{"id":1571,"date":"2019-02-04T09:26:03","date_gmt":"2019-02-04T08:26:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=1571"},"modified":"2019-02-04T09:26:03","modified_gmt":"2019-02-04T08:26:03","slug":"neo-liberismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2019\/02\/04\/neo-liberismo\/","title":{"rendered":"Del Neo liberismo e di altre illusioni\u2026 1 di 2"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Passano gli anni, la crisi non passa, la povert\u00e0 aumenta\u00a0&#8211; scrive <strong>Virginio Frigieri<\/strong>, direttore responsabile di <a title=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a> &#8211; la politica, quando non latita, arranca e non si trova un limite al peggio. In Italia non si riesce manco pi\u00f9 a comprare un francobollo in Tabaccheria. L\u2019altro giorno per trovare uno stramaledetto francobollo da un euro e spicci, ho dovuto girare 4 tabaccai. Il primo dice che li ha ordinati ma non glieli hanno ancora consegnati, il secondo li doveva andare a ritirare nel pomeriggio, e dava la colpa alle politiche sbagliate di Poste Italiane, il terzo gestito da cinesi, alla parola francobollo mi ha guardato come un marziano e ha detto che loro non tengono francobolli. Nell&#8217;insegna sotto alla T di Tabacchi c\u2019\u00e8 scritto e Valori Bollati. E\u2019 normale che un tabaccaio non tenga i francobolli? Non lo so ma tant&#8217;\u00e8. Al quarto tabaccaio finalmente ne ho trovato uno da 1,15 euro (\u2026 sono 5 centesimi in pi\u00f9 mi ha detto ma mi sono rimasti solo questi \u2026 alla mia incredulit\u00e0, la moglie del tabaccaio ha rincarato la dose dicendomi che ormai non li tengono pi\u00f9 nemmeno in molti uffici postali!.<\/p>\n<p>Mentre tornavo a casa incaz&#8230;o come un biscia ripensavo a Modena e Mantova (dove ho lavorato per 27 anni). A Modena avevamo i Duca d\u2019Este, a Mantova imperavano i Gonzaga\u2026 gente seria che se rompevi i coglioni\u00a0 ti appendevano al muro nel gabbione di ferro (visibile ancora oggi) e ti lasciavano a seccare come i pomodori in estate e ti tiravano gi\u00f9 quando avevi smesso di respirare.. Gente che batteva moneta propria, mica bruscolini e mica dovevano chiederli alla BCE\u2026 eppure qualcosa non ha funzionato e di compromesso al ribasso, in compromesso al ribasso, daie oggi e daie domani siamo passati dai Duca d\u2019Este e i Gonzaga, ai Giovanardi, ai Tabacci e tutti gli altri \u2026 ma come ca..spiterina \u00e8 successo? Ma se in questo paese non siamo manco pi\u00f9 capaci di far trovare i francobolli dal Tabaccaio, \u00e8 bene che ce ne andiamo tutti quanti affan\u2026. e chi s\u2019\u00e8 visto s\u2019\u00e8 visto!<\/p>\n<p>Chiusa la parentesi francobolli era un po&#8217; di tempo che pensavo di scrivere qualcosa sul neo liberismo &#8211;\u00a0continua\u00a0<strong>Virginio Frigieri<\/strong>, direttore responsabile di <a title=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" target=\"_blank\">LombardReport.com <\/a>&#8211; e tutte le balle che ci hanno propinato in questi decenni; negli anni \u201970 eravamo troppo giovani per riuscire a focalizzare il quadro che si andava delineando, ma nonostante la nostra ingenuit\u00e0 intuivamo gi\u00e0 allora che qualcosa non quadrava\u00a0 e lo spiego nel prologo. Poi qualche tempo fa su Youtube mi sono imbattuto in una lunga intervista all&#8217;economista Marco Bersani che parlava del suo libro <em>\u201c<\/em><em>Dacci oggi il nostro debito quotidiano: strategie dell&#8217;impoverimento di massa\u201d<\/em> uscito nel 2017 e ascoltando con attenzione questa video intervista, ho capito che non c\u2019era bisogno di aggiungere nulla. C\u2019\u00e8 voluto un po&#8217; di tempo a trascriverla, ma mi pare sviluppi in maniera molto articolata quello che \u00e8 successo e che i pi\u00f9 giovani (essendo arrivati dopo) fanno spesso fatica a focalizzare.