{"id":1449,"date":"2018-11-14T11:32:21","date_gmt":"2018-11-14T10:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=1449"},"modified":"2018-11-14T11:32:21","modified_gmt":"2018-11-14T10:32:21","slug":"i-soldi-all-estero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2018\/11\/14\/i-soldi-all-estero\/","title":{"rendered":"I soldi all&#8217;estero ?"},"content":{"rendered":"<h2><em>Fuga dei capitali (piccoli o grandi) all\u2019estero, dove, come e qualche trucco di Lorenzo Raffo<\/em><\/h2>\n<p><em>E\u2019 l\u2019effetto di una scelta emotiva, che si manifesta all\u2019apice delle fasi di incertezza politica. Attenzione ai rischi che comporta. Una serie di consigli per non sbagliare e pagarne le conseguenze<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 un fenomeno ciclico\u00a0&#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di <a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a> &#8211; che porta gli italiani di tutte le Regioni ma soprattutto del nord a cercare vie di fuga per i propri capitali, specialmente se detenuti in liquidit\u00e0. Si tratta di una tendenza che si ripete ogni \u201ctot\u201d anni quando l\u2019Italia rischia di pi\u00f9. Inutile sottolinearne i motivi: questa volta la spingono i timori per una crisi economica del Paese e per l\u2019adozione di una patrimoniale, in realt\u00e0 da noi poco ipotizzata ma \u201cconsigliata\u201d da nordici, Bce, Troike varie e politici stranieri che odiano il Bel Paese. Sul tema di una tassa sul patrimonio torneremo nelle prossime settimane. Oggi affrontiamo l\u2019argomento della\u00a0fuga di capitali\u00a0facendo il punto sulla situazione.\u00a0Quali pro e quali contro? Soprattutto dove e come?<\/p>\n<p>Portare i capitali all\u2019estero protegge o non protegge?<\/p>\n<p><strong>Non certo dal fisco<\/strong><\/p>\n<p>Lo scambio automatico di informazioni relative al movimento di capitali fra la maggior parte dei Paesi del mondo (tutti quelli occidentali e alcuni ex paradisi fiscali) rende la scelta assolutamente azzardata da parte di chi lo faccia al di fuori dei canali regolamentati<\/p>\n<p><strong>Non da una patrimoniale<\/strong><\/p>\n<p>Colpirebbe indistintamente capitali detenuti in Italia e capitali detenuti all\u2019estero, salvo che si segua il rischiosissimo percorso di una detenzione extra vie ufficiali, ormai complessa, anzi ipercomplessa, data la tracciabilit\u00e0 dei flussi bancari<\/p>\n<p><strong>Non dalle difficolt\u00e0 di gestione<\/strong><\/p>\n<p>Chi cerca alternative all\u2019estero &#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di\u00a0<a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a>\u00a0&#8211; ha in molti casi capitali in nero. Per trasferirli deve utilizzare percorsi paralleli, che costano ed espongono a rischi non marginali. Nelle ultime settimane gli \u201cspalloni\u201d della finanza telematica hanno aumentato i propri costi di intermediazione. Le metodologie applicate sono talvolta raffinate ma comportano incognite da prendere in considerazione. Su questi pericoli non c\u2019\u00e8 una casistica perch\u00e9 si tratta di un mercato fuori controllo. Le banche straniere sono poi diventate molto sospettose rispetto ai capitali che giungano attraverso canali non ufficiali. Si dice che solo alcune minori tedesche e austriache (guarda un po\u2019, proprio quelle dei Paesi pi\u00f9 duri nei nostri confronti!) chiudano talvolta entrambi gli occhi rispetto a certi flussi in arrivo dall\u2019estero<\/p>\n<p><strong>S\u00ec da un prelievo forzoso e soprattutto da eventuali controlli su cassette di sicurezza o quant\u2019altro<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo passando a un\u2019ipotesi estrema, possibile per\u00f2 con l\u2019arrivo di una Troika, che riporterebbe l\u2019Italia a una situazione di Governi non eletti dai cittadini. In questo caso la detenzione di capitali all\u2019estero proteggerebbe, data la quasi impossibilit\u00e0 di obbligare istituti bancari stranieri a esercitare prelievi o altro su posizioni di propri clienti. Le esperienze della Grecia (2015 \u2013 plafond a 1.800 euro per i prelievi di liquidit\u00e0 dai conti correnti, da quest\u2019anno aumentato a 2.500 euro) e di Cipro (2013 \u2013 blocco della libera circolazione dei capitali) sono ferite aperte, che hanno giustamente sollevato timori anche da noi<\/p>\n<p><strong>S\u00ec rispetto a un\u2019uscita dall\u2019area euro<\/strong><\/p>\n<p>Altra situazione estrema, che non viene per\u00f2 esclusa dai risparmiatori pi\u00f9 apprensivi. Corretto per chi lo pensa agire ora<\/p>\n<p><strong>Ni, nel caso