{"id":192,"date":"2016-10-06T15:44:53","date_gmt":"2016-10-06T13:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/?p=192"},"modified":"2016-10-08T14:42:49","modified_gmt":"2016-10-08T12:42:49","slug":"referendum-e-tempo-che-il-fronte-del-no-schieri-i-suoi-campioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/2016\/10\/06\/referendum-e-tempo-che-il-fronte-del-no-schieri-i-suoi-campioni\/","title":{"rendered":"Referendum, \u00e8 tempo che il fronte del No schieri i suoi campioni."},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;ora X si avvicina, inesorabile. Il 4 dicembre il dado sar\u00e0 tratto e per Matteo Renzi quel giorno lo attende un appuntamento col destino: il suo. Per quanto possa pubblicamente negarlo, il Presidente del Consiglio \u00e8 pienamente consapevole che sar\u00e0 sostanzialmente un giudizio di gradimento sulla sua persona e guarda con apprensione ai sondaggi di questi giorni che fotografano una forbice fra il S\u00ec e il No di 3-4 punti in favore di quest&#8217;ultima opzione. Ci sono due mesi esatti per provare la rimonta e tenendo conto che gli indecisi, sempre secondo i sondaggi, sarebbero uno sproposito &#8211; circa la met\u00e0 del totale &#8211; \u00e8 pronto a giocarsi tutte le sue carte. <strong>La prima risponde al nome di Jim Messina, <em>guru<\/em>\u00a0americano della comunicazione che per la &#8216;modica&#8217; cifra di 400 mila euro,<\/strong> ha l&#8217;arduo compito di studiare un modo per traghettare gli indecisi verso il S\u00ec. C\u2019\u00e8 da dire che nella parcella <em>monstre<\/em> rientra anche la campagna &#8216;No Imu&#8217; lanciata prima delle elezioni amministrative e, visti gli esiti non propriamente esaltati per il Pd, viene spontaneo chiedersi se siano effettivamente denari ben spesi. Ma si sa, il nostro \u00e8 un Paese esterofilo &#8211; e assai provinciale &#8211; ed essere nati in Colorado fa pi\u00f9 figo che esser nati in Basilicata, soprattutto se si parla di comunicazione; se ti proponi come <em>spin doctor<\/em> e sei di Maratea o Busto Arsizio evidentemente sei poco credibile&#8230; Quali &#8216;diavolerie&#8217; di <em>marketing<\/em> elettorale si inventer\u00e0 il <em>political adviser<\/em> Messina\u00a0lo scopriremo vivendo, quel che \u00e8 certo \u00e8 che Matteo Renzi nei prossimi due mesi sar\u00e0 mediaticamente ovunque ed \u00e8 pronto ad invadere i palinsesti televisivi. Come \u00e8 noto a dare i natali al premier \u00e8 stato Rignano sull&#8217;Arno e non Denver, ma di comunicazione e meccanismi televisivi il nostro ha probabilmente molto da insegnare al <em>guru<\/em> d&#8217;oltreoceano e, sicuramente, a certi suoi avversari. Se dal fronte del No sperano infatti di contrapporgli costituzionalisti, professoroni e luminari vari come Zagrebelsky, tanto vale lasciargli fare un monologo. Sarebbe come pensare di percorrere la tratta Roma &#8211; Milano in littorina a vapore piuttosto che in Frecciarossa. Molto romantico per carit\u00e0, ma assai poco efficace in termini di resa. Lo stesso professor Zagrebelsky, a proposito dell&#8217;ormai mitico dibattito su La 7 che tanto ha fatto parlare e riempito pagine di giornali, ha ammesso che \u00ab<strong>\u00e8 emersa in maniera chiara non la diversit\u00e0 di idee ma la distanza culturale che ci fa guardare gli stessi problemi da angolazioni diverse. Due mondi diversi che non si sono incontrati. Questo credo che la gente lo abbia capito\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, prof, probabilmente lo ha capito e ha capito anche che il &#8216;mezzo \u00e8 il messaggio&#8217;: la tv ha un suo peculiare linguaggio, modi e tempi che poco hanno a che spartire con l&#8217;approfondimento, la riflessione, l&#8217;argomentazione esaustiva.<\/p>\n<p><strong>Convincere razionalmente e persuadere emotivamente sono due concetti molto diversi.<\/strong><br \/>\nRenzi questo lo sa perfettamente, ed \u00e8 perfettamente a suo agio nella &#8216;societ\u00e0 dello spettacolo&#8217;.<br \/>\nQuando nel <strong>1967 lo scrittore e filosofo francese Guy Debord pubblic\u00f2 \u201cLa societ\u00e0 dello spettacolo\u201d<\/strong>\u00a0 aveva gi\u00e0 capito tutto: \u00abLo spettacolo non \u00e8 un insieme di immagini, ma un rapporto sociale fra individui, mediato dalle immagini\u00bb. In altre parole, \u00e8 una sorta di velo che nasconde la realt\u00e0, che la falsifica e la altera in una rappresentazione della stessa. Non bisogna per\u00f2 pensare che lo spettacolo sia irreale, tutt&#8217;altro: Debord afferma che \u00abla realt\u00e0 sorge nello spettacolo, e lo spettacolo \u00e8 reale\u00bb.<br \/>\n<strong>Realt\u00e0 che il sociologo polacco Zygmunt Bauman chiama &#8216;liquida&#8217;<\/strong>: i liquidi non hanno infatti consistenza, assumono di volta in volta la forma del contenitore che li accoglie. Una buona metafora per il politico moderno, che deve essere in grado di &#8216;plasmarsi&#8217; e modulare il proprio messaggio in base al <em>medium<\/em> che lo ospita. Talvolta la forma \u00e8 sostanza, e questo \u00e8 innegabile.