{"id":102,"date":"2009-12-08T12:12:35","date_gmt":"2009-12-08T11:12:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2009\/12\/08\/ma-bersani-non-e-trotzskij\/"},"modified":"2009-12-08T12:47:00","modified_gmt":"2009-12-08T11:47:00","slug":"ma-bersani-non-e-trotzskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2009\/12\/08\/ma-bersani-non-e-trotzskij\/","title":{"rendered":"Ma Bersani non \u00e8 Trotzskij&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:FISCO__Bersani.JPG,thumb,alignleft]\u00a0Archiviato il &#8220;No B Day&#8221; antiberlusconiano, si pu\u00f2 ragionare sulla vera posta in gioco\u00a0al centro della\u00a0manifestazione &#8220;viola&#8221; (colore infausto) che ha visto in prima fila Antonio Di Pietro e pezzi importanti del Partito democratico con il presidente del partito, Rosi Bindi in piazza assieme a Dario Franceschini. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani non ha voluto saperne di coinvolgere il Pd nella piazzata ad personam contro il presidente del Consiglio e il fatto che sia subito diventato il bersaglio dell&#8217;Idv, degli sconfitti alla segretaria piddina, della sinistra giustizialista, di quella non rappresentata in Parlamento, dei girotondini in qualche modo resuscitati (c&#8217;era anche il buon Moretti), la dice lunga sullo scontro in atto nel sinistra-centro.\u00a0<\/p>\n<p>Il leader dell&#8217;Alleanza per l&#8217;Italia, Francesco Rutelli, sostiene che a dettare l&#8217;agenda della politica del Pd \u00e8 Antonio Di Pietro, motivo non ultimo della sua fuoriuscita dal partito e di quella di altri esponenti dell&#8217;ala cattolico-moderata. Il &#8220;No B Day&#8221;, per come \u00e8 stato declinato politicamente, conferma questa tesi, con Il Pd che in questo momento \u00e8 stretto nell&#8217;abbraccio\u00a0dell&#8217;Idv, alleato concorrente-scomodissimo,\u00a0che potrebbe rivelarsi mortale. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra considerazione da fare: il &#8220;No B\u00a0Day&#8221; \u00e8 stato l&#8217;occasione giusta per\u00a0chi \u00e8 stato sconfitto da Bersani e D&#8217;Alema, per mostrare i\u00a0muscoli. Basta pensare al rientro in gioco di Walter Veltroni\u00a0che lo ha pubblicamente attaccato: &#8220;E&#8217; sbagliato mostrarsi diffidenti&#8230;&#8221; verso quella piazza che invece Giorgio Merlo del Pd\u00a0non ha esitato a definire urlante e forcaiola. L&#8217;occasione era ghiotta, ma Bersani non ha abboccato e il &#8220;trappolone&#8221; non \u00e8 scattato. Buon per lui.<\/p>\n<p>Doppio scontro, insomma,\u00a0dietro a quella piazza nata su internet ma in realt\u00e0 &#8220;occupata&#8221; da Tonino. Scontro tra riformismo moderato e neo-massimalismo &#8220;arrabbiato&#8221;. Cos\u00ec la plaetea di chi vuol dettare l&#8217;agenda\u00a0al Pd si allarga ad &#8220;avversari&#8221; interni ed esterni. A questi ultimi va anche aggiunto il direttore di <em>Repubblica<\/em> Ezio Mauro, sceso in campo direttamente contro Bersani, a ribadire il ruolo della testata debenedettiana anch&#8217;essa impegnata a dettare l&#8217;agenda del Pd.\u00a0 Tutti hanno capito che Bersani non \u00e8 contiguo (politicamente e culturalmente) a quella piazza che ricorda, per usare una definizione mai morta, la sinistra trotzkista, e quindi era importante delegittimare subito la leadership piddina ancora\u00a0oggettivamente debole, ma decisa a cambiare toni e caratura del &#8220;modo&#8221; di fare\u00a0opposizione, con l&#8217;occhio attento\u00a0agli elettori centristi e ai ceti produttivi\u00a0e moderati senza i quali le elezioni non si vincono (del resto per due volte \u00e8 sceso in campo Romano Prodi).<\/p>\n<p>\u00a0Il Paese non cerca avventure, ma chiede certezze e stabilit\u00e0, riforme e sviluppo. Difficile pensare a uno scontro elettorale diretto fra Berlusconi e Di Pietro&#8230; Anche chi ha\u00a0portato alla manifestazione il cartello con scritto &#8220;meno male che Fini c&#8217;\u00e8&#8221;, non ha fatto altro che confermare quanto sia dura la lotta (e la confusione) nell&#8217;opposizione che bisogni di invocare &#8220;addirittura&#8221; un Fini&#8230;\u00a0 E&#8217; qualcosa che va al di l\u00e0 della tradizionale dialettica interna e degli scontri fra leader. La lotta, pi\u00f9 che contro il Cav \u00e8 per &#8220;occupare&#8221; la trincea dell&#8217;opposizione. Lo scontro \u00e8 solo all&#8217;inizio. Vedremo se Bersani &#8211; che di sicuro non vuol fare la fine, in senso politico, di Trotzskij, sar\u00e0 l&#8217;ennesimo &#8220;perdente di successo&#8221; o se la politica italiana ritrover\u00e0 quell&#8217;equilibrio che \u00e8 la condizione sine qua non fare le grandi riforme che servono al Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:FISCO__Bersani.JPG,thumb,alignleft]\u00a0Archiviato il &#8220;No B Day&#8221; antiberlusconiano, si pu\u00f2 ragionare sulla vera posta in gioco\u00a0al centro della\u00a0manifestazione &#8220;viola&#8221; (colore infausto) che ha visto in prima fila Antonio Di Pietro e pezzi importanti del Partito democratico con il presidente del partito, Rosi Bindi in piazza assieme a Dario Franceschini. 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