{"id":100,"date":"2017-12-27T14:41:19","date_gmt":"2017-12-27T13:41:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=100"},"modified":"2017-12-27T14:41:19","modified_gmt":"2017-12-27T13:41:19","slug":"morto-stalin-se-ne-fa-un-altro-un-film-da-non-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2017\/12\/27\/morto-stalin-se-ne-fa-un-altro-un-film-da-non-perdere\/","title":{"rendered":"Morto Stalin se ne fa un altro. Un film da non perdere"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/12\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-101\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/12\/images-1-210x300.jpg\" alt=\"images-1\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/12\/images-1-210x300.jpg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/12\/images-1.jpg 420w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il 2 marzo 1953 Stalin, colpito da un ictus, muore nella sua dacia<\/strong>. \u00c8 la fine di un lungo incubo ma anche l\u2019inizio di una serie di congiure sconbinate ed intrighi surreali tra i notabili del potere sovietico, i \u201cprincipi rossi\u201d. Gli uomini di Stalin, il \u201ccompagno supremo\u201d, il \u201csole ingannatore\u201d. La successione si trasform\u00f2 cos\u00ec in una tragicommedia dagli effetti paradossali.<\/p>\n<p>Una vicenda tragica quanto grottesca ricostruita ora in <strong>\u201cMorto Stalin, se ne fa un altro\u201d<\/strong>, splendido film scritto e diretto dal regista italo-americano Armando Iannucci, un genio della satira politica (si veda \u201cThe Thick of It\u201d, \u201cVeep\u201d, \u201cIn The Loop\u201d). La pellicola, in uscita nelle sale italiane il prossimo 4 gennaio, non fa sconti a nessuno perch\u00e8 nessuno \u00e8 buono. Anzi, tutti sono dei cialtroni, dei sanguinari, degli opportunisti. Il peggiore \u00e8 Beria (interpretato da un grande Simon Russell Beale) che subito ruba i dossier segreti del \u201cpadrone\u201d per ricattare i suoi compagni-avversari: il piagnone Malenkov, il carrierista Krusciov, il vile Molotov e compagnia cantante. Tutti hanno molto da far dimenticare e poco di cui vantarsi. Tutti erano complici zelanti del tiranno defunto. Tutti si odiano. Tutti hanno le mani insanguinate. Tutti hanno paura. Tutti ambiscono al potere.<br \/>\nIannuci racconta le trame di questa folla di delinquenti dipingendo con raffinata ironia la \u201czattera della medusa\u201d bolscevica, un rottame su cui regna il terrore, la paranoia, il ricatto, la delazione, la strategia, l\u2019inganno.<\/p>\n<p>A guardarli bene questi super comunisti che pretendevano di lavorare per la felicit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 erano incredibilmente infelici. Ipocondriaci miserabili e paurosi che deportarono nei gulag anche i medici che avrebbero potuto salvarli. Gente da nulla, farabutti <strong>a cui per primo Togliatti<\/strong> \u2014 il \u201cmigliore\u201d, ancor\u2019oggi rimpianto dai sinistrosi nostrani \u2014 baciava riverente la pantofola. Andate al cinema, ne vale la pena\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Il 2 marzo 1953 Stalin, colpito da un ictus, muore nella sua dacia. \u00c8 la fine di un lungo incubo ma anche l\u2019inizio di una serie di congiure sconbinate ed intrighi surreali tra i notabili del potere sovietico, i \u201cprincipi rossi\u201d. Gli uomini di Stalin, il \u201ccompagno supremo\u201d, il \u201csole ingannatore\u201d. La successione si trasform\u00f2 cos\u00ec in una tragicommedia dagli effetti paradossali. 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