<\/p>\n<p><strong>Prologo: Anni \u201870<\/strong><\/p>\n<p>Correva la met\u00e0 degli anni \u201970, eravamo giovani e tutto andava bene. Nel nord Italia chi voleva lavorare, in pochissimo tempo trovava, a prescindere da quale titolo di studio avesse conseguito. Pure i pochi che non avevano fatto le scuole medie superiori se volevano lavorare, trovavano col diploma di terza media. Se poi come nel caso mio e di altri ragazzi come me avevi frequentato l\u2019Istituto Tecnico Industriale Provinciale E.Fermi a Modena, non dovevi nemmeno perdere tempo a scrivere curriculum, perch\u00e9 erano le aziende stesse a richiedere il numero di telefono e l\u2019indirizzo in segreteria e ti venivano a cercare a casa o ti telefonano per sapere se avevi fatto il servizio militare se pensavi di fare l\u2019universit\u00e0 o se volevi andare a lavorare da loro \u2026 Una bella differenza rispetto ad oggi!. Erano gli anni dove cominciavano ad imporsi in Italia i prodotti di meccanica ed elettronica Giapponesi\u00a0 (soprattutto moto, macchine fotografiche e apparecchi HI-FI. E il modello giapponese dettava scuola e tutti si riempivano la bocca col \u201cjust in time\u201d da non confondere con un famoso pezzo rock dei Deep Purple che era \u201cChild in time\u201d. Erano gli anni in cui si cominciava a vedere nelle aziende grosse l\u2019introduzione di sistemi di automazione ed efficientizzazione\u00a0 dei processi produttivi. Erano gli anni dei primi computer, ingombranti quanto costosi (i primi PC sarebbero arrivati solo 10 anni dopo a met\u00e0 degli anni \u201980). A Modena &#8211;\u00a0continua\u00a0<strong>Virginio Frigieri<\/strong>, direttore responsabile di <a title=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a> &#8211;\u00a0 c\u2019era la Fiat Trattori e ricordo ancora con emozione i primi bracci meccanici robotizzati per la saldatura di parti metalliche e per la verniciatura dei parafanghi e dei cofani motore. Prima passavi e vedevi degli operai con occhiali e mascherina dentro a questi tunnel che spruzzavano la vernice con pistole a mano mentre dopo tutto andava in automatico. Poco lontano c\u2019era la Panini (si quella delle figurine) dove lavorava il mio amico Marco. Anche lui mi raccontava di nuovi macchinari tedeschi per la stampa e di fustellatrici che sostituivano il lavoro di parecchie persone. Ovunque ti girassi, in quegli anni non c\u2019era settore dell\u2019industria che non fosse in grande fermento di innovazione tecnologica, Accadeva nelle ceramiche di Sassuolo, come nel settore della maglieria di Carpi e\u00a0 nell&#8217;industria tessile in generale,\u00a0 nell&#8217;industria alimentare come nei settori del packaging e nei trasporti. I nostri nonni e i nostri genitori molti dei quali venivano dalla campagna e dall&#8217;agricoltura si chiedevano, se le aziende avessero continuato ad assumere diplomati e laureati, chi avrebbe fatto il loro lavoro poich\u00e9 non sarebbe stato possibile dare a tutti un posto in ufficio dietro a una scrivania. Io e Marco abitavamo a 200 metri di distanza e soprattutto nelle calde notti estive prima di ritirarsi per andare a dormire, ci fermavamo a fumare un paio di sigarette e ad immaginare il nostro futuro dietro l\u2019onda di tutti quei cambiamenti. Fantasticavamo su macchine che avrebbero prodotto altre macchine senza intervento umano e altre cose, ma ogni volta, cos\u00ec come nel Monopoli ad ogni giro si ripassa da Vicolo Corto e Vicolo stretto, noi finivamo sempre nel vicolo cieco! E la domanda a cui non si trovava risposta era sempre la stessa. Se fino ad ieri per costruire una lavatrice servivano supponiamo 5 persone ed oggi con tutta la moderna tecnologia e i giapponesi che spingono (fermate quei gialli!) si riesce a fare la stessa lavatrice con solo tre persone e proseguendo di questo passo magari tra venti o trentanni baster\u00e0 una persona sola che controlla il lavoro di macchine, (virgola) COME FARANNO QUEI QUATTRO POVERACCI CHE NON HANNO PI\u00d9\u2019 IL LAVORO A COMPRARSI LA LAVATRICE???