<br \/>\nIl <em>leader<\/em> politico si trasforma in un\u2019icona pubblicitaria, per prevalere nella competizione elettorale non deve solo produrre argomentazioni razionali a sostegno del proprio programma, o in questo caso della propria riforma costituzionale, deve essere anche in grado di proiettare davanti a un pubblico di cittadini\/consumatori\/elettori un\u2019immagine gradevole, rassicurante e accattivante. Appare dunque evidente che, pi\u00f9 che rendere i cittadini consapevoli, <strong>l&#8217;intento di Renzi sia quello di portare avanti il suo <em>storytelling<\/em> fatto di ottimismo.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_196\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Matteo_Renzi_.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-196\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-196\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Matteo_Renzi_-300x200.jpg\" alt=\"Matteo Renzi\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Matteo_Renzi_-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Matteo_Renzi_-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Matteo_Renzi_.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-196\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/www.matteorenzi.it\/\">Matteo Renzi<\/a><\/p><\/div>\n<p>Molti pensano che a far da apripista a questa mutazione in senso pubblicitario della politica sia stato Silvio Berlusconi. Indubbiamente ne \u00e8 stato, prima di Renzi e Grillo, uno dei massimi epigoni ma gi\u00e0 nel <strong>1986, esattamente 30 anni fa, uno dei pi\u00f9 grandi sociologi italiani, Gianni Statera, dava alle stampe il saggio &#8220;La politica spettacolo: politici e mass media nell&#8217;era dell&#8217;immagine&#8221;<\/strong>. Il titolo \u00e8 molto esplicativo e non vi \u00e8 necessit\u00e0 di ulteriori spiegazioni, nessuno faticher\u00e0 a comprendere che il <strong>telespettatore \u00e8, prima di ogni altra cosa un &#8216;consumatore di illusioni&#8217;.<\/strong> E Renzi in questo \u00e8 un mago, ben lo illustra il giornalista de Il Giornale <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/boschi\/\">Fabrizio Boschi <\/a>nel suo \u201cLa grande illusione \u2013 Matteo Renzi 2004-2014\u201d.<br \/>\nL&#8217;eterogeneo fronte del No scaldi dunque i motori, e i suoi cavalli di razza che possono competere ad armi pari in termini di <em>performance<\/em> con Renzi chiedano a gran voce un confronto. Penso a Matteo Salvini, a cui <em>verve<\/em> e <em>slogan<\/em> non mancano o ad Alessandro Di Battista, fresco reduce da bagni di folla nel suo<a href=\"https:\/\/mobile.twitter.com\/hashtag\/iodiconotour\"> <i>#iodiconotour<\/i><\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_198\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/alessandro-di-battista-costitituzione-tour-casco-senza-770x551.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-198\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-198 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/alessandro-di-battista-costitituzione-tour-casco-senza-770x551-300x215.jpg\" alt=\"alessandro-di-battista-costitituzione-tour-casco-senza-770x551\" width=\"300\" height=\"215\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-198\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/https:\/\/m.facebook.com\/dibattista.alessandro\/\">Alessandro Di Battista<\/a><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che nella societ\u00e0 dello spettacolo &#8216;<em><strong>performance<\/strong><\/em>&#8216; <strong>sia la parola d\u2019ordine \u00e8 indubbio<\/strong> e, chi scrive lo afferma senza nessun intento di connotazione negativa, anche in ambito politico vi \u00e8 una vera e propria<strong> &#8216;idolatria della <em>performance<\/em>&#8216;<\/strong>, la ricerca spasmodica dell&#8217;applauso ad ogni costo. Non a caso il termine, nel suo significato letterale, indica un&#8217;esibizione in pubblico di un artista. Quindi il politico \u00e8 un artista? In un certo senso s\u00ec, la politica \u00e8 un&#8217;arte. Il rischio concreto \u00e8 che talvolta si trasformi in uno spettacolo comico: non abbiamo forse alcuni esponenti politici che potrebbero fare tranquillamente i cabarettisti? Anche alcuni giornalisti, per carit\u00e0&#8230; <strong>Anzi in questo periodo va molto di moda il <em>cabaret<\/em> in vernacolo toscano o meglio fiorentino. Alcuni dovrebbero veramente esibirsi al Teatro di Rifredi.<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che, come Berlusconi nella sua straordinaria impresa ha avuto come alleati \u201coggettivi\u201d molti dei suoi avversari sorprendentemente incapaci di cogliere la logica elementare della cultura di massa e della politica-spettacolo, si rischi anche in questa fase di contrapporre nell&#8217;agor\u00e0 televisiva all&#8217;abilissimo comunicatore Matteo Renzi qualche imabalsamato accademico lontano anni luce dalla logica dell&#8217;<em>infotainment<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;ora X si avvicina, inesorabile. Il 4 dicembre il dado sar\u00e0 tratto e per Matteo Renzi quel giorno lo attende un appuntamento col destino: il suo. Per quanto possa pubblicamente negarlo, il Presidente del Consiglio \u00e8 pienamente consapevole che sar\u00e0 sostanzialmente un giudizio di gradimento sulla sua persona e guarda con apprensione ai sondaggi di questi giorni che fotografano una forbice fra il S\u00ec e il No di 3-4 punti in favore di quest&#8217;ultima opzione. 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