{"id":182,"date":"2018-11-05T17:51:42","date_gmt":"2018-11-05T16:51:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=182"},"modified":"2018-11-05T17:51:42","modified_gmt":"2018-11-05T16:51:42","slug":"adieu-macron-la-mesta-caduta-di-un-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2018\/11\/05\/adieu-macron-la-mesta-caduta-di-un-presidente\/","title":{"rendered":"Adieu, Macron! La mesta caduta di un presidente"},"content":{"rendered":"<p>Sorpresa! Solo il 26 per cento dei francesi ha ancora fiducia in Emmanuel Macron. Ancora un piccolo sforzo e il beniamino dei \u201cdem\u201d nostrani, superer\u00e0 i record negativi toccati dall\u2019insopportabile Fran\u00e7ois Hollande, il pi\u00f9 inviso presidente della Quinta repubblica. Un disastro pieno, senza appello.<\/p>\n<p>Ma cosa sta succendo a Parigi? Tante cose e tutte spiacevoli. Da anni il Paese \u00e8 in crisi profonda: il tracollo dello stato sociale \u2014 <em>l\u2019\u00e9tat providence<\/em> \u2014 ha prodotto un massiccio indebitamento pubblico e una pressione fiscale pesantissima (ultimo balzello l\u2019aumento del 15 % del prezzo della benzina e del 23% del diesel).<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9 il fallimento del sistema d\u2019integrazione dei \u201cnuovi francesi\u201d \u2014 con le continue rivolte nelle banlieus e la crescita di un terrorismo diffuso \u2014 ha generato un clima d\u2019insicurezza, di paura. Alla crisi interna si somma poi l&#8217;erosione del peso internazionale della Francia in Europa e nel mondo. Un intreccio di sfide inquietanti a cui politici, burocrati e oligarchi non riescono a dare risposte convincenti, prospettive possibili, strade d\u2019uscita.<\/p>\n<p>Per molti, nel 2017, la presidenza Macron sembrava essere la soluzione o, almeno, un tampone per arginare il disincanto, il malessere, il declino. Illusioni. La vittoria del giovane marito di Brigitte Trogneaux \u2014 perfetto prodotto della tecnocrazia, lo \u201cStato profondo\u201d transalpino \u2014 si \u00e8 rivelata presto un boomerang. In 17 mesi l\u2019ambiziosissimo Macron non ne ha imboccata una: l\u2019economia rimane in panne, nelle citt\u00e0 la violenza dilaga e la protesta di pensionati e lavoratori contre le riforme presidenziali continua a crescere. Intanto il movimento macronista <em>En Marche!<\/em>, il giocattolo del leader, si \u00e8 rivelato un solo cartello elettorale zeppo di dilettanti o di furbetti mentre la squadra di governo annaspa e continua a perdere pezzi importanti.<\/p>\n<p>Il primo tassello \u00e8 caduto la scorsa estate quando il popolare generale Pierre de Villiers, capo di Stato maggiore delle Forze armate e cattolico convinto, stufo dell\u2019arroganza del presidente (e della puzza di massoneria nell\u2019Eliseo) ha sbattuto, tra gli applausi dei suoi ufficiali, fragorosamente la porta. Nei mesi successivi hanno abbandonato la barca governativa il ministro dell\u2019Ambiente Nicolas Hulot, una star mediatica, e quello dello Sport seguiti ad ottobre dal ministro degli Interni, Gerard Collomb, un carico da novanta della politica transalpina. In uscita anche la ministra della Cultura Fran\u00e7oise Nyssen, investita da uno brutto scandalo su abusi edilizi, e il segretario generale dell\u2019Eliseo Alexis Kohler, sotto indagine per traffico d\u2019influenze e cattura illegale d\u2019interessi\u201d. Il rimpasto di governativo di fine ottobre \u2013 con l&#8217;arrivo di una somma di figure incolori \u2014 non ha convinto nemmeno i fans pi\u00f9 sfegatati del presidente.<\/p>\n<p>Le critiche sempre pi\u00f9 aspre per\u00f2 sembrano per\u00f2 scalfire il lunare Emmanuel. Ormai smarritosi in un delirio autoreferenziale, l&#8217;uomo \u00e8 sempre pi\u00f9 insofferente verso oppositori e critici e ogni dove vede nemici del \u201cbene\u201d: i pensionati \u201clamentosi\u201d, gli studenti \u201cingrati\u201d, i sindacati \u201cstupidi\u201d e poi i populisti e\/o razzisti pi\u00f9 o meno camuffati. In <em>Macronie<\/em> non vi \u00e8 posto per i francesi poveri e bianchi e neppure per i poveri (regolari) d\u2019ogni colore.