare. 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