<\/p>\n<p>Subito dopo veniva l\u2019atroce dubbio: si perch\u00e9 la mia generazione (io sono del \u201855) \u00a0non \u00e8 quella che fatto il \u201968 ma quella subito successiva sfiorata dal \u201968. La generazione del \u201968 \u00e8 quella nata dal dopoguerra &#8211;\u00a0ricorda\u00a0<strong>Virginio Frigieri<\/strong>, direttore responsabile di <a title=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" target=\"_blank\">LombardReport.com<\/a> &#8211; fino ai primi anni \u201950 che nel sessantotto aveva tra i 18 e i 25 anni. Anche loro sono stati fortunati come noi pi\u00f9 dei nostri genitori e dei nostri nonni, che hanno conosciuto la guerra, ma loro, a differenza nostra, sono stati giovani con pochi soldi in tasca. Noi siamo stati giovani con buoni posti di lavoro e soldi in tasca sicuramente oltre quello che ci serviva. Quando racconto ai miei nipoti cosa si riusciva a fare con 50-60 mila lire al mese (25-30 euro odierni) (che erano meno di un sesto del mio stipendio da neo diplomato) quando avevo 20-22 anni, faticano a credermi perch\u00e9 oggi neanche con 250-300 euro al mese faresti le stesse cose \u2026<\/p>\n<p>E allora il dubbio che \u00a0ci angosciava era quello di essere \u00a0\u2026 capitati al momento giusto; che noi saremmo stati probabilmente la generazione pi\u00f9 fortunata almeno per i successivi 50-60 anni e che i nostri figli e i nostri nipoti avrebbero dovuto tornare indietro e tornare a vivere come i nostri genitori se non come i nostri nonni.<\/p>\n<p>In 40 anni in cui sono stato informatico non ho mai visto firmare un progetto di sviluppo senza che vi fosse un congruo beneficio in termini di gg.uomo\/anno \u00a0risparmiati.<\/p>\n<p><a style=\"color: #ff0000\" title=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" target=\"_blank\"><strong>LombardReport.com \u00e8 il primo quotidiano di Borsa on line in Italia e ha sempre fatto della indipendenza di pensiero la propria bandiera: leggici gratis per 3 giorni CLICCA QUI &gt;&gt;<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>2017<\/strong><\/p>\n<p>Dacci oggi il nostro debito quotidiano: strategie dell&#8217;impoverimento di massa<\/p>\n<p>E\u2019 il titolo del libro raffigurato sotto che vi consiglio di leggere. Se non fornisce tutte le risposte, quantomeno conferma molti di quelli che in giovent\u00f9 erano i nostri dubbi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1572\" style=\"width: 178px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2019\/02\/debito-quotidiano.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1572\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1572\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2019\/02\/debito-quotidiano-168x300.png\" alt=\"debito quotidiano\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2019\/02\/debito-quotidiano-168x300.png 168w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2019\/02\/debito-quotidiano.png 200w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1572\" class=\"wp-caption-text\">debito quotidiano<\/p><\/div>\n<p>Circa un anno fa l\u2019economista Marco Bersani, in una lunga intervista racconta con parole comprensibili a chiunque, come da quegli anni \u201970 ricchi di speranze e di benessere si sia arrivati alla situazione attuale.<\/p>\n<p>Di seguito, come annunciato sopra, riporto l\u2019intera intervista rilasciata da Marco Bersani a BYOBLU.