di una crisi bancaria<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 un ni, visto che la situazione delle grandi banche straniere \u00e8 meno solida di quanto spesso si creda, come gli stress test dell\u2019Eba hanno confermato proprio negli ultimi giorni. Meglio evitare quindi le \u201cbig\u201d e preferire magari quelle intermedie<\/p>\n<p><strong>Prima sintesi\u00a0\u2013 I s\u00ec e i no alla fin fine si compensano. Sul tema\u00a0fuga dei capitali &#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di\u00a0<a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a>\u00a0&#8211; interviene per\u00f2 una scelta emotiva difficilmente gestibile. Da decenni gli italiani guardano all\u2019estero come a un\u2019ancora dagli occhi del fisco ma da decenni si pentono poi di averlo fatto per i costi elevati, per le difficolt\u00e0 di gestione, per l\u2019obbligo di aderire forzatamente alle varie \u201cvoluntary disclosure\u201d, per le evoluzioni normative nonch\u00e9 delle controparti bancarie straniere e per tanti altri motivi. La\u00a0fuga dei capitali\u00a0appartiene a un pezzo di cervello degli uomini e lo dimostra il fatto che si manifesti in quasi tutti i Paesi del mondo: perfino negli Usa e in Germania, sebbene solo in ottica fiscale. Essendo \u2013 come si diceva \u2013 una scelta emotiva, va gestita con grande freddezza. Spesso si realizza invece sull\u2019onda dei \u201ctam tam\u201d e dell\u2019impulsivit\u00e0. Commettendo clamorosi errori. Lo evidenzia la realt\u00e0 che insorga all\u2019apice delle varie e ripetitive crisi politiche.<\/p>\n<p>E ora passiamo al dove e al come.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Paesi dell\u2019area euro con canali in chiaro (fiduciarie italiane di primo piano) che operano in qualit\u00e0 di sostituti di imposta<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 la scelta pi\u00f9 tranquilla in assoluto, poich\u00e9 protegge da tutti i rischi. Il problema sta nell\u2019identificare le banche pi\u00f9 affidabili: nella fase attuale sono soprattutto quelle olandesi e alcune belghe e francesi. Attenzione alle tedesche e alle austriache. Da valutare con attenzione tutti i costi da sopportare e la barriera linguistica. Non tutte accettano per\u00f2 l\u2019intermediazione di una fiduciaria per questioni di compliance interna.\u00a0<strong>Voto 9<\/p>\n<p>In Paesi dell\u2019area euro in chiaro attraverso la gestione in proprio<\/strong><\/p>\n<p>Si identifica la banca (valgono i consigli di cui sopra) e poi si trasferisce il capitale, ufficializzando il tutto\u00a0&#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di\u00a0<a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0 con la relativa dichiarazione nel quadro RW del modello dei redditi di anno in anno se la consistenza media \u00e8 superiore a certi valori. L\u2019RW assolve anche agli obblighi legati al pagamento di imposte su immobili all\u2019estero (Ivie) e su attivit\u00e0 finanziarie sempre all\u2019estero (Ivafe).\u00a0<strong>Voto 5<\/p>\n<p>In Paesi dell\u2019area euro mediante stratagemmi societari<\/strong><\/p>\n<p>I metodi sono tanti e la casistica molto ampia. Si \u00e8 per\u00f2 soggetti a possibili severi controlli perch\u00e9 ormai gli organi fiscali monitorano (giustamente) questi sotterfugi, da quelli di societ\u00e0 fittizie \u2013 poi fatte fallire \u2013 all\u2019utilizzo per esempio di brevetti. Operazioni complesse che richiedono capitali ingenti e collaboratori fedeli. Da evitare nel modo pi\u00f9 assoluto.\u00a0<strong>Voto 0<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Paesi area euro attraverso le banche digitali<\/strong><\/p>\n<p>Stanno crescendo come funghi. Offrono servizi diversificati a bassi costi e chiedono solo di scaricare le relative app. Propongono per esempio carte di credito monetarie o digitali, bonifici internazionali gratuiti, sottoconti in diverse divise, acquisto di criptovalute e tanto altro ancora. Fidarsi? Se si esportano capitali per il timore di inaffidabilit\u00e0 dell\u2019Italia \u00e8 sconsigliabile consegnarsi a realt\u00e0 ancora poco conosciute e comunque non soggette ad accertamenti di solidit\u00e0 dagli organismi di controllo. Vale comunque sempre l\u2019obbligo &#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di\u00a0<a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a>\u00a0&#8211; di dichiarare poi quanto detenuto sull\u2019RW nella dichiarazione dei redditi. Qualche nome? La tedesca N26, le inglesi Revolut e Monzo oppure varie specialiste attive nel settore del trasferimento di denaro. Sono state create con obiettivi di servizi \u201clow cost\u201d e non si prestano alla gestione di capitali.