{"id":5729,"date":"2026-07-15T16:41:57","date_gmt":"2026-07-15T14:41:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=5729"},"modified":"2026-07-15T17:56:17","modified_gmt":"2026-07-15T15:56:17","slug":"wall-street-digerira-anche-questa-il-boom-delle-ipo-sfida-il-mercato-toro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2026\/07\/15\/wall-street-digerira-anche-questa-il-boom-delle-ipo-sfida-il-mercato-toro\/","title":{"rendered":"Wall Street digerir\u00e0 anche questa? Il boom delle IPO sfida il mercato toro"},"content":{"rendered":"<p>A Wall Street c\u2019\u00e8 un indicatore che raramente compare nelle conversazioni da bar, ma che merita attenzione quando comincia a impennarsi:\u00a0<strong>la quantit\u00e0 di nuova carta azionaria che arriva sul mercato<\/strong>. Finch\u00e9 le Borse salgono e la liquidit\u00e0 abbonda, ogni collocamento viene accolto come la conferma che il capitalismo americano gode di ottima salute; quando per\u00f2 le emissioni si moltiplicano, le dimensioni diventano gigantesche e le societ\u00e0 approfittano delle valutazioni elevate per raccogliere denaro, conviene ricordare che gli investitori non dispongono di risorse infinite.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2026\/07\/monthly-announced-IPos-e1784126287919.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-5730\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2026\/07\/monthly-announced-IPos-e1784126287919.png\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"382\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il primo grafico, fonte Bloomberg, mostra un\u2019accelerazione quasi verticale delle IPO annunciate: il controvalore mensile \u00e8 salito verso gli 80 miliardi di dollari, ben oltre i picchi del 2021, l\u2019anno dell\u2019euforia per le societ\u00e0 tecnologiche, le Spac e tutto ci\u00f2 che prometteva di cambiare il mondo prima ancora di produrre un utile.\u00a0<strong>Questa volta il motore \u00e8 l\u2019intelligenza artificiale, con operazioni di dimensioni tali da far sembrare molte vecchie quotazioni poco pi\u00f9 che esercizi di riscaldamento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>LEGGI IN PROVA LOMBARDREPORT: <a href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\">CLICCA QUI<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Wall Street Journal<\/em>\u00a0in un articolo dal titolo \u201cBlockbuster Stock Sales Are Threatening to Overwhelm the Bull Market\u201d ha messo il dito nella piaga osservando che la corsa delle grandi societ\u00e0 a vendere azioni rischia di sottrarre ossigeno al mercato rialzista. Tra le operazioni citate figurano l\u2019IPO record di SpaceX da 75 miliardi di dollari, l\u2019aumento di capitale di Alphabet da 85 miliardi e la vendita di oltre 26 miliardi di ADR di SK Hynix. Secondo i dati Dealogic riportati dal quotidiano americano,\u00a0<strong>nel 2026 sarebbero gi\u00e0 state collocate nuove azioni per 344,7 miliardi di dollari, pi\u00f9 dell\u2019intero ammontare registrato in ciascuno degli ultimi quattro anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un dettaglio tecnico. Ogni nuova emissione chiede al mercato di assorbire titoli, e il denaro impiegato per comprare una matricola o sottoscrivere un aumento di capitale non pu\u00f2 essere utilizzato nello stesso momento per sostenere le azioni gi\u00e0 quotate. Per molti anni Wall Street ha beneficiato del fenomeno opposto: buyback giganteschi, riduzione del numero di azioni in circolazione e domanda artificiale creata dalle stesse societ\u00e0.\u00a0<strong>Ora alcune imprese, soprattutto quelle impegnate nella costosissima corsa alle infrastrutture per l\u2019intelligenza artificiale, stanno passando dalla restituzione di capitale agli azionisti alla raccolta di capitale dagli azionisti<\/strong>. Il giornale americano segnala che gli hyperscaler potrebbero superare mille miliardi di dollari di investimenti nel prossimo anno, mentre i riacquisti di azioni rallentano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>LEGGI IN PROVA LOMBARDREPORT: <a href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\">CLICCA QUI<\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2026\/07\/IPO-volumes-e1784126335398.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-5731\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/files\/2026\/07\/IPO-volumes-e1784126335398.png\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"359\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il secondo grafico, fonte Deutsche Bank Research, aggiunge per\u00f2 una correzione importante. A met\u00e0 giugno il volume reale delle IPO del 2026 era gi\u00e0 vicino ai 150 miliardi di dollari; mantenendo lo stesso passo, l\u2019anno potrebbe avvicinarsi ai massimi storici senza necessariamente superarli. Se lo si rapporta alla capitalizzazione media dell\u2019S&amp;P 500, il peso delle nuove quotazioni rimane invece intorno allo 0,8%. <strong>La carta \u00e8 tanta, dunque, ma il mercato che deve assorbirla \u00e8 diventato enormemente pi\u00f9 grande<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo evita di trasformare il grafico in una profezia di crollo. Un\u2019ondata di IPO pu\u00f2 segnalare fiducia, maturazione di societ\u00e0 private rimaste a lungo fuori dalla Borsa e ritorno alla normalit\u00e0 dopo anni nei quali il mercato delle quotazioni era praticamente congelato. Pu\u00f2 anche indicare che i venditori considerano i prezzi sufficientemente generosi da monetizzare, e qui il sorriso dell\u2019investitore dovrebbe diventare un poco meno largo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>LEGGI IN PROVA LOMBARDREPORT: <a href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/registrazione\/\">CLICCA QUI<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Le fasi finali dei grandi rialzi hanno spesso una caratteristica riconoscibile: chi possiede attivit\u00e0 finanziarie si precipita a venderle proprio quando il pubblico \u00e8 pi\u00f9 disposto a comprarle.\u00a0<strong>Non significa che il massimo debba arrivare domani mattina, ma significa che l\u2019equilibrio tra domanda e offerta sta cambiando<\/strong>. Se agli indici costosi, alla concentrazione su pochi titoli e agli investimenti colossali nell\u2019intelligenza artificiale si aggiunge anche una valanga di nuove azioni, il mercato dovr\u00e0 dimostrare di avere uno stomaco molto pi\u00f9 capiente di quanto suggeriscano le statistiche recenti.<\/p>\n<p>Per ora Wall Street continua a digerire tutto, e finch\u00e9 i prezzi salgono nessuno si lamenta del men\u00f9. Il problema, come sempre, nasce quando arrivano contemporaneamente il conto e il cameriere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A Wall Street c\u2019\u00e8 un indicatore che raramente compare nelle conversazioni da bar, ma che merita attenzione quando comincia a impennarsi:\u00a0la quantit\u00e0 di nuova carta azionaria che arriva sul mercato. Finch\u00e9 le Borse salgono e la liquidit\u00e0 abbonda, ogni collocamento viene accolto come la conferma che il capitalismo americano gode di ottima salute; quando per\u00f2 le emissioni si moltiplicano, le dimensioni diventano gigantesche e le societ\u00e0 approfittano delle valutazioni elevate per raccogliere denaro, conviene ricordare che gli investitori non dispongono di risorse infinite. 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