<\/p>\n<p>D: Marco Bersani fondatore di Attac Italia: fino a pochi anni fa vivevamo nella favola neo liberista ed oggi ci troviamo tra le mani un libro dal titolo dacci oggi il nostro debito quotidiano&#8221; strategia dell&#8217;impoverimento di massa. Cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<p>R: <em>Beh, per spiegare cos&#8217;\u00e8\u00a0successo dovremo partire esattamente da che cos&#8217;\u00e8\u00a0la favola neoliberista e quindi dobbiamo tornare indietro agli anni settanta del secolo scorso. In quegli anni avvengono alcune innovazioni tecnologiche senza precedenti, per esempio nel campo dei\u00a0 trasporti,\u00a0 nel campo della comunicazione,\u00a0 nel campo dell&#8217;informatizzazione e sono\u00a0 innovazioni che modificano radicalmente il modello produttivo; <\/em><\/p>\n<p><em>in particolare separano la produzione economica dai confini nazionali. Fino ad allora l&#8217;economia italiana era quello che si produceva in Italia, l&#8217;economia francese ci\u00f2 che si produceva in Francia etc \u2026 e poi c&#8217;era il commercio estero fra i vari paesi . Queste innovazioni tecnologiche rendono possibile una produzione sganciata dai confini nazionali: per fare un esempio oggi una macchina Fiat \u00e8\u00a0 prodotta in 25 paesi e tra l&#8217;altro, paradossalmente, non \u00e8\u00a0prodotta in Italia!!. Questa enorme possibilit\u00e0\u00a0 creata da queste innovazioni tecnologiche ha permesso l&#8217;avvento della cosiddetta dottrina neo liberale e cio\u00e8 sostanzialmente qualcuno su queste innovazioni tecnologiche reali ha innescato la favola liberista che sostanzialmente suonava cos\u00ec: <\/em><\/p>\n<p><em>bene, grazie a queste innovazioni tecnologiche possiamo\u00a0 trasformare l&#8217;intero pianeta in un unico\u00a0 grande mercato e anzi, se eliminiamo tutti i vincoli sociali e ambientali, tutti\u00a0 i diritti, e permettiamo al mercato di essere l&#8217;unico regolatore sociale, tutto questo produrr\u00e0\u00a0un enorme ricchezza che a cascata, senza eliminare le disuguaglianze sociali, ma a cascata, la ricchezza prodotta sar\u00e0 talmente alta che\u00a0 produrr\u00e0 benessere per tutti.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8\u00a0la favola liberista iniziata negli anni \u201870 che non \u00e9 entrata in crisi oggi, <span style=\"text-decoration: underline\">ma era in crisi gi\u00e0\u00a0nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980<\/span>. Perch\u00e9? Perch\u00e9 di quella favola si \u00e8\u00a0realizzato tutto tranne l&#8217;ultima parte. <\/em><\/p>\n<p><em>Si \u00e8\u00a0effettivamente prodotto un&#8217;enorme quantit\u00e0 di beni e di merci (per esempio la natura se n&#8217;\u00e8\u00a0accorta e la contraddizione ecologica non \u00e8\u00a0mai stata cos\u00ec drammatica come in questi anni) ma non c&#8217;\u00e8\u00a0stata alcuna redistribuzione sociale; anzi il pianeta gi\u00e0 alla fine degli anni \u201980 si \u00e9 trovato diviso drasticamente in due parti: una parte maggioritaria composta da persone talmente impoverite da non poter comprare alcuno dei beni prodotti e una parte minoritaria, quella cui il nostro mondo appartiene (l&#8217;occidente appartiene) che nell&#8217;arco di due decenni aveva sostanzialmente comprato tutto. Perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Perch\u00e9 io posso con miliardi di pubblicit\u00e0 convincere qualsiasi persona che la sua automobile va\u00a0 cambiato ogni due anni ma nessuna persona comprer\u00e0 dieci automobili a testa \u2026 io posso convincere con miliardi di pubblicit\u00e0 che l\u2019l-pad che uno ha in tasca in questo momento, il mese prossimo sar\u00e0 obsoleto perch\u00e9 esce un nuovo modello ma nessuno comprer\u00e0 10 I-pad a testa \u2026 cio\u00e8 c&#8217;\u00e8\u00a0un <strong><span style=\"text-decoration: underline\">limite di saturazione<\/span><\/strong>, raggiunto il quale o io trovo nuovi acquirenti per queste\u00a0 merci,\u00a0 oppure mi\u00a0 trovo in un\u2019 impasse economico. Questo \u00e8\u00a0esattamente l\u2019impasse che questo modello ha riscontrato gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni \u201980. Come\u00a0 si \u00e8\u00a0provato a superare questo impasse? Attraverso lo spalancare le porte alla cosiddetta finanziarizzazione dell&#8217;economia!