{"id":210,"date":"2016-03-14T23:40:15","date_gmt":"2016-03-14T22:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=210"},"modified":"2016-03-15T09:15:08","modified_gmt":"2016-03-15T08:15:08","slug":"tassi-fed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2016\/03\/14\/tassi-fed\/","title":{"rendered":"I tassi FED non spaventeranno pi\u00f9 i mercati ?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tassi FED<\/strong>: \u00e8 stato sufficiente un piccolo rialzo dei tassi di interesse USA, peraltro ampiamente annunciato con largo anticipo ai mercati, che ben sapevano sarebbe arrivato, a scatenare \u2013 tra la fine del 2015 e l\u2019inizio del 2016 \u2013 l\u2019inferno sulle Borse di mezzo mondo.<\/p>\n<p>Come riportato da Marketwatch.com, quando si tratta del compito difficile di alzare i tassi di interesse alla Federal Reserve piace preparare gli investitori per tempo, piuttosto che sorprenderli con uno strappo inatteso. L\u2019idea \u00e8 che questo modo di procedere possa prevenire reazioni violente a notizie inaspettate, oppure a notizie annunciate non a sufficienza da essere chiaramente recepite da tutti.<\/p>\n<p>Nonostante tutte le precauzioni, la \u201cmanovra\u201d non \u00e8 affatto riuscita a dicembre, quando un rialzo dei tassi FED che ormai era stato praticamente telegrafato a tutto il mondo \u00e8 stato seguito da settimane di estrema volatilit\u00e0 sui mercati.<\/p>\n<p>Recentemente, dunque, come riporta ancora Marketwatch, un gruppo di strateghi dei mercati valutari e dei tassi d\u2019interesse del gruppo Bank of America Merrill Lynch ha suggerito che potrebbe essere giunto il momento di tentare nuovi approcci. Come emerso dallo studio dei dati dei futures sui <strong>tassi FED<\/strong>, la banca centrale americana ha praticamente sempre fornito agli investitori con largo anticipo tutte le informazioni necessarie a formulare aspettative chiare in merito all\u2019intenzione di alzare<strong> i tassi FED<\/strong> stessi.<\/p>\n<p>La Federal Reserve, del resto, che ha sempre manifestato la volont\u00e0 che i mercati fossero sempre pronti a qualsiasi provvedimento, paradossalmente non ha mai alzato i tassi di interesse a meno che il mercato non assegnasse alla manovra almeno una probabilit\u00e0 del 60% di farlo. In sostanza, la FED ha sempre agito in contrasto con i suoi stessi desideri, e cio\u00e8 che ogni incontro venisse visto dagli investitori come potenzialmente &#8220;live&#8221;. Il desiderio, cio\u00e8, sarebbe \u00a0che i mercati potessero abituarsi all\u2019idea che la banca centrale potrebbe effettuare manovre sui tassi FED in occasione di una qualsiasi riunione.<\/p>\n<p>La scelta di agire diversamente, preparando in qualche modo i mercati all\u2019inevitabile, dovrebbe essere \u2013 almeno teoricamente \u2013 efficace per ridurre al minimo la volatilit\u00e0, ma ha il difetto di limitare la capacit\u00e0 della banca centrale di alzare i tassi di interesse, a volte costretta ad aspettare riunioni precedute da conferenze stampa pre-programmate con le quali annunciare il possibile arrivo imminente di importanti decisioni.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un modo per rompere questo ciclo vizioso, secondo alcuni: la banca centrale americana potrebbe mettere da parte l\u2019abitudine passata di pre-avvertire i mercati e sorprendere tutti con un aumento inatteso dei <strong>tassi FED<\/strong> in occasione di una riunione dalla quale gli investitori non si aspettano nulla di rilevante. Sarebbe sufficiente un solo caso come questo, sostiene Mark Cabana, strategist di BAML , a far capire al mercato che tutto pu\u00f2 succedere in qualsiasi momento, e che quindi qualsiasi sessione di incontro d\u2019ora in avanti sar\u00e0 potenzialmente \u201clive\u201d. Sorprendendo il mercato una sola volta, la <strong>FED<\/strong> potrebbe riacquistare almeno un po\u2019 della flessibilit\u00e0 persa per paura di disturbare i mercati finanziari.<\/p>\n<p>Al momento le probabilit\u00e0 di un rialzo dei <strong>tassi FED<\/strong> nei prossimi mesi sono pressoch\u00e9 nulle. Per il prossimo meeting del 15-16 marzo non si attendono manovre di alcun genere; le probabilit\u00e0 di manovre future, del resto, sono solo il 22% per il mese di aprile e il 47% per giugno. Il mercato non sta valutando nuovi aumenti dei <strong>tassi FED<\/strong> con probabilit\u00e0 superiori al 60% fino a settembre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tassi FED: \u00e8 stato sufficiente un piccolo rialzo dei tassi di interesse USA, peraltro ampiamente annunciato con largo anticipo ai mercati, che ben sapevano sarebbe arrivato, a scatenare \u2013 tra la fine del 2015 e l\u2019inizio del 2016 \u2013 l\u2019inferno sulle Borse di mezzo mondo. Come riportato da Marketwatch.com, quando si tratta del compito difficile di alzare i tassi di interesse alla Federal Reserve piace preparare gli investitori per tempo, piuttosto che sorprenderli con uno strappo inatteso. 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