{"id":789,"date":"2012-04-07T12:26:52","date_gmt":"2012-04-07T11:26:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/?p=789"},"modified":"2012-04-10T11:01:49","modified_gmt":"2012-04-10T10:01:49","slug":"lega-consenso-e-tassa-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2012\/04\/07\/lega-consenso-e-tassa-italia\/","title":{"rendered":"La Lega, i voti del Nord e il &#8220;tassa Italia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:Maroni_Bossi.jpg,thumb,alignleft]Con le dimissioni di Umberto Bossi, dopo l&#8217;esplosione del caso Belsito e le inchieste sull&#8217;uso dei rimborsi elettorali, la spinta propulsiva della Lega, che aveva perso colpi con il logoramento del governo Berlusconi e, passata all&#8217;opposizione era tornata solo di lotta, ha subito una formidabile battuta d&#8217;arresto. Per di pi\u00f9 mentre il partito era impegnato nella battaglia della &#8220;bella opposizione&#8221; allo strano governo Monti, condotta quasi in solitario su temi all&#8217;ordine del giorno per l&#8217;italiano medio, pressanti e preoccupanti a partire da quelli su fisco, tasse, lavoro, ammortizzatori sociali, credito alle imprese.<br \/>\nCos\u00ec, la prima e unica domanda che mi sono posto a caldo \u00e8 stata: sopravviver\u00e0 il Carroccio &#8211; non dico alle amministrative &#8211; ma alle prossime elezioni politiche e da che parte star\u00e0?<\/p>\n<p>Il passaggio a una nuova leadership (leggi Maroni) se non spaccher\u00e0 il partito (e Bossi infatti dice di lavorare per tenerlo unito) rimetter\u00e0 in moto quella spinta? Gi\u00e0, perch\u00e9 &#8211; volenti o nolenti &#8211; il nodo della questione settentrionale \u00e8 tutt&#8217;altro che risolto (dal federalismo allo stato leggero) e si \u00e8 aggravato con la crisi. Chi sar\u00e0 in grado di intercettare sentimenti e pulsioni di un elettorato pi\u00f9 vasto che si \u00e8 identificato &#8211; al di l\u00e0 della militanza &#8211; con le parole d&#8217;ordine e le battaglie della Lega?<\/p>\n<p>In parole povere, abbattuto il leader carismatico Umberto Bossi, caduto malamente sulle vicende della gestione dei soldi del finanziamento pubblico e sull&#8217;italianissimo &#8220;tengo famiglia&#8221; (ma che secondo me si \u00e8 fatto da parte tatticamente &#8220;per ora&#8221; e non per sempre&#8230;), sono state forse rimosse le ragioni profonde attorno alle quali si \u00e8 coagulato il consenso attorno alla Lega e a molte delle sue battaglie, le ragioni della rappresentanza politica di una parte dell&#8217;elettorato del Nord?<\/p>\n<p>Penso proprio di no e penso la Lega non sia del tutto fuori gioco. C&#8217;\u00e8 ancora una parte consistente della classe dirigente leghista apprezzata e con un largo seguito territoriale &#8211; come ad esempio il sindaco di verona, Tosi e il presidente del Veneto, Zaia e attorno alla Lega (e all&#8217;alleanza con il Pdl) si \u00e8 creato un consenso che negli anni, con alti e bassi, si \u00e8 manifestato spesso &#8220;nonostante&#8221; la Lega e un certo modo di interpretare il &#8220;leghismo&#8221;. A dispetto delle semplificazioni politiche di comodo. E se la Lega ora deve pensare a &#8220;ricostruire&#8221; velocemente la propria leadership &#8211; la bisogna pi\u00f9 immediata e stringente &#8211; alle politiche forse potrebbe arrivare meno azzoppata di quanto si creda ma con la pesante incognita di decidere da che parte stare.