{"id":454,"date":"2017-07-25T12:44:28","date_gmt":"2017-07-25T10:44:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/?p=454"},"modified":"2017-07-25T12:44:28","modified_gmt":"2017-07-25T10:44:28","slug":"litalia-che-ce-la-fa-alessandro-squeri-presidente-del-gruppo-giovani-di-federalimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/2017\/07\/25\/litalia-che-ce-la-fa-alessandro-squeri-presidente-del-gruppo-giovani-di-federalimentare\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia che ce la fa &#8211; Alessandro Squeri presidente del Gruppo Giovani di Federalimentare"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Disoccupazione, giovani che non lavorano e non studiano, giovani costretti ad emigrare all&#8217;estero per trovare un impiego dignitoso, &#8220;lavori atipici&#8221; ad alto tasso di precariet\u00e0, sistema pensionistico al collasso.<br \/>\nDi queste notizie purtroppo ogni giorno abbiano ampi resoconti sui giornali.<br \/>\nMa esiste anche un&#8217;Italia che nonostante tutto &#8211; nonostante la burocrazia, un fisco opprimente, una politica spesso non all&#8217;altezza delle sfide dettate da un mercato del lavoro in continua evoluzione &#8211; prova a farcela, prova ad emergere.<br \/>\nE&#8217; vero, gli anni facili sono finiti per tutti, ma arrendersi non \u00e8 mai la soluzione<br \/>\nA partire da oggi questo blog ospiter\u00e0 la testimonianza di un&#8217;Italia che prova a uscire dalla crisi, attraverso il racconto e la testimonianza di chi ogni giorno si impegna, lavora, produce e innova. Con sacrificio, dedizione, coraggio e ottimismo. <strong>Solo cos\u00ec l\u2019Italia potr\u00e0 tornare ad essere un paese per giovani.<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni, infatti, si \u00e8 sentito parlare quasi solo esclusivamente di \u201cNeet\u201d, \u00abNot in education, employment or training\u00bb, ovvero tutti quei giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti n\u00e9 a scuola n\u00e9 all\u2019universit\u00e0, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. I Neet ancora ci sono e ancora sono numerosi, la generazione dei cosiddetti &#8220;millennials&#8221; \u00e8 quella che pi\u00f9 ha pagato il prezzo della crisi ma esistono anche i cosiddetti \u201cEet\u201d, \u201dEmployed-Educated and Trained\u201d. Il Censis di giovani italiani che ce la fanno o, meglio, vogliono farcela, ne conta ben 175.000. Sono ragazzi che si impegnano nei pi\u00f9 svariati campi o discipline, dall\u2019informatica alla ristorazione.<\/p>\n<p><strong>Il Made in Italy in ambito agroalimentare \u00e8 sicuramente un settore chiave<\/strong>, un&#8217;eccellenza da valorizzare e su cui puntare, anche per i giovani.<br \/>\nNe parliamo con <strong>Alessandro Squeri,<\/strong> classe 1983, laurea in General Management alla Bocconi, dopo aver lavorato come consulente strategico per Accenture \u00e8 attualmente direttore commerciale nell\u2019azienda di famiglia <strong>Steriltom<\/strong>, che ha sede a Piacenza ed \u00e8 attiva da quattro generazioni nella produzione di Polpa di Pomodoro 100% italiana per ristoranti e clienti B2B. Da quando \u00e8 entrato in Steriltom si \u00e8 occupato soprattutto di vendite e di export portando l&#8217;azienda ad esportare da 24 a 70 paesi nel mondo. Da ottobre 2016 \u00e8 <strong>Presidente del Gruppo Giovani di <a href=\"http:\/\/http:\/\/www.federalimentare.it\/\">Federalimentare<\/a><\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_456\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Squeri.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-456\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-456\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Squeri.jpg\" alt=\"Alessandro Squeri\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Squeri.