\u00a0 Cio\u00e8 \u00e8\u00a0come se il modello avesse deciso, non potendo pi\u00f9 fare profitti adeguati vendendo merci, di fare profitti adeguati semplicemente scambiando denaro e quindi si sono aperte le porte la cosiddetta economia virtuale, finanziaria che oggi ha raggiunto dimensioni da follia \u2026 solo un paio di dati perch\u00e9 sia\u00a0 chiaro a tutti. Oggi il commercio estero di beni fra stati \u00e8 pari a <strong>ventimila miliardi di dollari<\/strong>. Commercio estero\u00a0 dei beni fra stati vuol dire che l&#8217;Italia produce penne e le vende alla Francia, la Francia produce agende e le vende all&#8217;Italia: tutto questo insieme sono ventimila miliardi di dollari l&#8217;anno. <strong>Sui mercati finanziari ventimila miliardi di\u00a0 dollari si scambiano in cinque giorni.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Questo vuol dire: <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>da una parte che la dimensione dei mercati finanziari supera di gran lunga i numeri dell\u2019economia reale<\/em><\/li>\n<li><em>e dall&#8217;altra, vuol dire anche che sui mercati finanziari per 360 giorni all&#8217;anno si fanno transazioni finanziarie, cio\u00e8 scommesse su beni, servizi, e asset che non hanno alcun collegamento con l&#8217;economia reale.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0Anche qui per fare un esempio: su cento transazioni finanziarie relative al prezzo del grano, <b>una \u00e8\u00a0fatta da qualcuno che produce distribuisce o commercia il grano<\/b>, le altre 99 sono fatte da fondi di investimento che non sanno nemmeno cos&#8217;\u00e8\u00a0il grano ma tutti i giorni scommettono sul prezzo del grano e lo determinano.<\/em><\/p>\n<p><em>Per dare un&#8217;altra cifra della dimensione dei mercati finanziari potremmo dire che mentre il valore della produzione della ricchezza mondiale cio\u00e8 il PIL del pianeta \u00e9 pari a 75.000 miliardi di dollari l&#8217;anno, nei mercati finanziari senza alcun controllo quindi diciamo nel cosiddetto settore della finanza ombra cio\u00e8\u00a0quella che non passa per le borse transitano dodici volte il valore del PIL mondiale (ndr: 12 ai tempi dell\u2019intervista, oggi si stimano oltre 30 volte). Ad oggi, quindi siamo di fronte a una bolla gigantesca che da una parte ha permesso la prosecuzione di profitti giganteschi per 25\u00a0 anni, ma che porta con s\u00e9 alcuni problemi, per esempio il fatto che le bolle diventano un circolo vizioso. Anche qui per dare una dimensione storica, se per tutto il novecento le crisi finanziarie di un certo livello avevano una\u00a0 periodicit\u00e0 decennale cio\u00e8 c&#8217;era una crisi finanziaria tra virgolette sistemica, ogni dieci anni, negli ultimi vent&#8217;anni\u00a0anni queste crisi finanziarie sistemiche sono diventate prima con una periodicit\u00e0 biennale poi annuale fino al 2007\/2008 in cui \u00e8\u00a0esplosa la crisi economico finanziaria globale nella quale siamo ancora immersi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Allora per poter superare questa diciamo \u201ccostruzione di bolle che preparano bolle successive\u201d almeno una parte dell&#8217;enorme massa di denaro acquisita sui mercati finanziari deve essere reinvestita in qualcosa di reale. Qui per\u00f2 il sistema si trova con lo stesso problema che avevamo negli anni \u201980, perch\u00e9 la parte impoverita del pianeta \u00e8\u00a0stata ancora di pi\u00f9 depredata e non pu\u00f2 pi\u00f9 comprare nulla, mentre la parte che ha una capacit\u00e0 d&#8217;acquisto a cui noi apparteniamo, anche se questa capacit\u00e0\u00a0 di acquisto si \u00e8\u00a0ridotta\u00a0 ha per\u00f2 gi\u00e0 comprato tutti i beni possibili e quindi il modello deve sostanzialmente trovare beni da far acquistare a questa parte di popolazione che prima non acquistava.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Allora quali possono essere questi beni?\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>beh\u00a0 se io comincio a dire che l&#8217;istruzione non \u00e8\u00a0un bene comune ma un bene economico vuol dire che una parte della popolazione smetter\u00e0 di studiare ma chi se lo pu\u00f2 permettere pagher\u00e0 per essere istruito.