<\/p>\n<p>Da qui le scivolate imbarazzanti. Ecco qualche perla. A giugno, in occasione della <em>Fete de la musique<\/em>, la coppia presidenziale ha voluto posare con il gruppo techno Kiddy Smile. Gli artisti, autodefinitisi \u201cfigli d\u2019immigrati, neri e <em>p\u00e9d\u00e9s<\/em>\u201d, abbracciavano i divertiti coniugi nei loro vestiti da scena. Una <em>pochade<\/em> in stile <em>drag queen<\/em> che pochi hanno apprezzato, ma subito il piccato presidente ha annunciato misure per il controllo della rete e ordinato alla televisione di Stato di \u201ccambiare le mentalit\u00e0 dei francesi, diventando lo specchio delle nostre differenze\u201d. Porte chiuse perci\u00f2 alle voci scomode, Onfray e Zemmour in primis.<\/p>\n<p>Poco dopo \u00e8 scoppiato il caso Benalla, il manesco \u201cassistente\u201d dell\u2019Eliseo. Nonostante fosse stato pizzicato mentre menava \u2014 senza alcuna autorizzazione e incarico \u2014 un manifestante dell\u2019opposizione, il bullo \u00e8 stato subito coperto da Macron in persona. Perch\u00e8? Silenzio di Stato. Ma quando i pettegolezzi sulle frequentazioni presidenziali hanno tracimato il capo supremo della Repubblica ha voluto convocare stampa e collaboratori per tuonare <em>\u201cAlexandre Benalla n\u2019est mon amant\u201d.<\/em> Impossibile immaginare scenette simili con De Gaulle e Mitterrand. Difficile pensarle persino con personaggi minori come Sarkozy o Chirac.<\/p>\n<p>A settembre il capo dello Stato ha visitato le Antille francesi; a Saint Martin si \u00e8 fatto immortalare stretto tra due giovani nerboruti e a torso nudo. Al momento dei flash i compari, ambedue pregiudicati, si sono esibiti in un gesto volgare sotto lo sguardo compiaciuto e molto ambiguo del presidente. Un\u2019immagine devastante. Ma quando Marine Le Pen ha osato giudicare la scenetta come \u201cimperdonabile\u201d, Marl\u00e9ne Schiappa, segretaria di Stato, ha definito la signora del RN \u201cleader di un grande partito razzista, d\u2019estrema destra\u201d. Quindi una reproba da zittire. Peccato che Marine, assorbito il duro colpo delle presidenziali, continui a crescere in ogni sondaggio ed oggi il suo movimento \u00e8 proiettato attorno al 20 per cento, eguagliando cos\u00ec il cartello di Macron<\/p>\n<p>Ultima trovata, le celebrazioni sottotono della vittoria del 1918. Niente sfilata militare ma mesti pellegrinaggi tra i cimiteri di guerra e un meeting nella capitale in cui Macron si proporr\u00e0 come il campione dei \u201cprogressisti\u201d pro Europa contro i populisti&#8230;.<\/p>\n<p>Giorno dopo giorno la <em>Macronie<\/em> sembra ormai il Titanic con in pi\u00f9 a bordo un comandante ubriaco che sbatte allegro tra gli icebergs. La nomenklatura transalpina \u00e8 sempre pi\u00f9 preoccupata e ha iniziato \u2014 basta sfogliare i quotidiani e le riviste \u2014 a distaccarsi da questo imprevedidibile e stravagante <em>proph\u00e8te exalt\u00e8 <\/em>(la definizione di Ivan Rioufol su <em>Le Figaro<\/em>).<em> Adieu<\/em> Emmanuel.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sorpresa! Solo il 26 per cento dei francesi ha ancora fiducia in Emmanuel Macron. Ancora un piccolo sforzo e il beniamino dei \u201cdem\u201d nostrani, superer\u00e0 i record negativi toccati dall\u2019insopportabile Fran\u00e7ois Hollande, il pi\u00f9 inviso presidente della Quinta repubblica. Un disastro pieno, senza appello. Ma cosa sta succendo a Parigi? Tante cose e tutte spiacevoli. Da anni il Paese \u00e8 in crisi profonda: il tracollo dello stato sociale \u2014 l\u2019\u00e9tat providence \u2014 ha prodotto un massiccio indebitamento pubblico e una pressione fiscale pesantissima (ultimo balzello l\u2019aumento del 15 % del prezzo della benzina e del 23% del diesel). Per di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2018\/11\/05\/adieu-macron-la-mesta-caduta-di-un-presidente\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1097,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[14,192061,9561],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/182"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=182"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":183,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/182\/revisions\/183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}