{"id":228,"date":"2016-10-29T13:39:01","date_gmt":"2016-10-29T11:39:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/?p=228"},"modified":"2016-10-29T20:19:56","modified_gmt":"2016-10-29T18:19:56","slug":"e-de-mita-rottamo-renzi-la-volpe-e-finita-in-pellicceria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/2016\/10\/29\/e-de-mita-rottamo-renzi-la-volpe-e-finita-in-pellicceria\/","title":{"rendered":"E De Mita rottam\u00f2 Renzi. La volpe \u00e8 finita in pellicceria."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1988<strong> Ciriaco De Mita<\/strong> era contemporaneamente segretario del principale partito italiano (la Dc) e presidente del Consiglio. Ventisei anni dopo, in uno studio televisivo su un&#8217;emittente che all&#8217;epoca neanche esisteva, <a title=\"dibattito Renzi De Mita\" href=\"http:\/\/www.la7.it\/speciali-mentana\/rivedila7\/speciale-tgla7-speciale-referendum-si-o-no-29-10-2016-196822\">La 7,<\/a> il potente <em>ex leader<\/em> democristiano a 88 anni si trova di fronte un giovanotto di 41, <strong>Matteo Renzi<\/strong>, che ricopre anch&#8217;egli, oggi, entrambe le cariche.<br \/>\nMa le analogie fra i due si fermano qui. Per il resto non potrebbero appartenere a mondi pi\u00f9 distanti. Da una parte &#8220;un intellettuale della Magna Grecia&#8221; (<em>copyright<\/em> Giovanni Agnelli) dall&#8217;altra un giovin fiorentino ambizioso e spregiudicato.<br \/>\nPer rimanere in tema con la terra che ha dato i natali al nostro Presidente del Consiglio e parafrasando un altro ben pi\u00f9 suo illustre figlio, si pu\u00f2 asserire con convinzione che, dopo il confronto, al povero Matteo non \u00e8 restato altro che andare a letto recitando Dante, anzich\u00e8 le solite preghierine della sera:<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 16px;line-height: 1.5\">&#8220;Nel mezzo del cammin di nostra vita<\/strong><\/p>\n<p><strong>mi ritrovai asfaltato da De Mita&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;line-height: 1.5\">Renzi aveva avuto vita facile nel precedente dibattito televisivo, moderato anche questo da Enrico Mentana, con il professor Gustavo Zagrebelsky che pur essendo ovviamente preparatissimo in materia costituzionale, si \u00e8 dimostrato carente dal punto di vista comunicativo. Se si pensa che persino Maria Elena Boschi \u00e8 risultata vincente a <a title=\"boschi salvini\" href=\"http:\/\/www.la7.it\/otto-e-mezzo\/rivedila7\/il-si-di-boschi-e-il-no-di-salvini-07-10-2016-195014\">Otto e mezzo<\/a>, sempre su la7, con un Salvini evidentemente non in serata, ridanciano e poco preparato, non si pu\u00f2 che giungere alla conclusione che ci voleva una vecchia volpe democristiana per questi <\/span><em style=\"font-size: 16px;line-height: 1.5\">parvenu<\/em><span style=\"font-size: 16px;line-height: 1.5\">.<\/span><br \/>\nDe Mita ha smascherato Renzi. <strong>Credo che &#8220;smascherare&#8221; sia l&#8217;aggettivo pi\u00f9 consono<\/strong> per definire quello che \u00e8 successo ieri sera. Mi aspettavo, conoscendo la cultura, la capacit\u00e0 di analisi e il forbito eloquio demitiano, che lo avrebbe battuto su questo campo. La mia perplessit\u00e0 verteva semmai sul fatto che egli non fosse competitivo sul piano del linguaggio televisivo &#8211; che necessita anche di semplificazione, allusioni, freddure e talvolta irriverenza -. Linguaggio che, va detto, Renzi utilizza con grande maestria.<\/p>\n<div id=\"attachment_230\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Renzi-De-Mita.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-230\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-230\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/10\/Renzi-De-Mita-300x150.jpg\" alt=\"Renzi De Mita Mentana\" width=\"300\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-230\" class=\"wp-caption-text\"><a title=\"speciale referendum \" href=\"http:\/\/www.la7.it\/speciali-mentana\/rivedila7\/speciale-tgla7-speciale-referendum-si-o-no-29-10-2016-196822\">Renzi De Mita Mentana<\/a><\/p><\/div>\n<p>Ad impressionare non \u00e8 certo stata la preparazione o la lucidit\u00e0 di pensiero &#8211; soprattutto se relazionata all&#8217;et\u00e0 anagrafica &#8211; del <em>leader<\/em> democristiano quanto piuttosto la capacit\u00e0 di &#8220;giocare&#8221; sullo stesso terreno dell&#8217;avversario, strappandogli la maschera dell\u2019insolenza e rispondendo a tono con inaspettata freschezza. Un colpo dietro l\u2019altro. Inesorabile.