{"id":98,"date":"2009-10-27T11:40:29","date_gmt":"2009-10-27T10:40:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2009\/10\/27\/i-dolori-del-giovane-bersani\/"},"modified":"2009-10-28T00:28:03","modified_gmt":"2009-10-27T23:28:03","slug":"i-dolori-del-giovane-bersani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/taliani\/2009\/10\/27\/i-dolori-del-giovane-bersani\/","title":{"rendered":"I dolori del &#8220;giovane&#8221; Bersani"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:bersanov3.jpg,thumb,alignleft]\u00a0Il risultato (straprevisto) delle primarie del Pd, che hanno incoronato Pier Luigi Bersani segretario del partito democratico, ha iniziato a produrre i loro effetti non appena lo sconfitto Dario Franceschini ha dato l&#8217;annuncio della vittoria dell&#8217;uomo di Massimo D&#8217;Alema. Vittoria netta (oltre il 53% dei consensi) che ha fatto seguito a quella nei congressini degli iscritti al partito. L&#8217;avevo scritto diverse volte, sul blog, che sarebbe successo ed \u00e8 successo. L&#8217;ex Pci-Pds-Ds ha battuto l&#8217;ex Dc-Ppi. A Franceschini (e ai Ds) non \u00e8 bastato l&#8217;appoggio rosso-sfumato di Fassino per mascherare lo scontro fra ex Pci ed ex Dc (il terzo incomodo, Marino, ha raccolto pi\u00f9 che altro i &#8220;movimentisti&#8221; piddini). E cos\u00ec la sinistra riparte dall&#8217;accoppiata Bersani-D&#8217;Alema, il vero stratega del suo successo che ha ribaltato il Veltroni-pensiero, ora definitivamente sconfitto.<\/p>\n<p>E sono iniziati i dolori per il segretario del &#8220;partito mai nato&#8221;, con l&#8217;ulivista Parisi che ha chiesto prentorio: &#8220;Ora ci dica qual \u00e8 la sua linea politica&#8221;. Con Francesco Rutelli pronto all&#8217;ennesimo salto della quaglia con approdo &#8220;nell&#8217;area&#8221; Casini anche se &#8220;non subito e non da solo&#8221; e che si dice pronto  a &#8220;iniziare un tragitto differente, unendo persone diverse, che hanno culture diverse, che hanno capacit\u00e0 di mettersi al servizio operosamente che, per citare Aldo Bonomi, \u00e8 l\u2019Italia operosa e non l\u2019Italia del rancore&#8221;. Anche se molti popolari non lo seguiranno nell&#8217;avventura a cominciare da Marini, Fioroni, Bindi e molti altri ex della sinistra Dc.<\/p>\n<p>Bersani ha fatto come fece Fanfani, ha contato amici e nemici e alla fine il Pd riparte&#8230; dall&#8217;Ulivo ma anche dalla mtica &#8220;balena rossa&#8221; che sembra rimergere dalle profondit\u00e0 della politica italiana. Riparte dal pensierino sul gran ritorno di Prodi come presidente del partito (altrimenti \u00e8 pronta la Bindi), riparte dall&#8217;idea di una coalizione &#8220;non ad excludendum&#8221; alleata con pezzi importanti di quella sinistra tagliata fuori da Walter Veltroni, convinto in questo modo (e sbagliava) che quell&#8217;elettorato alla fine sarebbe comunque approdato nel Pd. Insomma, \u00e8 un ritorno al passato, cancellando anche gli infelici mesi della gestione dell&#8217;incosistente Dario Franceschini. Che sembra promettere una guerra interna al partito (non si sa quanto velleitaria nel lungo periodo).<\/p>\n<p>Pd fra rischio scissioni, divisioni e tentativi di &#8220;reinclusione della sinistra-sinistra&#8221; insomma, all&#8217;insegna del neo-ulivismo che segna, alla fine, un dato presiso: il ritorno al comando, l&#8217;egemonia ritrovata, dell&#8217;ala pi\u00f9 forte degli ex Psci-Pds-Ds di storia, tradizione e cultura comunista.