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Squeri-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-456\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Squeri<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_455\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/http:\/\/www.federalimentare.it\/new2016\/ChiSiamo\/GIF.asp\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-455\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-455\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Gruppo-Giovani-Federalimentare-21-300x225.jpg\" alt=\"Gruppo Giovani Federalimentare \" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Gruppo-Giovani-Federalimentare-21-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2017\/07\/Gruppo-Giovani-Federalimentare-21-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-455\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/http:\/\/www.federalimentare.it\/new2016\/ChiSiamo\/GIF.asp\">Gruppo Giovani Federalimentare<\/a><\/p><\/div>\n<p><strong>I nostri giovani sono stati definiti bamboccioni, choosy, \u00e8 stato consigliato loro si giocare a calcetto invece di mandare cv. Lei che anche per il suo ruolo ha a che fare con giovani che idea si \u00e8 fatto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Federalimentare ho trovato un gruppo di giovani imprenditori che si sono dovuti confrontare con il mondo del lavoro in un periodo di crisi e la loro reazione non \u00e8 stata quella di demoralizzarsi ma al contrario di rimboccarsi le maniche. E&#8217; un ambiente attivo, di ragazzi che stanno cercando di promuovere ed esportare il made in italy nel mondo, nel settore alimentare &#8211; che ovviamente \u00e8 quello che personalmente conosco meglio &#8211; ma non solo. Stiamo cercando di fare sistema attraverso sinergie sia all&#8217;interno della filiera che fra imprese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Made in Italy ha ancora un importante vantaggio competitivo rispetto ad altre culture, in generale e nel settore alimentare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCerto, vale ancora tanto, soprattutto all&#8217;estero\u00a0perch\u00e9 dietro al Made in Italy c&#8217;\u00e8 una cultura di prodotto che \u00e8 fortissima. Per un&#8217;azienda un prodotto di qualit\u00e0 \u00e8 la priorit\u00e0, il consumatore rispetto al passato e pi\u00f9 attento e fortunatamente la qualit\u00e0 conta sempre di pi\u00f9. Nel settore alimentare la percentuale di spesa del portafoglio sta crescendo proprio perch\u00e9 sta maturando la consapevolezza che noi siamo quello che mangiamo\u00bb<\/p>\n<p><strong>Spesso il consumatore rischia di essere vittima del riduzionismo economicista che identifica con la riduzione dei prezzi dei prodotti il maggior beneficio. Far apprezzare la qualit\u00e0 dei nostri prodotti e cercare di cambiare la mentalit\u00e0 oggi predominante \u00e8 una sfida che anche in Federalimentare vi state prefiggendo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFederalimentare \u00e8 molto attiva nell&#8217;ambito della &#8220;formazione&#8221; del consumatore, soprattutto per proteggerlo da quelle che sono le <em>fake news<\/em> e i falsi miti sull&#8217;alimentare. Il settore alimentare in Italia \u00e8 il pi\u00f9 controllato del mondo e nonostante questo spesso vengono montate polemiche ad arte: penso al a caso dei pomodori cinesi. Ovviamente se esistono aziende che utilizzano un prodotto non italiano spacciandolo per tale e vanno denunciate ma non si pu\u00f2 certo mettere sotto accusa l&#8217;intero settore. Il 99% opera in maniera regolare. Federalimentare punta molto sulla trasparenza, abbiano lanciato un progetto che si chiama &#8220;Apertamente&#8221; per permettere ai consumatori di visitare le aziende per consentire una conoscenza diretta\u00bb.<br \/>\n<strong>E l&#8217;UE fa abbastanza per contrastare fenomeni quali l&#8217;Italian sounding e la contraffazione ma anche per tutlarci rispetto a mercati extraeuropei?