{"id":97,"date":"2016-05-24T21:11:25","date_gmt":"2016-05-24T19:11:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/?p=97"},"modified":"2016-05-25T08:52:39","modified_gmt":"2016-05-25T06:52:39","slug":"leffetto-boomerang-dellarroganza-boschi-e-renzi-dovrebbero-prendere-lezioni-di-umilta-prima-ancora-che-di-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/2016\/05\/24\/leffetto-boomerang-dellarroganza-boschi-e-renzi-dovrebbero-prendere-lezioni-di-umilta-prima-ancora-che-di-comunicazione\/","title":{"rendered":"L&#8217;effetto boomerang dell&#8217;arroganza. Boschi e Renzi dovrebbero prendere lezioni di umilt\u00e0, prima ancora che di comunicazione"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/05\/Renzi-e-boschi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-103\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/tecce\/files\/2016\/05\/Renzi-e-boschi-300x131.jpg\" alt=\"Renzi e Boschi\" width=\"300\" height=\"131\" \/><\/a>L&#8217;effetto boomerang dell&#8217;arroganza.<\/strong><br \/>\n<strong>Boschi e Renzi dovrebbero prendere lezioni di umilt\u00e0, prima ancora che di comunicazione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al voto del referendum di ottobre mancano ancora cinque mesi ma la ministra Maria Elena Boschi si \u00e8 portata avanti e nel giro di una manciata di giorni ha fatto gi\u00e0 fatto il pieno di gaffes e considerazioni imbarazzanti. Ma siamo ancora all&#8217;inizio e dopo aver paragonato i sostenitori del NO a Casapound e sentenziato che i partigiani si dividono in veri e falsi &#8211; una sorta di selezione della razza partigiana sulla falsariga della selezione della specie di darwiniana memoria &#8211; chiss\u00e0 quali altre perle ci riserveranno la ministra e il suo mentore Renzi con il prezioso ausilio dello stratega della comunicazione politica Jim Messina.<br \/>\nNon sembra, almeno per il momento, che il piano del super guru statunitense ingaggiato dal premier per gestire la campagna sul referendum costituzionale abbia dato i suoi frutti. Se le brillanti idee sono quelle di sguinzagliare sul territorio militanti forniti di opuscoli informativi stile Testimoni di Geova e l&#8217;uso strumentale dei &#8220;padri&#8221; della sinistra italiana quali Enrico Berlinguer e Pietro Ingrao, forse sarebbe stato meglio rispamiarsi i 100 mila dollari della consulenza.<br \/>\nSulla scelta dei &#8220;testimonial a loro insaputa&#8221;, per nulla entusiaste di veder chiamati in causa i due storici dirigenti del Partito Comunista Italiano, hanno espresso tutto il loro disappunto le rispettive figlie <strong>Bianca Berlinguer e Celeste Ingrao.<\/strong><br \/>\nLa direttrice del TG3, estremamente restia a parlare pubblicamente del padre &#8211; per sua stessa ammissione lo ha fatto solo due volte in oltre 30 anni &#8211; ha scritto una lettera al Corriere della Sera per contestare l&#8217; associazione fatta dall&#8217; Unit\u00e0 tra il monocameralismo del padre e il referendum costituzionale.<br \/>\nAncor pi\u00f9 dura la reazione di Celeste Ingrao: \u00abGira da ieri su Facebook una foto di pap\u00e0 con appiccicato sopra un grosso S\u00ec e il simbolo del Pd, prendendo a pretesto frasi pronunciate in tutt&#8217; altro contesto e avendo in mente tutt&#8217; altra riforma. Non so chi siano gli ultras renziani che hanno avuto questa brillante idea. Mi viene per\u00f2 da dirgli che se, come si usa dire ora, bisogna metterci la faccia, ci mettessero la loro e quella dei loro ispiratori\u00bb.<br \/>\nPer chi come Renzi ha fatto dello storytelling, cio\u00e8 di una narrazione di s\u00e8 in chiave positiva e vincente, la propria cifra stilistica, queste dichiarazioni sono contraccolpi d&#8217;immagine non indifferenti. <strong>Renzi \u00e8 ossessionato dalla sua immagine pubblica e da una comunicazione autoreferenziale, \u00e8 un feticista dei social network, un moderno narciso che si riflette nello schermo di un pc.