{"id":301,"date":"2016-05-18T17:57:40","date_gmt":"2016-05-18T15:57:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=301"},"modified":"2016-05-18T17:57:40","modified_gmt":"2016-05-18T15:57:40","slug":"trendline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2016\/05\/18\/trendline\/","title":{"rendered":"Trendline: cosa sono e come tirarle"},"content":{"rendered":"<h2>Trendline: un vecchio concetto con un nuovo vestito<\/h2>\n<p>Le trendline sono uno dei primi strumenti di analisi grafica che i neofiti del trading imparano ad usare. Servono a descrivere l\u2019andamento del prezzo, o almeno cos\u00ec ci viene insegnato. Ma il problema \u00e8 che le trendline permettono di descrivere le dinamiche dei prezzi in modo corretto soltanto a posteriori, quando si guardano i grafici sul passato e si cerca di capire perch\u00e9 i prezzi si siano mossi in un certo modo in un certo lasso di tempo.<\/p>\n<h2>Trendline: i limiti dell\u2019approccio tradizionale<\/h2>\n<p>Uno dei principali limiti delle trendline \u201ctradizionali\u201d (perch\u00e9 ho aggiunto questo suffisso vi sar\u00e0 chiaro proseguendo nella lettura) \u00e8 che non sono univoche, nel senso che su uno stesso grafico \u00e8 possibile disegnarne moltissime, a seconda di ci\u00f2 che si vuole vedere e\/o dimostrare. Un esempio molto calzante lo potete vedere nella figura qui sotto, riferita ad un titolo azionario italiano in tempi recenti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_302\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-molte-trendline-su-un-grafico.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-302\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-302\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-molte-trendline-su-un-grafico-300x185.jpg\" alt=\"Trendline: troppe trendline sul grafico\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-molte-trendline-su-un-grafico-300x185.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-molte-trendline-su-un-grafico.jpg 777w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-302\" class=\"wp-caption-text\">Trendline: troppe trendline sul grafico<\/p><\/div>\n<p>Non importa a quale titolo sia riferito il grafico: ci\u00f2 che importa \u00e8 che in un arco temporale di sei mesi \u00e8 possibile tracciare almeno dieci diverse trendline su quel grafico. E il fatto \u00e8 che nessuna di quelle trendline \u00e8 migliore di un\u2019altra in generale: ciascuna di esse descrive bene il movimento di prezzo in un determinato lasso temporale; qualcuna per il breve termine, qualcuna per il medio; qualcuna per il trend rialzista, qualcuna per quello ribassista.<\/p>\n<p>A posteriori \u00e8 facile dire quale trendline avrebbe risposto meglio all\u2019andamento del prezzo: \u00e8 fare analisi di trend a priori che \u00e8 difficile, quando la parte destra del grafico deve ancora compiersi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi preferisce tracciare le trendline sui grafici a linea, perch\u00e9, alcui sostengono, il prezzo di chiusura \u00e8 pi\u00f9 importante dei picchi di minimo e massimo, specialmente se il titolo in oggetto \u00e8 poco liquido e quindi soggetto a frequenti spike in un senso e nell\u2019altro. In effetti non sarebbe sbagliato in simili casi evitare di tracciare trendline che toccano punti di prezzo toccati soltanto da rari scambi di modesta entit\u00e0.<\/p>\n<h2>Trendline: il problema principale \u00e8 come usarle<\/h2>\n<p>Ad ogni modo il problema principale delle trendline tradizionali \u00e8 l\u2019utilizzo che se ne pu\u00f2 fare. I casi sono due: o si cerca di sfruttarle come punti di entrata in accordo con la direzione primaria del trend, oppure si cerca di sfruttarle per identificare possibili punti di breakout, cos\u00ec da poter entrare in quei momenti nei quali si ritiene possibile che il trend stia cambiando direzione.<\/p>\n<p>Se l\u2019utilizzo che si fa delle trendline \u00e8 di tipo trend following, allora ci sono alcune problematiche da affrontare: innanzitutto \u00e8 piuttosto difficile identificare trendline che vengono toccate con precisione svizzera al di l\u00e0 dei due punti che servono a tracciarle; la maggior parte delle volte in cui il prezzo ritorna verso la trendline, infatti, pu\u00f2 riprendere il trend senza toccarla, oppure pu\u00f2 perforarla di poco e poi ritornare sui propri passi. Si osservi la figura seguente, che riporta il grafico giornaliero di un altro titolo azionario italiano in tempi recenti:<\/p>\n<div id=\"attachment_303\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-acquisto-su-trendline.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-303\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-303\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-acquisto-su-trendline-300x208.jpg\" alt=\"Acquisto su trendline\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-acquisto-su-trendline-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-acquisto-su-trendline.jpg 586w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-303\" class=\"wp-caption-text\">Acquisto su trendline<\/p><\/div>\n<p>Applicando al grafico soprastante la logica dell\u2019acquisto sul test della trendline si sarebbe potuto acquistare in uno dei due punti indicati dalle frecce blu. La logica sarebbe stata corretta, in fondo: identifico un trend rialzista mediante una trendline che unisce due minimi crescenti, quindi aspetto che il prezzo torni a testare la trendline e quando lo fa compro sotto l\u2019aspettativa che il prezzo rimbalzer\u00e0; perch\u00e9 \u00e8 questo che fanno le trendline di supporto: spingono di nuovo verso l\u2019alto il prezzo quando vengono testate. Il problema \u00e8 che se si guardasse bene il grafico si scoprirebbe che le trendline (clicca qui per saperne di pi\u00f9 <a title=\"Trendline\" href=\"http:\/\/www.emiliotomasini.it\/trendline\/\">http:\/\/www.emiliotomasini.it\/trendline\/<\/a>\u00a0) in figura non sono state avvicinate come sembra dal prezzo, perch\u00e9 se tracciate in modo da passare esattamente per i primi due punti passerebbero piuttosto lontane dal terzo, in entrambi i casi. Quindi saremmo costretti a definire un criterio di prossimit\u00e0: in sostanza dovremmo concedere al prezzo una certa tolleranza riguardo al suo avvicinamento alla trendline, o anche alla sua perforazione (perch\u00e9 il prezzo potrebbe violare di poco la trendline e poi rimbalzare lo stesso); quanto deve avvicinarsi alla trendline (o perforare la trendline stessa), allora, il prezzo, per poterci spingere ragionevolmente a comprare? Questo concetto complica non poco la lettura del grafico e la codifica del comportamento operativo corretto.