<\/strong><br \/>\n\u00abSe non si sviluppa un mercato unico europeo non si va da nessuna parte, oggi il futuro dell&#8217;alimentare si gioca sulla qualit\u00e0 e sull&#8217;<em>export<\/em>. Non possiamo pensare di basarci sul mercato interno. Le istituzioni politiche europee per\u00f2 non ci soddisfano per niente: abbiamo per ogni Paese membro leggi diverse, etichette diverse, terminologie diverse. Faccio un esempio: nel Nord Italia abbiano un sistema di coltivazione che si chiama &#8220;produzione integrata&#8221;, un sistema al top in tutta Europa in termini di sostenibilit\u00e0. In Spagna hanno anche loro una produzione integrata ma con regole assimilate a quelle cinesi, il paradosso \u00e8 che anche loro posso definirla con quel termine perch\u00e9 per l&#8217;UE ogni stato \u00e8 libero di autodefinirsi&#8230; Il consumatore in questo modo pensa che il prodotto spagnolo dia le stesse garanzie in termini di qualit\u00e0 e di pesticidi utilizzati di quello italiano ma invece non \u00e8 cos\u00ec\u00bb<br \/>\n<strong>Internazionalizzazione e delocalizzazione sono oggi condizioni necessarie per le nostre aziende?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon Internazionalizzazione si intende essenzialmente vendita all&#8217;estero e creazione di basi commerciali estere e da questo non si pu\u00f2 prescindere. La delocalizzazione invece \u00e8 pi\u00f9 complessa, soprattutto nel settore alimentare &#8211; ma non solo &#8211; perch\u00e9 il Made in Italy \u00e8 cultura di prodotto e presuppone un <em>know how<\/em> difficilmente replicabile all&#8217;estero. Ci\u00f2 non toglie che in Italia purtroppo la tassazione e e la burocrazia spesso sono un ostacolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Il ruolo delll\u2019istruzione e la scelta dell&#8217;Universit\u00e0 sono aspetti fondamentali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVorrei premettere una constatazione che sembra banale ma non lo \u00e8 affatto: in Italia esiste ancora una grossa fetta di neolaureati che non conoscono o conoscono superficialmente la lingua inglese. Ecco, non si pu\u00f2 pensare oggi di entrare nel mondo del lavoro trascurando questo aspetto. Inoltre i percorsi universitari italiani durano troppo e soprattutto sono troppo teorici, il collegamento con il mondo dell&#8217;impresa \u00e8 del tutto insufficiente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>S\u00ec, per\u00f2 se poi mondo dell&#8217;impresa vuol dire pagamento in voucher e precariet\u00e0 a vita&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPersonalmente nella mia azienda, ma anche in quelle di molti colleghi quando assumiamo una persona lo consideriamo un investimento, un&#8217;assunzione comporta formazione, tempo, un obiettivo a lungo termine. E&#8217; vero che sempre pi\u00f9 le aziende hanno una concezione del lavoro diversa rispetto a cinquant&#8217;anni fa e questo \u00e8 inevitabile, oggi molte attivit\u00e0 sono informatizzate o automatizzate sia nelle fabbriche che negli uffici. Le attivit\u00e0 che restano &#8220;all&#8217;uomo&#8221; sono quelle ad alto valore aggiunto, dove veramente la persona fa la differenza a. Io credo che un giovane capace che ha voglia di fare pu\u00f2 ancora avere un futuro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si parla ormai da un po&#8217; di anni di start up. Lei che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCome Federalimentare Gruppo Giovani stiamo supportando degli incubatori <em>Food<\/em> sia in Italia che all&#8217;estero. Io ci credo molto perch\u00e9 il tasso di innovazione oggi \u00e8 altissimo e non sempre le aziende al loro interno riescono a stare al passo coi tempi per cui la collaborazione con delle realt\u00e0 esterne, giovani, come sono appunto le start up pu\u00f2 facilitare l&#8217;azienda. Questo \u00e8 un po&#8217; il concetto di &#8220;<em>Open innovation<\/em>&#8220;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Disoccupazione, giovani che non lavorano e non studiano, giovani costretti ad emigrare all&#8217;estero per trovare un impiego dignitoso, &#8220;lavori atipici&#8221; ad alto tasso di precariet\u00e0, sistema pensionistico al collasso. Di queste notizie purtroppo ogni giorno abbiano ampi resoconti sui giornali. Ma esiste anche un&#8217;Italia che nonostante tutto &#8211; nonostante la burocrazia, un fisco opprimente, una politica spesso non all&#8217;altezza delle sfide dettate da un mercato del lavoro in continua evoluzione &#8211; prova a farcela, prova ad emergere. 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