<\/em><\/p>\n<p><em>Se io comincio a dire che la salute non \u00e8\u00a0un diritto ma\u00a0 \u00e8\u00a0un bene\u00a0 economico vuol dire che una parte della popolazione morir\u00e0 perch\u00e9 si curer\u00e0\u00a0 in ritardo, ma chi se lo pu\u00f2 permettere pagher\u00e0 per aver la salute.<\/em><\/p>\n<p><em>Se io dico che l&#8217;acqua non \u00e8\u00a0un bene comune ma un bene economico ho fatto bingo perch\u00e9 per fare acquistare automobili, I-pad eccetera devo spendere miliardi in pubblicit\u00e0, mentre non ho nessun bisogno di pubblicit\u00e0 per far consumare acqua, visto che le persone sono necessitate a consumare acqua tutti i giorni per sempre, e se quell&#8217;acqua\u00a0 \u00e8\u00a0mia, io ho un mercato garantito.<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa voglio dire con questo? che l&#8217;attacco ai beni comuni ai diritti a tutto quello che finora era considerato sostanzialmente lo stato sociale \u00e8\u00a0necessario a questo modello per poter superare la propria crisi sistemica; questo per esempio significa che non \u00e8\u00a0pi\u00f9 possibile un liberismo temperato come qualcuno in passato aveva creduto. Perch\u00e9? <\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 \u00e8 esattamente la parte di compromesso fra i profitti e i diritti che era sostanziata dallo stato sociale, oggi \u00e8\u00a0esattamente la parte che \u00e8\u00a0sotto\u00a0 attacco. Ovviamente se io devo attaccare i diritti, i beni comuni, la democrazia non\u00a0 posso pi\u00f9 raccontare la favola liberista \u2026<\/em><\/p>\n<p><em>cio\u00e8 devo <strong>trasformare la favola liberista in un incubo in qualcosa che desti paura<\/strong> perch\u00e9 se io andassi da una comunit\u00e0 e\u00a0 dicessi:\u00a0 buongiorno da questo momento\u00a0 noi\u00a0 dobbiamo privatizzare la salute privatizzare l&#8217;istruzione, privatizzare l&#8217;acqua i beni comuni e togliervi i diritti del lavoro e togliere la democrazia siete d&#8217;accordo?? E\u2019\u00a0 chiaro che questa comunit\u00e0\u00a0si esprimerebbe in maniera contraria, ma se io spavento questa comunit\u00e0\u00a0 quindi dico: attenzione siamo vicini al default! attenzione siamo in un&#8217;emergenza,\u00a0 attenzione siamo vicini al burrone, attenzione la crisi \u00e8\u00a0spaventosa, questa comunit\u00e0 continua a non pensarla come vorrebbe il modello dominante ma intanto si spaventa \u2026 si spaventa e comincia a\u00a0 dire che forse bisogna seguire quello che ci stanno dicendo perch\u00e9 la situazione \u00e8\u00a0diventata di emergenza. <strong>La trappola del debito pubblico serve esattamente a questo passaggio. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Io ricordo che Milton Friedman uno dei teorici del modello neo liberista diceva\u00a0 una frase che andrebbe scritta in tutte le scuole di ogni ordine e grado: <span style=\"text-decoration: underline\"><b><span style=\"text-decoration: underline\">\u201cLo Shock serve a far diventare politicamente inevitabile quello che \u00e8\u00a0socialmente inaccettabile\u201d<\/span><\/b><\/span>.\u00a0 Allora la trappola del debito ha esattamente questo scopo!.<\/em><\/p>\n<p><em>Io attraverso l&#8217;enfatizzazione del problema del debito pubblico spavento una comunit\u00e0,\u00a0per esempio l&#8217;Italia, per chiedere la rassegnazione\u00a0 di questa comunit\u00e0\u00a0 alla prosecuzione delle politiche liberiste di privatizzazione di esportazione di beni comuni e della democrazia.