{"id":725,"date":"2012-03-05T03:05:53","date_gmt":"2012-03-05T02:05:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/?p=725"},"modified":"2012-03-06T10:58:51","modified_gmt":"2012-03-06T09:58:51","slug":"la-via-crucis-di-bersani-battuta-pure-la-borsellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2012\/03\/05\/la-via-crucis-di-bersani-battuta-pure-la-borsellino\/","title":{"rendered":"La via crucis di Bersani"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:bersani1.jpg,thumb,alignleft]La via crucis di <strong>Bersani<\/strong> e del <strong>Pd<\/strong> tocca un&#8217;altra tappa dolorosa delle primarie di coalizione: <strong>Palermo<\/strong>. Dove l&#8217;europarlamentare <strong>Rita Borsellino<\/strong> \u00e8 stata sconfitta\u00a0 per un pugno di voti (151) da <strong>Fabrizio Ferrandelli<\/strong>. Il segretario dei <em>democrat<\/em> incassa una sconfitta pesante, dopo quella di Genova. Per due motivi. A Palermo in Pd si \u00e8 clamorosamente (e forse rovinosamente) spaccato non su un nome piuttosto che un altro, ma sulla linea politica. La Borsellino era infatti il <strong>candidato ufficiale<\/strong> non solo del Partito democratico, ma <strong>di tutto il centrosinistra<\/strong>, tanto a sostenere la sorella del magistrato ucciso dalla mafia in via D&#8217;Amelio nel &#8217;92, sono arrivati a Palermo Pierluigi Bersani,\u00a0 Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Angelo Bonelli, senza contare l&#8217;ex sindaco della cosiddetta &#8220;primavera di Palermo&#8221; Leoluca Orlando, portavoce dell&#8217;Idv.<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Ferrandelli<\/strong> (31 anni, ex capogruppo dell&#8217;Idv al Comune, poi fuori dal partito per essersi candidato) era invece appoggiato &#8220;dall&#8217;altro Pd&#8221;, quello che in Sicilia sostiene il governo tecnico del governatore <strong>Raffaele Lombardo<\/strong> (Mpa), rappresentato dal senatore <strong>Giuseppe Lumia<\/strong>, dal capogruppo all&#8217;Assemblea siciliana <strong>Antonello Cracolici<\/strong>, dalla corrente &#8220;Innovazioni&#8221; dell&#8217;ex ministro Tot\u00f2 Cardinale, favorevoli all&#8217;alleanza con Mpa e Terzo Polo. In aperto dissenso con la posizione del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che ha appoggiato la Borsellino (l&#8217;ipotesi di alleanza era stata bocciata pure dal comitato delle primarie).<\/p>\n<p>Tutti pronostici sono stati dunque ribaltati: data per vincente, Rita Borsellino non ce l&#8217;ha fatta e ha perso queste <strong>primarie avvelenate<\/strong> da polemiche fra i candidati (erano quattro: oltre la Borsellino e Ferrandelli correvano anche Davide Faraone arrivato terzo &#8211; l&#8217;unico con la tessera del Pd &#8211; consigliere comunale e deputato regionale vicino al sindaco &#8220;rottamatore&#8221; di Firenze<strong> Matteo Renzi<\/strong>, e Antonella Monastra eletta due volte in Comune come indipendente di Rifondazione).<\/p>\n<p>Si diceva che se l&#8217;affluenza fosse stata come quella delle primarie 2007, quando trionf\u00f2 Leoluca Orlando, la Borsellino sarebbe stata svantaggiata, in caso di alta affluenza avrebbe invece vinto con facilit\u00e0: \u00e8 successo esattamente il contrario, hanno votato quasi in 30mila contro i circa 19mila di 5 anni fa. <strong>Previsioni ribaltate<\/strong>. E nuovo schiaffone a Bersani. Ma anche a Sel e Idv. Insomma, a Palermo \u00e8 stata<strong> (ri)strappata per altri versi la &#8220;foto di Vasto&#8221;<\/strong>. Il patto in Sicilia ha fallito. Con conseguenze tutte da valutare al Nazareno dove il voto palermitano ha messo a nudo la debolezza di una leadership democratica che non appare in grado di sostenere i propri candidati &#8211; nemmeno quelli di prestigio