{"id":426,"date":"2016-11-18T19:02:09","date_gmt":"2016-11-18T18:02:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=426"},"modified":"2016-11-18T19:02:27","modified_gmt":"2016-11-18T18:02:27","slug":"video-1945-la-strage-dei-prigionieri-tedeschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2016\/11\/18\/video-1945-la-strage-dei-prigionieri-tedeschi\/","title":{"rendered":"VIDEO: 1945 la strage dei prigionieri tedeschi &#8230;"},"content":{"rendered":"<p>La vecchia contadina di Castelfranco Emilia, provincia di Modena, indicava convinta un posto lontano dalla casa colonica dove ci trovavamo, un posto vicino ad un fossato e sotto un filare di vite. L\u00e0 la vecchia contadina diceva che era morto un carrista tedesco durante gli ultimi combattimenti dopo lo sfondamento della linea gotica nell&#8217;aprile 1945. Una informazione scarna e apparentemente priva di senso, che a me, allora bambino, lasciava aperti altri interrogativi: se c&#8217;era un carrista morto dove era il carro armato; se c&#8217;era un carrista dove erano gli altri carristi; chi aveva ucciso un carrista ma non gli altri; e via andare.<\/p>\n<p>Con il passare del tempo, parlando con i contadini vicini, la vicenda si color\u00f2 di altri dettagli: il carrista prima di essere ucciso da un partigiano era passato nell&#8217;aia della vecchia contadina e aveva chiesto aiuto, era ferito, sporco di nafta e di fumo, era terrorizzato. Qualcun altro mi disse che piangeva e mostrava la foto della famiglia. Con il passare del tempo altri indizi emersero: il carrista fu colpito da un gruppo di partigiani che lo lasci\u00f2 moribondo sotto il filare e peggio un altro contadino venne a schernirlo morente, al contadino avevano ucciso il figlio i tedeschi e si vendic\u00f2 calciandogli il volto e sputandogli addosso. Infine, solo pochi anni fa appresi che il corpo del tedesco fu recuperato senza scarpe.<\/p>\n<p>E&#8217; da questa vicenda che mi vide coinvolto bambino che nacque la passione per i vinti, per gli sconfitti, di tutti i tipi e senza particolari fini politici o ideologici. In particolare mi venne la curiosit\u00e0 della banalit\u00e0 del male e della banalit\u00e0 del bene, di come insospettabili contadini dell&#8217;Emilia Romagna potessero essersi trasformati in belve contro un ragazzo tedesco senza nome che in quel momento era semplicemente il nemico, il male, il diavolo e non perch\u00e9 avesse fatto qualcosa ma per la uniforme che portava.<\/p>\n<p>Da quell&#8217;esperienza apparentemente insignificante \u00e8 nata questa ricerca durata 20 anni sulla strage di prigionieri tedeschi avvenuta a Sassuolo, provincia di Modena, nell&#8217;aprile 1945. Giorgio Pisan\u00f2, fratello del pi\u00f9 noto Paolo, combattente della RSI, onorevole dell&#8217;MSI e storico della guerra civile, ha realizzato un servizio su questo episodio che recentemente \u00e8 stato postato su youtube e la cui url io qui riproduco per i lettori pi\u00f9 giovani e per i pi\u00f9 vecchi: la sensazione \u00e8 che per la qualit\u00e0 dell&#8217;audio, del colore, per un mio aspetto aihim\u00e9 giovanile ormai anche io faccio parte dei tempi che furono.<\/p>\n<p><iframe width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Pdx6iye7OCI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La vecchia contadina di Castelfranco Emilia, provincia di Modena, indicava convinta un posto lontano dalla casa colonica dove ci trovavamo, un posto vicino ad un fossato e sotto un filare di vite. 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