{"id":133,"date":"2018-07-30T04:03:40","date_gmt":"2018-07-30T02:03:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=133"},"modified":"2018-07-30T04:04:19","modified_gmt":"2018-07-30T02:04:19","slug":"nord-corea-un-rebus-avvolto-in-un-mistero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2018\/07\/30\/nord-corea-un-rebus-avvolto-in-un-mistero\/","title":{"rendered":"Nord Corea, un rebus avvolto in un mistero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2018\/07\/8880501.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-134\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2018\/07\/8880501-211x300.jpg\" alt=\"8880501\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2018\/07\/8880501-211x300.jpg 211w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2018\/07\/8880501.jpg 249w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La Corea del Nord ha pochissimi estimatori (tra tutti il pirotecnico senatore Razzi&#8230;), molti nemici e rarissimi studiosi. Tra questi spicca per acume, seriet\u00e0 scientifica e ottima scrittura Clemente Ultimo, analista di politica internazionale. Il suo nuovo lavoro (COREA DEL NORD, Passaggio al Bosco edizioni, Firenze 2018, Ppgg. 224, euro 14.00) \u00e8 una preziosa guida per comprendere \u2014 riprendendo la definizione di Churchill sull\u2019Urss \u2014 \u00abun rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma\u00bb, un mondo chiuso e apparentemente insondabile che l\u2019autore ha cercato (con successo) di decifrare.<\/p>\n<p>Per Ultimo le necessarie chiavi interpretative per capire il \u201cPaese eremita\u201d vanno ricercate nella tormentata storia della penisola, pi\u00f9 precisamente nella seconda met\u00e0 del XIX\u00b0 secolo quando la fragile monarchia coreana venne investita e travolta dall\u2019\u201det\u00e0 dell\u2019imperialismo\u201d. Vaso di coccio tra vasi di ferro, la piccola nazione rimase stritolata dal triplice duello tra Cina, Giappone e Russia. Gli eventi bellici vanificarono i tentativi di modernizzazione interna e ridussero sempre pi\u00f9 l\u2019autonomia dei deboli governi di Seul costretti, dopo la guerra russo-giapponese del 1905, ad accettare la satellizzazione del Paese nell\u2019orbita nipponica.<\/p>\n<p>Tokyo fu implacabile: il 22 agosto 1910 l\u2019ultimo sovrano fu costretto ad abdicare e cedere \u201ctutti i diritti di sovranit\u00e0\u201d all\u2019imperatore del Giappone e la Corea divenne una provincia (o meglio una colonia) del &#8220;Tenno&#8221;. Da subito i nuovi padroni s\u2019impegnarono in una pesantissima campagna per sdradicare ogni traccia di identit\u00e0 nazionale \u2014 lingua, tradizioni, religione \u2014 e avviarono una politica di feroce sfruttamento economico. Tutte le risorse agricole e minerarie passarono sotto il controllo dei grandi gruppi giapponesi che imposero condizioni di lavoro sempre pi\u00f9 dure, sempre pi\u00f9 gravose. In questo tetro scenario prese forma un variegato movimento nazionalista frammentato tra riformisti filo occidentali guidati da Syngmar Rhee (esule negli Stati Uniti)\u00a0 e un nocciolo duro di bolscevichi sostenuti dall\u2019Urss. Dalla confinante Manciuria il Partito Comunista di Corea, fondato nel 1925, dalla\u00a0 intraprese modeste azioni di guerriglia contro gli invasori, ma solo nel 1941 Stalin decise di inquadrare i coreani nell\u2019Armata Rossa: tremila combattenti formarono l\u201988\u00b0 reggimento, il loro comandante era Kim Il Sung.<\/p>\n<p>Queste forze formeranno l\u2019ossatura del regime comunista che si installer\u00e0 sopra il 38\u00b0 parallelo dopo il crollo del Sol Levante; protetto dalle truppe sovietiche Kim radic\u00f2 il suo potere nella parte settentrionale del Paese mentre a sud gli americani puntarono su Rhee e le componenti nazionaliste. Nel 1948 la divisione della penisola era una realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il 25 giugno 1950, imbaldanzito dalla vittoria di Mao in Cina e forte dell\u2019appoggio militare e politico di Mosca, il dittatore decise di sferrare un micidiale attacco che travolse le linee sudcoreane. Fu l\u2019inizio della terribile guerra di Corea che si protrasse, tra alterne vicende, sino al 19 luglio 1953. Un bagno di sangue alla fine inutile: l\u2019armistizio fiss\u00f2 nuovamente sul famigerato parallelo la linea di demarcazione tra le due Coree invalidando per sempre i sogni di conquista di Kim.<\/p>\n<p>Come sottolinea Clemente Ultimo, la brusca frenata costrinse il leader a rivedere piani e prospettive. Conscio che i suoi potenti alleati non avrebbero rischiato una guerra mondiale per la Corea, Kim scelse di consolidare il suo potere con una girandola di crudeli purghe interne e la militarizzazione totale del suo feudo. Da qui nel 1956 l\u2019inizio del programma nucleare visto dalla dirigenza nord coreana come una sorta di \u201cassicurazione sul futuro\u201c. Un calcolo folle, ma a suo modo razionale. Sebbene il costossimo investimento abbia dissanguato le stremate casse di Pyongyang, le bombe hanno permesso a Kim Il Sung e ai suoi eredi Kim Jong Il e Kim Jong Un di perpetrare nel tempo un\u2019inedita \u201cmonarchia comunista\u201d e giocare una spericolata partita internazionale con la superpotenza statunitense e gli attori regionali (Sud Corea, Cina, Giappone, Russia).<\/p>\n<p>Ma quanto, al di l\u00e0 della retorica governativa, vi \u00e8 di marxista nella quotidianit\u00e0 del \u201cPaese eremita\u201d? L\u2019autore scorge l\u2019eredit\u00e0 stalinista e maoista nel forsennato (e un po\u2019 ridicolo&#8230;) culto della dinastia, nella onnipresenza del Partito-Stato che tutto vede e controlla, nella disastrosa pianificazione economica, nell\u2019universo concentrazionario in cui langue un numero imprecisato ma importante di oppositori veri o presunti. Ma vi \u00e8 dell\u2019altro: da anni il termine comunismo \u00e8 stato abbandonato in favore dello \u201cJuche\u201d \u2014 un mix di socialismo, xenofobia e confucianesimo\u2014,\u00a0del \u201cSongun\u201d \u2014 una linea ultra militarista \u2014 e, recentemente del \u201cByungjin\u201d \u2014 un timidissimo accenno di riforme economiche \u2014. Anche gli eremiti talvolta si evolvono e scelgono vie misteriose, enigmatiche. Forse sorprendenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Corea del Nord ha pochissimi estimatori (tra tutti il pirotecnico senatore Razzi&#8230;), molti nemici e rarissimi studiosi. Tra questi spicca per acume, seriet\u00e0 scientifica e ottima scrittura Clemente Ultimo, analista di politica internazionale. Il suo nuovo lavoro (COREA DEL NORD, Passaggio al Bosco edizioni, Firenze 2018, Ppgg. 224, euro 14.00) \u00e8 una preziosa guida per comprendere \u2014 riprendendo la definizione di Churchill sull\u2019Urss \u2014 \u00abun rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma\u00bb, un mondo chiuso e apparentemente insondabile che l\u2019autore ha cercato (con successo) di decifrare. 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