come la Borsellino &#8211; nelle sfide pi\u00f9 importanti. Con un doppio rischio, a Palermo: una diaspora nel partito che in parte potrebbe non appoggiare Ferrandelli alle elezioni comunali e il rischio di qualche candidatura &#8220;in libert\u00e0&#8221;, la stessa Borsellino o Leoluca Orlando, che per\u00f2 per ora si tiene un passo indietro, parla di &#8220;primarie inquinate&#8221; e dice &#8220;sosterr\u00f2 la Borsellino (mentre l&#8217;Idv <strong>Sonia Alfano<\/strong> rivendica quella di Ferrandelli come una sua vittoria&#8230; brutta gran per Di Pietro), aggrappandosi al riconteggio delle schede. <strong>Riconteggio che ha confermato la vittoria dell&#8217;outsider<\/strong> Ferrandelli: 9.943 voti (33,76%), seconda Borsellino 9.792 voti, terzo Faraone 7.962 voti (27,07%), quarta Monastra 1.741\u00a0 (5,91%). Totale votanti: di 29.747.<\/p>\n<p>Ennesima sconfitta di Bersani\u00a0 e della maggioranza del Pd, dopo quella delle primarie di Genova&#8230; ma anche di Vendola e Di Pietro, stavolta. Che non \u00e8 certo attenuata dalle vittorie del sindaco piddino dell&#8217;Aquila <strong>Cialente<\/strong> sul candidato di Sel Festuccia e quella dell&#8217;altro piddino <strong>Tendas<\/strong> a Oristano.<\/p>\n<p>Al Nazareno si attendono altri veleni e code polemiche all&#8217;insegna del tutti contro tutti. In tanti, si s\u00e0, sono <strong>pronti a smacchiare Bersani<\/strong>. Ci riusciranno? L&#8217;aria che tira \u00e8 brutta se il senatore Pd <strong>Lumia<\/strong> arriva a dire: &#8220;Ora <strong>valutereno se chiedere le dimissioni di Bersani<\/strong> oppure no. Noi a Palermo abbiano detto &#8216;scegliamo Ferrandelli e escludiamo le scelte romane&#8217;. Non vorremmo rovesciare il discorso per cui dalle scelte di Palermo si impongono delle scelte romane. Sar\u00e0 Bersani a valutare lo stato di salute del partito&#8221;. Parole che fanno infuriare il senatore<strong> Latorre<\/strong>: &#8220;<strong>Indecente l\u2019uso strumentale che si fa delle primarie per attaccare Bersani<\/strong>, sia da parte di avversari politici e sia da alcuni esponenti del nostro partito&#8221;. Ma per <strong>Enrico Letta<\/strong>, &#8220;l&#8217;alleanza solo con Sel e Idv non basta, \u00e8 un accordo del passato&#8221; e per il veltroniano <strong>Tonini<\/strong>, che chiede una riunione della Direzione, il voto \u00e8 stato non contro la Borsellino ma contro l&#8217;Unione di Vasto che non \u00e8 &#8220;credibile&#8221;. <strong>E Bersani<\/strong>? Si difende cos\u00ec: &#8220;Le primarie dovunque non sono mai un <strong>pranzo di gala<\/strong>, certo non possono diventare una resa dei conti. Sono importanti basti pensare che all&#8217;Aquila in quella situazione hanno votato in 5 mila. C&#8217;\u00e9 voglia di esserci, di contare, e non si pu\u00f2 dire basta, si devono fare meglio e questo non \u00e8 un compito tecnico ma della politica pi\u00f9 matura ma non ci siamo ancora&#8221;. E ancora: &#8220;<strong>Non so cosa c&#8217;entri la foto di Vasto con Palermo<\/strong>&#8230; Tutti i candidati a Palermo hanno sottoscritto il patto del centrosinistra e con il centrosinistra abbiamo vinto a Torino, a Milano, a Bologna. Non credo ci siamo sbagliati&#8221;. L&#8217;importante \u00e8 crederci&#8230; viene voglia di aggiungere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:bersani1.jpg,thumb,alignleft]La via crucis di Bersani e del Pd tocca un&#8217;altra tappa dolorosa delle primarie di coalizione: Palermo. Dove l&#8217;europarlamentare Rita Borsellino \u00e8 stata sconfitta\u00a0 per un pugno di voti (151) da Fabrizio Ferrandelli. Il segretario dei democrat incassa una sconfitta pesante, dopo quella di Genova. Per due motivi. 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