\u00a0 Come voleva il leader Maximo, del resto. Torna un certo modo di interpretare la politica segnato anche dalla sonora sconfitta della velleitaria lista finto-giovanilistica del duo Serracchiani-Sassoli. E si aprono nuovi spazi centristi e anti-bipolaristi per chi sogna una &#8220;rifondazione bianca&#8221;, non pi\u00f9 balena ma almeno balenottera in grado fare da ago della bilancia (inizialmente nel centro-sinistra, poi si vedr\u00e0&#8230;).<\/p>\n<p>Senza contare l&#8217;improbo compito che dovr\u00e0 affrontare Bersani: quello di regolare i conti con Antonio Di Pietro. Fatica degna di un Ercole della politica, questa, perch\u00e9 Di Pietro, leader dei giustizialisti-antiberlusconiani \u00e8 pronto a dare battaglia, sostenuto da chi nel Pd far\u00e0 la fronda pi\u00f9 o meno scopertamente a Bersani. Vedremo come finir\u00e0, dopo i disastri seguiti all&#8217;avventura veltroniana e all&#8217;alleanza con Tonino.<\/p>\n<p>Bersani, uomo concreto, ha gi\u00e0 detto che il Pd deve puntare a costruire l&#8217;alternativa, non basta sentirsi solo opposizione, chiudersi nell&#8217;angolo e urlare porta solo a essere sconfitti da Berlusconi&#8230; Verissimo. I fatti lo dimostrano. Ora vedremo se avr\u00e0 la forza e la voglia di abbandonare i toni antiberlusconiani e anti-italiani che hanno segnato violentemente gli ultimi mesi della politica dell&#8217;opposizione. Vedremo anche se avr\u00e0 o meno l&#8217;appoggio del partito di <em>Repubblica <\/em>e di quello di Santoro. A proposito, a quando un bell&#8217;<em>Annozero<\/em> con un&#8217;intervista al trans amico di Marrazzo? Perch\u00e9 qui, caro Michele, si parr\u00e0 la tua virtute&#8230;<\/p>\n<p>&#8220;Sono il leader ma lo far\u00f2 a modo mio&#8230;&#8221;. Ha annunciato Bersani, annunciando un cambio di passo. Vedremo come. Di sicuro\u00a0 punter\u00e0 sui temi della crisi, dell&#8217;economia, del lavoro e dell&#8217;occupazione, su temi pi\u00f9 concreti di quelli basati sull&#8217;antiberlusconismo a prescindere (che nascondono mancanza di idee e di proposte concrete).\u00a0 Punter\u00e0 a dividere soprattutto su questi temi, il Pdl dalla Lega, magari cercando il dialogo con Fini e soprattutto con sindacati e Confindustria, oltre che con le associazioni delle pmi. Anche qui occorre aspettare e vedere.<\/p>\n<p>Cosa che non sta facendo Berlusconi, che certo non \u00e8 disposto a farsi prendere in contropiede su questo terreno e ha &#8220;commissariato&#8221; Tremonti perch\u00e9 la politica economica la decide il premier che dietro ha il suo partito, il Pdl. E perch\u00e9 \u00e8 il premier che \u00e8 stato eletto a furor di popolo ed \u00e8 lui il garante del patto con gli elettori. Perch\u00e9 la <em>baraonda politica<\/em>, col rischio del tutti contro tutti che danneggerebbe il Paese, finisca al pi\u00f9 presto. Perch\u00e8 la politica \u00e8 ripartita ma non deve tornare il triste e perdente rito del &#8220;teatrino&#8221;. Che gli italiani non paiono pi\u00f9 disposti a tollerare. Primo banco di prova: le elezioni regionali di primavera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:bersanov3.jpg,thumb,alignleft]\u00a0Il risultato (straprevisto) delle primarie del Pd, che hanno incoronato Pier Luigi Bersani segretario del partito democratico, ha iniziato a produrre i loro effetti non appena lo sconfitto Dario Franceschini ha dato l&#8217;annuncio della vittoria dell&#8217;uomo di Massimo D&#8217;Alema. Vittoria netta (oltre il 53% dei consensi) che ha fatto seguito a quella nei congressini degli iscritti al partito. L&#8217;avevo scritto diverse volte, sul blog, che sarebbe successo ed \u00e8 successo. 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