{"id":341,"date":"2017-04-07T09:55:07","date_gmt":"2017-04-07T07:55:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/?p=341"},"modified":"2017-04-07T11:18:40","modified_gmt":"2017-04-07T09:18:40","slug":"pubblicita-progresso-la-famiglia-perfetta-secondo-coca-cola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/2017\/04\/07\/pubblicita-progresso-la-famiglia-perfetta-secondo-coca-cola\/","title":{"rendered":"Pubblicit\u00e0 Progresso. La famiglia perfetta secondo Coca Cola"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;obiettivo della pubblicit\u00e0 \u00e8 in primis quello di vendere un prodotto ma anche quello di veicolare un&#8217;immagine positiva e vincente di un brand. Secondo <a href=\"http:\/\/http:\/\/www.coca-colaitalia.it\/\"><strong>Coca Cola<\/strong><\/a>, almeno da quello che ci viene proposto nell&#8217; ultimo spot televisivo dal titolo &#8220;Pool boy&#8221; che su <strong><a href=\"http:\/\/https:\/\/m.youtube.com\/watch?v=tKu3tK7KyqU\">YouTube<\/a><\/strong> viaggia gi\u00e0 oltre le 70mila visualizzazioni, l&#8217;immagine positiva e vincente sarebbe quella associata ad una famiglia cos\u00ec composta: <strong>ragazzina adolescente in preda a bollenti spiriti<\/strong> alla vista di un belloccio e prestante addetto alla pulizia della piscina con addominali scolpiti in bella vista, <strong>fratello gay<\/strong> con imbarazzante maglietta rosa (alla faccia degli stereotipi e delle banalizzazioni) che spasima dalla finestra per il medesimo soggetto e, dulcis in fundo, madre abbigliata con improbabile vestitino floreale in stile Lolita che, neanche a dirlo, si fionda anch&#8217;essa alla conquista della &#8220;preda&#8221;. Avendo la meglio, peraltro, visto che \u00e8 lei a porgere al belloccio una rinfrescante bottiglietta di Coca Cola ghiacciata.<\/p>\n<p>Della serie: <strong>la rivincita delle<\/strong> <strong>milf<\/strong>.<br \/>\nNon osiamo immaginare quale sarebbe potuto essere il ruolo del padre, qualora fosse stato presente in questo surreale quadretto familiare. Meglio non sapere, visto l&#8217;andazzo&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_344\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_190140_edit.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-344\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-344\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_190140_edit-300x142.png\" alt=\"Spot Coca Cola\" width=\"300\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_190140_edit-300x142.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_190140_edit.png 1022w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-344\" class=\"wp-caption-text\">Spot Coca Cola<\/p><\/div>\n<p>Orbene, ognuno sceglie di rappresentare il modello di societ\u00e0 e finanche di nucleo familiare che pi\u00f9 ritiene consono alla propria mission, al proprio target e ai propri obiettivi commerciali. Nulla questio.<br \/>\nSi d\u00e0 il caso per\u00f2 che proprio in queste ore un altro colosso, un brand conosciuto a livello internazionale quanto la nota bibita leader nel mercato dei soft drink, vale a dire <a href=\"http:\/\/https:\/\/www.nivea.it\/\"><strong>Nivea<\/strong><\/a>, noto marchio di prodotti per la cura del corpo e della pelle, sia stato costretto<\/p>\n<div id=\"attachment_349\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/nivea1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-349\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-349\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/nivea1-300x300.jpg\" alt=\"Nivea\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-349\" class=\"wp-caption-text\">Nivea<\/p><\/div>\n<p>a ritirare la pubblicit\u00e0 di un deodorante in quanto tacciata di &#8220;<strong>razzismo<\/strong>&#8220;.<br \/>\nE cosa avr\u00e0 mai mostrato, di grazia, per essere accusata di ci\u00f2? Una donna di spalle che indossa un accappatoio bianco e la scritta &#8220;bianco \u00e8 purezza&#8221;.<\/p>\n<p><!--more-->Lo spot, pubblicato sulla pagina <a href=\"http:\/\/https:\/\/m.facebook.com\/NIVEAItalia\/\"><strong>Facebook<\/strong><\/a> del marchio, \u00e8 stato subissato di critiche dagli utenti del social network e l&#8217;azienda non solo ha ritirato e bloccato l\u2019intera campagna pubblicitaria, ma si \u00e8 pure scusata: &#8220;La discriminazione deve essere esclusa in tutte le decisioni e in tutti i settori delle nostre attivit\u00e0. Siamo profondamente dispiaciuti per chiunque possa essersi sentito offeso&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>Arduo davvero\u00a0trovare il nesso fra il concetto di &#8220;razzismo&#8221; e il deodorante. Chiarissimo invece l&#8217;intento, per quanto maldestro e caricaturale, di Coca Cola <strong>di &#8220;sdoganare&#8221; un modello di famiglia alternativo a quella tradizionale, <\/strong>col risultato di ridicolizzare la figura del ragazzino omosessuale e persino quella della madre in &#8220;competizione&#8221; con la figlia adolescente (e col figlio).<\/p>\n<p>Le <strong>femministe<\/strong> non hanno nulla da dire sull&#8217;immagine della donna proposto? E le associazioni che si battono contro le discriminazioni nei confronti degli omosessuali sono orgogliosi dello stereotipo gay\/maglietta rosa shocking? E che dire del bel giovanotto di turno con gli addominali tonici, non \u00e8 forse questa una semplificazione sul tema dell&#8217;uomo oggetto?<strong> Oppure, care le mie femministe, la donna oggetto vi scandalizza mentre l&#8217;uomo oggetto vi attizza?<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_350\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_150926_edit1.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-350\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-350\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_150926_edit1-300x179.png\" alt=\"Pool boy\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_150926_edit1-300x179.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/04\/IMG_20170406_150926_edit1.png 712w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-350\" class=\"wp-caption-text\">Pool boy<\/p><\/div>\n<p>Evidentemente gli indignati a comando in servizio permanente sui social &#8211; che ormai hanno il potere di far chiudere trasmissioni e di far ritirare spot pubblicitari, ma questo \u00e8 un altro discorso &#8211; sono troppo <strong>impegnati a tenere alta la bandiera dell politically correct<\/strong> per pensare a tali quisquiglie. Vuoi mettere quanto sia razzista la purezza di un deodorante? O \u00e8 la parola &#8220;bianco&#8221; a non poter pi\u00f9 essere utilizzata in nessun contesto? Meglio stapparsi una Coca e non pensarci pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo Link lo spot Coca Cola:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/m.youtube.com\/watch?v=tKu3tK7KyqU\">https:\/\/m.youtube.com\/watch?v=tKu3tK7KyqU<\/a><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;obiettivo della pubblicit\u00e0 \u00e8 in primis quello di vendere un prodotto ma anche quello di veicolare un&#8217;immagine positiva e vincente di un brand. 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