<\/p>\n<p>Consenso da riconquistare e progetto politico da rilanciare, nel tempo del governo tecnico voluto da Napolitano. Con molte decisioni che penalizzano il Nord, come dice la Lega e il Paese, in generale, in sofferenza. Basta leggere la valanga di mail, commenti, appelli che arrivano ai giornali &#8211; e in particolare a nostro &#8211; sul tema delle manovre del governo, sulla tragedia dei suicidi per motivi economici, della tassazione di imprese e cittadini a livelli asfissianti per non dire di peggio. Il &#8220;salva Italia&#8221; del professor Monti \u00e8 percepito in realt\u00e0 come un &#8220;tassa Italia&#8221; che si ingiganisce giorno dopo giorno mentre il &#8220;taglia Italia&#8221; per ora non \u00e8 alle viste e il &#8220;cresci Italia&#8221; stenta a prendere forma.<\/p>\n<p>Basta pensare ai sacrifici chiesti ai pensionati, alla riforma del lavoro che thatcheriana proprio non \u00e8 (come ammette lo stesso premier&#8230;), alle 53 tasse che ho ricordato nel precedente post, alla stangata sulla casa e sugli immobili in genere con la vergogna della bastonata riservata a chi \u00e8 ricoverato in una casa di riposo &#8211; di fatto una pesante patrimoniale non dichiarata ma dalla rozzezza conclamata &#8211; che mette in ginocchio in particolare i ceti medi e la piccola propriet\u00e0 (quella che non ha investito nelle scommesse borsistiche ma sul mattone inteso come &#8220;salva vecchiaia&#8221; e &#8220;aiuta figli&#8221;, non ha sperperato in yacht, auto di lusso, vita gaudente&#8230;). E che viene ancora tassata per finanziare gli ammortizzatori sociali della riforma del lavoro <em>a-tachtheriana<\/em> della professoressa Fornero (altri 1,1 miliardi).<\/p>\n<p>Venerd\u00ec scorso <em>Italia Oggi<\/em> ha titolato in prima pagina &#8220;Monti, il tassator cortese&#8221; (riprendendo e mi fa piacere il titolo del mio post del 5 dicembre) per riasumere la situazione non facile, le cose fatte e non fatte&#8230; Misure &#8220;rozze&#8221; come le ha definite Mario Monti, a cui quello di &#8220;Tassator cortese&#8221; \u00e8 un abito che ho cucito addosso con il filo dell&#8217;ironia sobria ma amara&#8230; Se \u00e8 vero che la crisi incombeva sull&#8217;onda della marea dello spread e l&#8217;Italia era a un passo dal baratro, dunque via libera alle misure rozze,\u00a0 resta da capire se ci sar\u00e0 un &#8220;Monti 2&#8221; diverso, ovvero &#8220;Riformatore e taglia costi<em> scortese<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 non me la sento di dare la Lega per spacciata al Nord, soprattutto se avr\u00e0 la forza e la visione per capire che non potr\u00e0 correre da sola chiusa nella ridotta padana o magari guardando a sinistra verso il Pd di Bersani che continua a considerare strategica l&#8217;alleanza con Vendola e Di Pietro e dopo il suo insediamento disse che il primo avversario della sinistra era proprio il Carroccio, perch\u00e9 questo sarebbe un errore fatale.<\/p>\n<p>Che fine farebbe la Lega in una riedizione allargata dell&#8217;Unione? I leghisti moriranno forse ulivisti e di fatto centralisti? L&#8217;elettorato della Lega \u00e8 davvero una &#8220;costola della sinistra&#8221; come disse Massimo D&#8217;Alema, o \u00e8 in realt\u00e0 una costola di quel ceto medio produttivo del Nord considerato dalla sinistra la base elettorale del centrodestra? Maroni afferma: &#8220;Ora voltare pagina, avanti tutta&#8221;. E ripete per tre volte alla Borrelli: &#8220;Pulizia, pulizia, pulizia&#8221;. <strong>Bene, ma verso quale approdo?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:Maroni_Bossi.jpg,thumb,alignleft]Con le dimissioni di Umberto Bossi, dopo l&#8217;esplosione del caso Belsito e le inchieste sull&#8217;uso dei rimborsi elettorali, la spinta propulsiva della Lega, che aveva perso colpi con il logoramento del governo Berlusconi e, passata all&#8217;opposizione era tornata solo di lotta, ha subito una formidabile battuta d&#8217;arresto. 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