<br \/>\n\u00abHai preso appunti sparsi e vieni a dire cose balorde con la faccia da santarello. E ti pregherei di non interrompermi\u00bb.<br \/>\n\u00abCredo che (Renzi, ndr) sia irrecuperabile perch\u00e9 ha un tale consapevolezza di s\u00e8 che non vede limiti alla sua arroganza\u00bb.<br \/>\n\u00abTu non cambi partito. Per\u00f2 cambi amicizie, che \u00e8 lo stesso. Io sono nato e muoio democratico cristiano. Tu non so cosa sei nato\u00bb.<br \/>\n<strong>\u00abQuando la politica \u00e8 mestiere pu\u00f2 essere breve, quando \u00e8 pensiero deve essere lunga\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Non serve aggiungere altro. E si badi bene, non si tratta di <em>slogan<\/em> vuoti e frasette ad effetto: <strong>questo signore di 88 anni ha riassunto con poche parole &#8220;l&#8217;essenza&#8221; renziana,<\/strong> lo ha smascherato e messo all&#8217;angolo. E non era impresa facile.<br \/>\nSenza indulgere nella leziosit\u00e0 si pu\u00f2 ben \u00a0ritenere che l&#8217;ultima affermazione riportata pu\u00f2 essere considerata un vero e proprio aforisma.<br \/>\nD&#8217;altro canto, senza nessun intento giustificatorio per gli errori commessi o sentimenti inutilmente nostalgici, \u00e8 per\u00f2 desolante che dai primi anni Novanta, gli anni della furia distruttrice di Tangentopoli, ad oggi, non solo non sia cambiato nulla in termini di corruzione, ma che non siano venute fuori persone, a parte forse un paio, \u00a0all&#8217;altezza dei vecchi leader della cosiddetta Prima Repubblica. Al crollo di un&#8217;intera (o quasi) struttura partitica, al suo smantellamento feroce, meticoloso, preciso e senza scampo non ha fatto da contraltare la nascita di una Politica nuova, con la P maiuscola. <strong>Semmai si \u00e8 lasciata la vecchia politica per approdare a un sistema in cui la politica \u00e8 la conquista del potere e non il motivo per cui il potere si conquista.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la competizione per l\u2019interesse generale.<br \/>\nMa talvolta il Re \u00e8 nudo. L&#8217;approssimazione rende arroganti ma \u00e8 facilmente smascherabile, tanto da permettere al mai domo De Mita, sul finire della tenzone, un&#8217; ultima stoccata da mestro:<br \/>\n\u00absi vede che l\u2019ora \u00e8 tarda, ti stanchi presto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una considerazione a margine<\/em>: Mentana si conferma, ma non ve ne era bisogno, uno che la sa lunga ed un grande conoscitore delle cose della politica. E La 7 si scopre essere il vero servizio pubblico italiano.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;line-height: 1.5\">E un doveroso ringraziamento a chi ha coniato sul web la gustosa parafrasi del Canto I dell&#8217;Inferno.<\/span><!--more--><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Nel 1988 Ciriaco De Mita era contemporaneamente segretario del principale partito italiano (la Dc) e presidente del Consiglio. Ventisei anni dopo, in uno studio televisivo su un&#8217;emittente che all&#8217;epoca neanche esisteva, La 7, il potente ex leader democristiano a 88 anni si trova di fronte un giovanotto di 41, Matteo Renzi, che ricopre anch&#8217;egli, oggi, entrambe le cariche. Ma le analogie fra i due si fermano qui. Per il resto non potrebbero appartenere a mondi pi\u00f9 distanti. Da una parte &#8220;un intellettuale della Magna Grecia&#8221; (copyright Giovanni Agnelli) dall&#8217;altra un giovin fiorentino ambizioso e spregiudicato. Per rimanere in tema [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/2016\/10\/29\/e-de-mita-rottamo-renzi-la-volpe-e-finita-in-pellicceria\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1079,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[64],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1079"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=228"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":238,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228\/revisions\/238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}