\u00a0 E questo \u00e9 esattamente quello che \u00e9\u00a0 avvenuto con la crisi del debito, in particolare in Italia\u00a0 quando nell&#8217;agosto del 2011 l&#8217;unione europea ha mandato la famosa lettera all&#8217;allora governo Berlusconi con i 26 punti di azione che avrebbe dovuto mettere in campo il governo per poter rispondere alla necessit\u00e0\u00a0 di una maggiore stabilit\u00e0 finanziaria:\u00a0 il governo Berlusconi si \u00e8\u00a0rivelato incapace di eseguire questo mandato e questo\u00a0 \u00e8\u00a0 il motivo per cui tutta la seconda parte del semestre, la cena degli italiani \u00e8\u00a0stata disturbata dai telegiornali che ogni momento\u00a0 raccontavano questa famosa parola dello\u201d spread\u201d, cio\u00e8 della differenza fra i tassi d&#8217;interesse pagati dalla Germania sui propri bond cio\u00e8 sulla emissione dei titoli\u00a0 e i tassi\u00a0 di interesse pagati dall\u2019Italia;\u00a0 ci hanno terrorizzato per sei mesi con questa parola finch\u00e9 hanno catapultato Monti al governo del paese, e improvvisamente questa parola \u00e8\u00a0sparita perch\u00e9 da quel momento \u00e8\u00a0arrivato un governo che era in grado di poter rendere operative le politiche di vincolo finanziario dell&#8217;unione europea.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8\u00a0il motivo per cui si \u00e8\u00a0passati dalla narrazione della favola liberista che dice fate fare a noi che ci sar\u00e0 benessere per tutti, all&#8217;incubo liberista che dice attenzione questo modello per stare in piedi deve andare avanti in questa direzione sia che voi siate consapevoli sia che voi siate consenzienti sia che non lo siate. Tanto per capirci se non credete pi\u00f9 che privato \u00e8\u00a0bello sappiate che privato \u00e8\u00a0obbligatorio,\u00a0 ineluttabile e quindi potete non essere pi\u00f9 d&#8217;accordo con noi, ma l&#8217;importante \u00e8\u00a0che accettiate che questa sia la direzione che viene intrapresa in questo senso il modello in questa fase sembra pi\u00f9 feroce perch\u00e9 si esprime direttamente attacca\u00a0 direttamente i diritti ma in realt\u00e0\u00a0un elemento di gigantesca debolezza : se ci pensiamo il modello \u00e8\u00a0pi\u00f9 forte quando ha il consenso delle persone quando invece ottiene solo la rassegnazione delle persone \u00e8\u00a0chiaro che un modello che resiste finch\u00e9 dura la rassegnazione delle persone: il giorno che le persone smettono di rassegnarsi e cominciano a ribellarsi non c&#8217;\u00e8\u00a0pi\u00f9 alcun altro elemento che li tiene legati alla catena d&#8217;altronde le difficolt\u00e0\u00a0 di questo modello si vedono anche per esempio nella comunicazione..<\/em><\/p>\n<p><em>una comunicazione che potremmo dire schizofrenica. Se uno guarda i telegiornali, talk show o diciamo le trasmissioni di opinione, l&#8217;immagine che viene veicolata \u00e8\u00a0quasi sempre quella dell&#8217;uomo indebitato, colpevole del proprio debito perch\u00e9 ha vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00e0,\u00a0perch\u00e9 lavoriamo troppo poco, perch\u00e9 andiamo in pensione troppo presto etc.. c&#8217;\u00e8\u00a0l&#8217;idea dell&#8217;uomo colpevole del suo debito che quindi deve ripagarlo. Poi per\u00f2 c&#8217;\u00e8\u00a0la pausa pubblicitaria e improvvisamente l&#8217;immagine che viene veicolata \u00e8\u00a0quella\u00a0 dell&#8217;uomo innocente nel consumo; dell&#8217;uomo che deve essere immerso nel paradiso delle merci che deve poterle pretendere tutte che ne ha diritto che deve essere orgoglioso di comprare &#8230;\u00a0 termina la\u00a0 pausa pubblicitaria e ritorna l&#8217;immagine dell&#8217;uomo colpevole del debito. E\u2019 chiaro che un modello che instaura una comunicazione cos\u00ec schizofrenica perch\u00e9 da una parte deve colpevolizzare ma dall&#8217;altra ha bisogno delle persone che continuano a comprare e quindi deve stimolare questa idea che il consumo \u00e8\u00a0un diritto, \u00e8 un modello che \u00e8\u00a0in chiara difficolt\u00e0\u00a0e in contraddizione pesante. Quindi diciamo che noi siamo in presenza di un modello che ha inasprito il proprio modo di esprimersi perch\u00e9 ha una maggiore debolezza di prima, perch\u00e9 mentre prima questo modello si fondava su un certo consenso,\u00a0 oggi si fonda semplicemente sul fatto che le persone sono impaurite e spaventate e quindi si comportano, come ogni psicologia di massa ci insegna quando una comunit\u00e0 \u00e8\u00a0impaurita e spaventata. Da una parte si crea una frammentazione sociale quindi un isolamento di ciascuna persona e\u00a0 dall&#8217;altra si crea l&#8217;adesione alla narrazione dominante perch\u00e9 se io mi identificativo con chi \u00e8\u00a0 forte, io penso che in qualche modo posso cavarmela.. questa \u00e8\u00a0la situazione in cui noi siamo adesso ed \u00e8\u00a0legata all&#8217;idea ideologica con cui \u00e8\u00a0stata raccontata questa crisi..