<\/p>\n<h2>Trendline: il problema della prossimit\u00e0 non \u00e8 l\u2019unico<\/h2>\n<p>E come se non bastasse i problemi non sono finiti. In effetti una volta entrati in posizione dovremmo avere ben chiari in mente altri due elementi fondamentali di ogni strategia di trading: quale stop loss adottare per una corretta gestione del rischio, e a quale target prendere profitto, per una corretta gestione del rendimento. Potremmo basare queste scelte sulla semplice trendline che abbiamo utilizzato per il setup operativo? Qui il discorso si complica ulteriormente.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa consiste nell\u2019utilizzare le trendline non come punti di possibile ripresa del trend originario, bens\u00ec come possibili punti di svolta, cio\u00e8 di cambiamento della direzione. In questo senso le trendline devono essere utilizzate in modo completamente diverso: se cerco un punto di acquisto devo identificare una trendline discendente, ossia una resistenza, originata da due massimi discendenti, alla cui rottura rialzista posso attendermi un cambio di direzione del prezzo, quindi un segnale che mi dica di acquistare.<\/p>\n<p>Si osservi la figura seguente per capire il meccanismo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_305\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-trendline-di-resistenza.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-305\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-305\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-trendline-di-resistenza-300x183.jpg\" alt=\"trendline di resistenza\" width=\"300\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-trendline-di-resistenza-300x183.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2016\/05\/20160509-trendline-di-resistenza.jpg 642w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-305\" class=\"wp-caption-text\">trendline di resistenza<\/p><\/div>\n<p>La trendline richiede due massimi discendenti per poter essere tracciata. Una volta identificata si attende che il prezzo la violi al rialzo, e quando questo succede si compra.<\/p>\n<h2>Trendline: anche l\u2019acquisto sui breakout presenta alcune problematiche<\/h2>\n<p>Anche questo comportamento a prima vista pu\u00f2 apparire assolutamente corretto, ma reca con s\u00e9 tanti problemi quanti l\u2019altro: dove si mette lo stop loss e dove si prende profitto, per citarne due gi\u00e0 visti in precedenza, ma non solo. Un problema di ben altra portata: siamo sicuri che se fossimo stati l\u00ec davanti in quel periodo avremmo tracciato proprio quella trendline? In fondo in mezzo ai due massimi utilizzati per disegnarla, e tra il secondo massimo e il punto di breakout ci sono stati altri punti di massimo che avrebbero potuto essere uniti a formare altre trendline. E la domanda quindi torna a tuonare: siamo sicuri che avremmo disegnato proprio quella trendline in quel preciso momento? A posteriori \u00e8 facile dirlo, ma in tempo reale \u00e8 molto pi\u00f9 complicato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra domanda interessante: se non avessimo saputo cosa \u00e8 successo dopo, come avremmo gestito lo stress di quelle dodici giornate in cui il breakout non ha prodotto una inversione di trend, quanto piuttosto una fase laterale estenuante?<\/p>\n<p>Sono tutti problemi che devono essere affrontati prima di operare, cos\u00ec da sapere sempre gestire qualsiasi situazione nel miglior modo possibile. Il fatto \u00e8 che le trendline tradizionali non sono tanto semplici da maneggiare, per tutti i problemi discussi in precedenza.<\/p>\n<h2>Trendline: la soluzione esiste<\/h2>\n<p>Ed \u00e8 proprio in questo contesto che si fa strada un modo veramente innovativo di utilizzare le trendline: una tecnica che a dire il vero \u00e8 nata negli anni Ottanta del secolo scorso, ma che in Italia ha cominciato a diffondersi soltanto da pochi anni. Sto parlando delle trendline di Thomas De Mark, il primo trader al mondo ad aver codificato un modo univoco di disegnare e sfruttare le trendline, con indicazioni precise in materia di gestione delle posizioni aperte. Potete trovare la descrizione della tecnica delle trendline di De Mark in questo articolo\u00a0<a title=\"Trendline\" href=\"http:\/\/www.emiliotomasini.it\/trendline\/\">http:\/\/www.emiliotomasini.it\/trendline\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Trendline: un vecchio concetto con un nuovo vestito Le trendline sono uno dei primi strumenti di analisi grafica che i neofiti del trading imparano ad usare. Servono a descrivere l\u2019andamento del prezzo, o almeno cos\u00ec ci viene insegnato. Ma il problema \u00e8 che le trendline permettono di descrivere le dinamiche dei prezzi in modo corretto soltanto a posteriori, quando si guardano i grafici sul passato e si cerca di capire perch\u00e9 i prezzi si siano mossi in un certo modo in un certo lasso di tempo. 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