{"id":90,"date":"2009-07-17T09:45:35","date_gmt":"2009-07-17T08:45:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2009\/07\/17\/pd-il-convitato-di-pietro\/"},"modified":"2009-07-24T10:31:02","modified_gmt":"2009-07-24T09:31:02","slug":"pd-il-convitato-di-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2009\/07\/17\/pd-il-convitato-di-pietro\/","title":{"rendered":"Pd, il convitato Di Pietro"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:ROMA___S.JPG,thumb,alignleft]\u00a0Nel duello vero per la conquista della segreteria del Pd tra Franceschini (Veltroni ma forse no&#8230; visto che molti Veltroni boys non stanno con Franceschini) e Bersani (D&#8217;Alema che riannoda le fila ex diessine&#8230;) c&#8217;\u00e8 un convitato di pietra che ha un nome e un cognome precisi: Antonio Di Pietro. <strong>E&#8217; infatti il fattore AdP che aleggia sulla contesa<\/strong> che decider\u00e0 il destino del pi\u00f9 grande partito di opposione. <strong>Al di l\u00e0 dell&#8217;abile scorreria di disturbo e di &#8220;oscuramento&#8221; del dibattito lanciate da Beppe Grillo<\/strong> (per conto terzi?), tutte tese a mettere in sordina i temi all&#8217;ordine del giorno, a dividere gli iscritti e a scompaginare piani e alleanze interne. L&#8217;opa ostile grillesca (di cui ho scritto per primo nel post precedente) ha &#8211; a mio parere &#8211; proprio lo scopo di oscurare il vero nodo dello scontro politico nel Pd. Che poi verte su un punto fondamentale: la scelta del bipolarismo e delle alleanze per accreditare e legittimare il Partito democratico come forza progressista di governo realmente alternativa al Pdl e non come un&#8217;accozzaglia di alleati e alleati cementati solo dal collante dell&#8217;antiberlusconimo &#8220;a prescindere&#8221;. Dario Franceschini sul punto \u00e8 stato chiaro e ha usato (va di moda) toni &#8220;obamiani&#8221;: vuole un partito &#8220;aperto, credibile&#8221; che proponga al Paese &#8220;una gerarchia di valori alternativi a quelli della destra liberista&#8221;, vuole un &#8220;nuovo riformismo&#8221;. Ovvio che poi non rinuncia, il buon Dario, ai toni anti-berlusconiani di rito che accontentano sempre tutti.<\/p>\n<p>Lasciando perdere lo scontato rituale anti Cav, veniamo per\u00f2 al nocciolo della questione. Franceschini, quando parla del Pd che sogna, <strong>elude completamente anzi rimuove il fattore Adp<\/strong>. Soluzione semplicistica perch\u00e9 se e facile far finta di niente &#8220;andando oltre&#8221;,\u00a0 non \u00e8 detto che la scorciatoi non porti di nuovo il Pd a camminare sull&#8217;orlo del burrone dove Di Pietro&#8230; ma anche Grillo l&#8217;hanno portato. Pronti a incassare l&#8217;intera posta se ci sar\u00e0 un bluff politico. Di Pietro ha abbastanza pelo sullo stomaco da andare a vedere, sul tavolo della politica. E Franceschini non pare un buon pokerista.\u00a0 La madre di tutti gli errori politici \u00e8 sempre l\u00ec: essersi alleati solamente con l&#8217;Idv si \u00e8 rivelato un abbraccio mortale. Di Pietro e i suoi come pure Grillo hanno cultura e valori che non appartengono al Pd, n\u00e9 al filone ex comunista, n\u00e9 a quello ex democristiano che ne sono la parte fondamentale. E non c&#8217;\u00e8 alcuna &#8220;cultura di governo&#8221; che pure qualcosa significa visto che poi al gioco del potere locale Di Pietro partecipa con una certa disinvoltura&#8230; Nell&#8217;Idv non c&#8217;\u00e8 alcun valore proprio di un partito progressista moderno e aperto ai cambiamenti in grado di accreditarsi come forza di governo. E&#8217; stato creato artificialmente il &#8220;mito Di Pietro&#8221; cavalcando l&#8217;onda giustizialista e girotondina saldandoli a\u00a0circoli e &#8220;pensatori&#8221; della sinistra radical chic e salottiera\u00a0 che mangia &#8220;pane e Caimano&#8221; ma che si dimentica del pane per il popolo e\u00a0al massimo servirebbe brioches sul tavolo della crisi&#8230; Ma tant&#8217;\u00e8. <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/a.pic1?ID=367549\" target=\"_blank\"><strong>E D&#8217;Alema attacca: &#8220;C&#8217;\u00e8 chi vuol dividere e abolire la sinistra&#8221;<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p>Insomma, il convitato di pietra (o) \u00e8 attavogliato a modo suo al tavolo congressuale e forse il Pd sta iniziando a fare qualche presa d&#8217;atto: Franceschini finalmente si &#8220;accorge&#8221; di Tonino e lo critica, D&#8217;Alema va all&#8217;attacco e si alzano i toni contro l&#8217;Idv . Mosse tattiche o vera strategia? E&#8217; presto per dirlo.<\/p>\n<p>Il Pd deve capire alla svelta (tre mesi di tempo, chiunque vinca) che <strong>Di Pietro, Grillo, Travaglio rappresentano la vera assicurazione a vita per Berlusconi<\/strong>. E sono loro &#8211; vera &#8220;destra giustizialista&#8221; &#8211; che hanno bisogno del Cav di governo per legittimare il proprio successo e la sopravvivenza elettorale. A spese del Pd. Che deve risolvere e non rimuovere il problema Adp <strong>prima<\/strong> di affrontare le grandi riforme che il Paese aspetta e che presuppongono intese con il Pdl. Per non far dire a Di Pietro, quel che disse De Gaulle: <em>&#8220;Il potere non si prende, si raccatta&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/a.pic1?ID=369034\" target=\"_blank\"><strong>DI PIETRO, IL &#8220;MOSTRO&#8221; CREATO DALLA SINISTRA<\/strong><\/a> di <em>Peppino Caldarola <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:ROMA___S.JPG,thumb,alignleft]\u00a0Nel duello vero per la conquista della segreteria del Pd tra Franceschini (Veltroni ma forse no&#8230; visto che molti Veltroni boys non stanno con Franceschini) e Bersani (D&#8217;Alema che riannoda le fila ex diessine&#8230;) c&#8217;\u00e8 un convitato di pietra che ha un nome e un cognome precisi: Antonio Di Pietro. E&#8217; infatti il fattore AdP che aleggia sulla contesa che decider\u00e0 il destino del pi\u00f9 grande partito di opposione. 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