{"id":667,"date":"2017-11-02T23:13:59","date_gmt":"2017-11-02T22:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/?p=667"},"modified":"2017-11-03T11:11:20","modified_gmt":"2017-11-03T10:11:20","slug":"btp-attenti-alla-pellaccia-salvo-che","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/trading\/2017\/11\/02\/btp-attenti-alla-pellaccia-salvo-che\/","title":{"rendered":"BTP: attenti alla pellaccia &#8230; salvo che &#8230;"},"content":{"rendered":"<p>La situazione \u00e8 molto pi\u00f9 pericolosa di quanto il mondo degli investimenti non metta in evidenza &#8211; <span style=\"color: #000000\">spiega <strong>Lorenzo Raffo<\/strong> su LombardReport.com<\/span> &#8211; anche perch\u00e9 la pervicacia con cui la Bce rifiuta di normalizzare la politica monetaria rischia di aggravare una realt\u00e0 gi\u00e0 molto condizionante per i piccoli e medi risparmiatori. Cosa accade<strong>? Che essere investiti oggi su <span style=\"text-decoration: underline\">Btp e Bund<\/span>, ma non solo, significa una perdita secca in termini di rendimenti reali<\/strong>. Negli ultimi due anni invece la forbice era nettamente minore, poich\u00e9 a yield ridottissimi si contrapponeva un\u2019inflazione a zero.<\/p>\n<p>I numeri sono semplici da spiegare. Il tasso medio in emissione di <span style=\"text-decoration: underline\">Btp e Bund<\/span> \u00e8 molto basso: 0,73% (a fine settembre) per i primi e poco sopra lo zero per i secondi. L\u2019inflazione per\u00f2 sta salendo: quella ufficiale \u00e8 in Italia all\u20191,1% (dato di settembre), ma era gi\u00e0 all\u20191,9% ad aprile, mentre in Germania si assesta all\u20191,6%. <strong>Ci\u00f2 significa che il divario fra il primo dato, cio\u00e8 il tasso medio all\u2019emissione, e quello del costo della vita si allarga comportando una perdita relativamente allo yield depurato appunto della svalutazione<\/strong>. Certo c\u2019\u00e8 chi ha in portafoglio <span style=\"text-decoration: underline\">Btp e Bund<\/span> acquistati a condizioni molto pi\u00f9 favorevoli rispetto alle quotazioni di oggi e ai valori delle nuove proposte del Tesoro, ma il peso sull\u2019insieme di coloro che si trova in tale status si riduce sempre pi\u00f9.<\/p>\n<p>La comitiva \u00e8 vasta\u00a0 &#8211; chiosa<strong> Lorenzo Raffo<\/strong> su LombardReport.com &#8211; sia chiaro! Tutta l\u2019area Ue vive naturalmente questa nuova realt\u00e0, venuta a galla negli ultimi mesi, proprio a causa del rialzo dell\u2019inflazione. Con noi ci sono anche Gran Bretagna, Stati Uniti, Polonia e altri Paesi dell\u2019est Europa, che non hanno adottato l\u2019euro. Ma siccome <span style=\"text-decoration: underline\">Btp e Bund<\/span> risultano quelli pi\u00f9 massicciamente presenti nei patrimoni degli italiani, \u00e8 a loro si deve guardare. <strong>Sulla curva dei rendimenti per superare l\u20191,1% dell\u2019inflazione italiana occorre posizionarsi almeno su un Btp a 7 anni, ma il 10 anni \u00e8 solo di poco sopra, senza tenere conto poi di oneri fiscali e commissioni di intermediazione<\/strong>. Su quella tedesca la situazione \u00e8 ancora peggiore: l\u20191,6% non si ottiene nemmeno con il trentennale!<\/p>\n<p>Il quadro potrebbe addirittura aggravarsi nel 2018, rendendo <span style=\"text-decoration: underline\">Btp e Bund<\/span> ancora meno interessanti, perch\u00e9 il rialzo dei tassi avverr\u00e0 (se avverr\u00e0) nel 2019, mentre l\u2019inflazione non \u00e8 certo destinata a ridursi. E allora che fare? Analisi di <strong><em>Lombard Report <\/em><\/strong>dimostrano che il prossimo anno <strong>solo alcuni Paesi emergenti riusciranno probabilmente a riconoscere yield positivi<\/strong>: in particolare si tratter\u00e0 di Argentina (circa il 9% di saldo attivo), Russia (5,5%), Brasile (5%), Messico (3,5%) e Sud Africa (3%). Attenzione per\u00f2: <strong>la stima si riferisce a titoli di Stato nelle valute locali<\/strong> e non in dollari, questi ultimi i soli presenti sulle piattaforme di casa nostra. Gli altri sono quasi soltanto acquistabili sui mercati \u201cOtc\u201d, mettendo non pochi risparmiatori nella condizione di dover dire \u201cbye bye\u201d.<\/p>\n<p>In sostanza &#8211; conclude <strong>Lorenzo Raffo<\/strong> su LombardReport.com &#8211; oggi investire o restare investiti (salvo situazioni molto favorevoli di prezzi di carico bassi, eredit\u00e0 soprattutto della crisi del debito sovrano del 2011) su <span style=\"text-decoration: underline\">Btp e Bund<\/span> ha davvero poco senso, sebbene i media generalisti \u2013 e perfino quelli finanziari \u2013 non lo dicano. <strong>Solo quando la situazione dei tassi si sar\u00e0 ristabilita i governativi europei potranno tornare d\u2019attualit\u00e0<\/strong>. Ma di tempo ce ne vorr\u00e0 tanto, sempre che nel frattempo non intervenga qualche altra stramaledetta crisi, che n\u00e9 i politici n\u00e9 la Bce sapranno adeguatamente anticipare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Per saperne di pi\u00f9 dei mercati obbligazionari leggi in prova FREE e senza impegno <a title=\"Segnali di Borsa\" href=\"https:\/\/www.lombardreport.com\/\" target=\"_blank\">www.lombardreport.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La situazione \u00e8 molto pi\u00f9 pericolosa di quanto il mondo degli investimenti non metta in evidenza &#8211; spiega Lorenzo Raffo su LombardReport.com &#8211; anche perch\u00e9 la pervicacia con cui la Bce rifiuta di normalizzare la politica monetaria rischia di aggravare una realt\u00e0 gi\u00e0 molto condizionante per i piccoli e medi risparmiatori. Cosa accade? Che essere investiti oggi su Btp e Bund, ma non solo, significa una perdita secca in termini di rendimenti reali. 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