<\/strong><br \/>\nLa comunicazione renziana si basa sui concetti di unidirezionalit\u00e0 e disintermediazione: attraverso le nuove pratiche di interazione sociale legate alle potenzialit\u00e0 di Internet e dei social network di cui il premier fa largo uso &#8211; ovvero le dirette streaming su facebook #matteorisponde, e l&#8217;uso spasmodico di Twitter &#8211; ha eliminato le forme di mediazione presenti nelle dinamiche tradizionali di comunicazione. Non essendo prevista la figura di un giornalista che pone domande, Renzi crea e distribuisce contenuti propri senza nessun tipo di filtro o di contraddittorio, ha la possibilit\u00e0 di presentare il proprio punto di vista e le proprie iniziative caricandoli di positivit\u00e0 in modalit\u00e0 incontestabile. Non dice nulla di pi\u00f9 che &#8220;ci\u00f2 che appare \u00e8 buono, ci\u00f2 che \u00e8 buono appare&#8221;. <strong>E&#8217; un&#8217;atteggiamento che pretende per principio l\u2019accettazione passiva, che di fatto si ottiene dal comunicare senza replica e con il monopolio di ci\u00f2 che appare.<\/strong><br \/>\nIl virtuale diventa reale e il reale virtuale, un rovesciamento di piani e valori che caratterizza la societ\u00e0 dell&#8217;informazione 2.0; viviamo nell\u2019era dell\u2019informazione, ma non in quella della conoscenza.<br \/>\nSono due elementi ben differenti: oggi possiamo avere accesso a qualsiasi informazione in meno di 0,18 &#8211; secondi tempo medio di ricerca di Google &#8211; ma sono pochi coloro che sono disposti ad andare a fondo, a studiare con attenzione e ad apprendere gradualmente le conoscenze senza fermarsi ad un livello superficiale. Senza dubbio il nostro tempo preferisce la rappresentazione alla realt\u00e0 \u00e8 lo slogan al contenuto.<br \/>\nRenzi sembra conoscere molto bene queste dinamiche, quel che gli sfugge per\u00f2 \u00e8 la fondamentale differenza fra informazione e propaganda.<br \/>\n<strong>Lo scopo degli operatori dell&#8217;informazione, giornalisti in primis, \u00e8 quello di fornire notizie, ma anche quello di saper raccontare al pubblico l&#8217;altra &#8220;versione della storia&#8221; che non sia un&#8217;accettazione passiva di un unico punto di vista veicolato unidirezionalmente.<\/strong><br \/>\nPer questo la totale disintermediazione, cos\u00ec come la presenza di giornalisti totalmente allineati, pu\u00f2 rappresentare un pericolo per la presa di coscienza del cittadino \/ elettore. Per svolgere correttamente la loro funzione sociale di costruzione della coscienza collettiva i mezzi di comunicazione di massa devono garantire un&#8217;informazione completa, varia, critica, attendibile e degna di fiducia.<br \/>\nLa propaganda, al contrario sostituisce le opinioni ai fatti, un unico punto di vista al pluralismo delle idee.<br \/>\nPer fortuna non bastano le dirette facebook in cui il premier &#8220;risponde&#8221; in tempo reale a quesiti posti da utenti precedentemente selezionati dallo staff<span style=\"font-size: large\"><span style=\"line-height: 27px\">,\u00a0<\/span><\/span>non bastano l&#8217;allontanamento dal palinsesto del servizio pubblico di voci non allineate con lo storytelling renziano e i cambi di direzione nei quotidiani ad ottenere che la propaganda si sostituisca all&#8217;informazione.<br \/>\n<strong>Senza contare l&#8217;effetto boomerang dell&#8217;arroganza:<\/strong> tirare in ballo simboli storici della sinistra quali i partigiani, Berlinguer e Ingrao per lanciare la campagna referendaria \u201cBasta un s\u00ec&#8221;, \u00e8 stato un errore di comunicazione davvero grossier che ha creato polemiche e attirato critiche da parte della stessa sinistra.\u00a0<strong>\u00abCome si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e partigiani finti? Chi crede di essere?\u00bb. Queste sono parole di Pier Luigi Bersani,\u00a0non di un esponente dell&#8217;opposizone o di un notista politico particolarmente critico.<\/strong> E in quel &#8220;chi si crede di essere?&#8221; c&#8217; \u00e8 tutta la forza di un&#8217;opinione netta sull&#8217;indole della giovane ministra e del suo mentore.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;effetto boomerang dell&#8217;arroganza. Boschi e Renzi dovrebbero prendere lezioni di umilt\u00e0, prima ancora che di comunicazione &nbsp; Al voto del referendum di ottobre mancano ancora cinque mesi ma la ministra Maria Elena Boschi si \u00e8 portata avanti e nel giro di una manciata di giorni ha fatto gi\u00e0 fatto il pieno di gaffes e considerazioni imbarazzanti. 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