<\/em><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0\u00a0 il fatto stesso che viene chiamata crisi senza alcun aggettivo aggiunto al sostantivo ci dice che:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>uno ci stanno raccontando che una crisi di tutti e invece non \u00e8\u00a0vero perch\u00e9 chi faceva profitti prima ha continuato a farne e addirittura ha incrementato i propri profitti quindi non \u00e9 vero che siamo tutti sulla stessa barca .. esistono alcuni settori della societ\u00e0 molto ben limitati che su questa crisi continuano ad arricchirsi ed esiste invece una grande maggioranza sociale che si sta impoverendo<\/em><\/li>\n<li><em>dall&#8217;altra il fatto che io chiamo questo questa situazione crisi e basta \u00e8\u00a0perch\u00e9 voglio trasmettere la transitoriet\u00e0\u00a0 della crisi stessa&#8230; se io dico che un mio amico in crisi significa che il suo equilibrio finora raggiunto \u00e8\u00a0entrato in difficolt\u00e0 che prima o poi trover\u00e0\u00a0un nuovo equilibrio o un disagio conclamato ma la fase intermedia \u00e8 una fase temporanea tant&#8217;\u00e8\u00a0vero che ci raccontano ogni anno che all&#8217;inizio dell&#8217;anno prossimo si intravede la ripresina e siamo dal 2007 che ogni anno ci raccontano che l&#8217;anno successivo sar\u00e0\u00a0quello della ripresa.. in realt\u00e0\u00a0 questa non \u00e8\u00a0una crisi temporanea \u00e8\u00a0una crisi sistemica, cio\u00e8 del sistema e il sistema ha pensato che, per poter superare la propria crisi deve mettere sul mercato tutto quello che prima era fuori mercato. Ai cittadini e alla comunit\u00e0 resta il problema di capire se quella direzione \u00e8\u00a0quella che soddisfa i bisogni e diritti di tutti o se forse \u00e8\u00a0meglio superare questo modello e intraprendere una strada nuova.&#8221;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Fine 1\u00b0 parte di 2<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><a style=\"color: #ff0000\" title=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\" target=\"_blank\"><strong>LombardReport.com \u00e8 il primo quotidiano di Borsa on line in Italia e ha sempre fatto della indipendenza di pensiero la propria bandiera: leggici gratis per 3 giorni CLICCA QUI &gt;&gt;<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Passano gli anni, la crisi non passa, la povert\u00e0 aumenta\u00a0&#8211; scrive Virginio Frigieri, direttore responsabile di LombardReport.com &#8211; la politica, quando non latita, arranca e non si trova un limite al peggio. In Italia non si riesce manco pi\u00f9 a comprare un francobollo in Tabaccheria. L\u2019altro giorno per trovare uno stramaledetto francobollo da un euro e spicci, ho dovuto girare 4 tabaccai. Il primo dice che li ha ordinati ma non glieli hanno ancora consegnati, il secondo li doveva andare a ritirare nel pomeriggio, e dava la colpa alle politiche sbagliate di Poste Italiane, il terzo gestito da cinesi, alla [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2019\/02\/04\/neo-liberismo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1075,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1571"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1075"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1571"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1573,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1571\/revisions\/1573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}