\u00a0<strong>Voto 3<\/strong><\/p>\n<p><strong>In area euro con la soluzione pi\u00f9 semplice<\/strong><\/p>\n<p>Andate in Austria piuttosto che in Lussemburgo o in Irlanda (a seconda delle vostre preferenze linguistiche), aprite un conto corrente presso una banca molto solida e versate un importo minimo. Tale da non richiedere la dichiarazione in RW. Poi dimenticatevi del tutto fino al giorno in cui il vostro personale indice di rischio vi porter\u00e0 a liquidare le posizioni detenute in Italia e a trasferire parte o tutto nel c\/c estero. Da allora dovrete seguire le vie formali, come sopra indicato. <strong>Voto 10<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Svizzera attraverso intermediari autorizzati<\/strong><\/p>\n<p>Situazione troppo rischiosa &#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di\u00a0<a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a>\u00a0&#8211; per ipotizzare canali in nero. Quindi solo con intermediari autorizzati (fiduciarie bancarie o comunque molto solide). Poi per\u00f2 sorge il problema dei costi. Oneri bancari, cui si aggiungono quelli della fiduciaria e la tassazione elvetica sui proventi, si porteranno via tanto quanto in prospettiva potrebbe mangiarsi una patrimoniale. Certo restano la solidit\u00e0 e soprattutto la risposta all\u2019aspetto emotivit\u00e0 che incide pesantemente sulla fuga dei capitali. <strong>Voto 6<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Svizzera in chiaro attraverso la gestione in proprio<\/strong><\/p>\n<p>In questo caso \u00e8 meglio lasciare le grandi banche e preferire quelle popolari (Post Finance delle Poste \u2013 Bank Coop \u2013 Migros Bank), i cui costi sono nettamente inferiori rispetto agli istituti tradizionali. Pi\u00f9 facile poi la gestione dei conti attraverso l\u2019online. Questi intermediari difficilmente accettano l\u2019utilizzo di fiduciarie e pretendono che il conto sia a nome del cliente. Inevitabile la dichiarazione in RW di quanto detenuto all\u2019estero. <strong>Voto 7<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Svizzera o diversi ex paradisi fiscali attraverso intermediari non ufficiali (spalloni telematici, finte aziende di import\/export o altro)<\/strong><\/p>\n<p>Un suicidio! <strong>Voto 0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dove volete con le polizze intelligenti<\/strong><\/p>\n<p>Trovate un broker assicurativo italiano specializzato in private insurance &#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di\u00a0<a title=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" href=\"http:\/\/www.lombardreport.com\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a>\u00a0&#8211; e fatevi costruire una polizza Ramo 1\/3 di diritto estero (per esempio irlandese o lussemburghese o di altri Paesi) adatta alle vostre esigenze. Utilizzate poi una banca depositaria italiana, che svolge ruolo di sostituto di imposta, e vivrete notti pi\u00f9 tranquille. Il rischio Italia scompare ma non quello di una patrimoniale, sebbene sul tema ci sia molta incertezza. E\u2019 offerta anche la possibilit\u00e0 di strutturare la parte Ramo 3 non solo con prodotti gestiti (fondi) ma anche con obbligazioni, azioni o Etf scelti dal cliente o dal proprio consulente. E\u2019 una strada nuova tutta da seguire, sebbene (naturalmente) molte banche si opporranno alla sua diffusione. <strong>Voto 8<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">Seconda sintesi<\/span>\u00a0\u2013 Soluzioni semplici, trasparenti e soprattutto non costose. Sottostare a oneri rilevanti e a tortuosit\u00e0 burocratiche ha poco senso e lo dimostra l\u2019esperienza degli ultimi dieci anni di frequenti e inutili fughe all\u2019estero. Lugano docet.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fuga dei capitali (piccoli o grandi) all\u2019estero, dove, come e qualche trucco di Lorenzo Raffo E\u2019 l\u2019effetto di una scelta emotiva, che si manifesta all\u2019apice delle fasi di incertezza politica. Attenzione ai rischi che comporta. Una serie di consigli per non sbagliare e pagarne le conseguenze E\u2019 un fenomeno ciclico\u00a0&#8211; scrive Lorenzo Raffo, editorialista di LombardReport.com &#8211; che porta gli italiani di tutte le Regioni ma soprattutto del nord a cercare vie di fuga per i propri capitali, specialmente se detenuti in liquidit\u00e0. Si tratta di una tendenza che si ripete ogni \u201ctot\u201d anni quando l\u2019Italia rischia di pi\u00f9. 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