{"id":111,"date":"2010-04-12T12:41:51","date_gmt":"2010-04-12T11:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2010\/04\/12\/prodi-come-bartali-pd-e-tutto-da-rifare\/"},"modified":"2010-04-13T09:33:14","modified_gmt":"2010-04-13T08:33:14","slug":"prodi-come-bartali-pd-e-tutto-da-rifare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2010\/04\/12\/prodi-come-bartali-pd-e-tutto-da-rifare\/","title":{"rendered":"Prodi come Bartali: Pd, \u00e8 tutto da rifare"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:pRODI_PROFILO.jpg,thumb,alignleft]\u00a0Il Professore ama la bicicletta e cos\u00ec, forse ricordando il buon Ginettaccio Bartali, ha deciso di fare uno &#8220;strappo&#8221;, di dare uno scossone al gruppone del Pd dove tutti vogliono tirare la volata e alla fine nessuno pedala con il risultato che \u00e8 sotto gli occhi di tutti: veri perdenti di successo. Il paragone ciclistico serve a semplificare un p\u00f2 le cose, perch\u00e9 l&#8217;uscita del &#8220;padre nobile&#8221; e due volte ex premier, non \u00e8 stata di poco conto.<\/p>\n<p>Prodi, in sintesi, ha messo nero nero su bianco in un&#8217;articolessa pubblicata dal <em>Messaggero<\/em>, che il partito cos\u00ec non va. &#8220;Risultato inferiore alle attese&#8221;, ha scritto a proposito delle elezioni regionali, mettendo sotto accusa il partito\u00a0 &#8220;fortemente autoreferenziale, con rapporti troppo deboli con il territorio e con i problemi quotidiani degli italiani, messi in secondo piano dai ristretto obbiettivi dei dirigenti e delle correnti&#8221;. Conclusione: il partito \u00e8 tutto da rifare, va rifondato &#8220;su base strettamente regionale&#8221; e federativa.\u00a0 E devono essere i segretari regionali a eleggere quello nazionale. Senza primarie. Ovvio che per farlo andrebbe spazzata via la nomenclatura degli organismi dirigenti &#8220;inefficaci&#8221; con le loro &#8220;infinite code di benemeriti e aventi diritto&#8221; ex segretari ed ex premier inclusi&#8230;<\/p>\n<p>Insomma, la &#8220;casta&#8221; piddina andrebbe cancellata. Pena l&#8217;estinzione politica, gi\u00e0 fortemente compromessa a tutto vantaggio di Pdl e Lega. Analisi impietosa, quella di Prodi. Alla quale risponde con una lettera al <em>Messaggero<\/em>, Pier Luigi Bersani (che il Professore dice di non aver chiamato in causa) in cui afferma di essere d&#8217;accordo sullo schema del Pd federale e conclude: &#8220;Una leadership forte nella dimensione regionale non potr\u00e0 emergere davvero senza meccanismi che partano dalla dimensione locale. D\u2019altra parte la partecipazione delle leadership regionali ai luoghi di direzione centrale dovr\u00e0 legittimare una possibilit\u00e0 d\u2019intervento dal centro, possibilit\u00e0 che oggi \u00e8 troppo debole&#8221;. Sembra che il &#8220;modello Lega&#8221; si faccia strada anche a sinistra. La forma partito ricalca la futura forma Stato, con poteri (attenzione) pi\u00f9 forti per il segretario nazionale (in forma semi-presidenzialista o presidenzialista, alla francese, alla tedesca o anglosassone? mi chiedo).<\/p>\n<p>Comprensibile il &#8220;gelo&#8221; della &#8220;casta&#8221; piddina (da Veltroni a D&#8217;Alema ma anche\u00a0 da Franceschini a Fioroni).\u00a0 Si frena, si stempera, si minimizza, si parla di un processo da diluire, chiarire meglio (come chiede il veltroniano Tonini) e digerire in un infinito &#8220;dibattitismo interno&#8221;. Fioroni attacca: &#8220;Siamo agli Stati Uniti d&#8217;Italia mentre ci accingiamo a celebrare i 150 anni dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, e noi ci siamo sempre presentati come il partito dell&#8217;unit\u00e0&#8230; Con questa proposta si evoca una struttura che non \u00e8 neanche federale, bens\u00ec confederale&#8221;.<\/p>\n<p>Ma Prodi ha messo il dito nella piaga, c&#8217;\u00e8 un Pd &#8220;romano&#8221; e c&#8217;\u00e8 un Pd che sul territorio ha sempre meno presa, soprattutto ma non solo, al Nord che non si sente rappresentato da quello &#8220;romano&#8221;. Non \u00e8 un caso che il sindaco di Torino Chiamparino si sia schierato subito con il Professore: &#8220;Cominciamo a liberarci dai caminetti&#8230;&#8221;. E il segretario piddino delle Marche, Ucchielli rimarca: serve un partito &#8220;delle citt\u00e0, delle province, delle regioni. Una governance vera, non fatta di notabili, ma di gente che vive e lavora sul territorio&#8221;. Altro che &#8220;tema secondario&#8221;, come sostiene Franceschini.<\/p>\n<p>Ma dopotutto \u00e8 pi\u00f9 facile dedicarsi all&#8217;anti-berlusconismo o demonizzare la Lega che ragionare sui motivi veri di tante sconfitte, la politica fatta nei salotti &#8220;alti&#8221;, per molti a sinistra, \u00e8 molto pi\u00f9 nobile da praticare di quella da &#8220;marciapiede&#8221;, fra la gente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:pRODI_PROFILO.jpg,thumb,alignleft]\u00a0Il Professore ama la bicicletta e cos\u00ec, forse ricordando il buon Ginettaccio Bartali, ha deciso di fare uno &#8220;strappo&#8221;, di dare uno scossone al gruppone del Pd dove tutti vogliono tirare la volata e alla fine nessuno pedala con il risultato che \u00e8 sotto gli occhi di tutti: veri perdenti di successo. Il paragone ciclistico serve a semplificare un p\u00f2 le cose, perch\u00e9 l&#8217;uscita del &#8220;padre nobile&#8221; e due volte ex premier, non \u00e8 stata di poco conto. 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