{"id":22,"date":"2017-06-14T00:20:18","date_gmt":"2017-06-13T22:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=22"},"modified":"2017-06-14T00:20:18","modified_gmt":"2017-06-13T22:20:18","slug":"francia-marine-le-pen-sconfitta-ma-non-doma-vuole-un-altro-front","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2017\/06\/14\/francia-marine-le-pen-sconfitta-ma-non-doma-vuole-un-altro-front\/","title":{"rendered":"Francia\/ Marine Le Pen, sconfitta ma non doma, vuole un altro Front"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/06\/XVM64558546-5014-11e7-9aa8-d9123e1e563e.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-23\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/06\/XVM64558546-5014-11e7-9aa8-d9123e1e563e-300x169.jpg\" alt=\"XVM64558546-5014-11e7-9aa8-d9123e1e563e\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/06\/XVM64558546-5014-11e7-9aa8-d9123e1e563e-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2017\/06\/XVM64558546-5014-11e7-9aa8-d9123e1e563e.jpg 805w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo una lunghissima, estenuante corsa Marine Le Pen traccheggia ma non demorde. Rinserrata nel Pas de Calais \u2013 terra di miniere chiuse, fabbriche delocalizzate, ex comunisti delusi \u2014, la signora, forte del 45 per cento ottenuto l\u201911 giugno, si prepara al secondo turno. La speranza \u00e8 d\u2019obbligo, nonostante la botta di domenica scorsa: 538mila voti sotto le legislative del 2012 e quattro milioni in meno delle presidenziali di maggio.<\/p>\n<p>Con lei rimangono in corsa, nelle rispettive circoscrizioni, un pugno di dirigenti \u2014 Alliot, Collard, Phillipot, de L\u00e8pinau \u2014 con l\u2019obiettivo di portare all\u2019Assemblea Nazionale almeno 5 deputati. Pochi, pochissimi rispetto ai quindici-venti previsti. In difficolt\u00e0 anche l\u2019alleato Dupont-Aignan, presidente del movimento sovranista Debout la France. Svanisce cos\u00ec l\u2019ipotesi del gruppo parlamentare \u2014 uno strumento indispensabile per pesare a Palais Bourbon \u2014 e si annunciano (forse) cinque anni sterili nel gruppo misto.<\/p>\n<p>Colpa di un sistema elettorale \u201cinique\u201d, accusano i frontisti. Sicuro. Bisogna considerare l\u2019astensionismo e la stanchezza dei militanti, ammettono. Certo. E poi, come in un mantra consolatorio, il Front ha retto meglio dei socialisti (annientati), dei gollisti (sparigliati), di M\u00e9chelon (spiumato). Tutto vero.<\/p>\n<p>Ma la rottura della gi\u00e0 impetuosa \u201cvague Marine\u201d sugli scogli delle legislative necessita di ulteriori letture. Facciamo un passo indietro e torniamo alla sconfitta, dignitosa ma netta, alle presidenziali. Nonostante il dinamismo di madame Le Pen e dei suoi collaboratori, il \u201cmarinisme\u201d non \u00e8 riuscito a convincere sino in fondo larga parte dei settori centrali della societ\u00e0 francese. Per pi\u00f9 motivi: un programma economico oggettivamente debole, la confusione sull\u2019euro, un profilo socio-culturale (il \u201csovranismo sociale\u201d) ancora incerto se non ambiguo, l\u2019inesperienza governista dei quadri e (perch\u00e8 no?) i veleni di Le Pen senior, il vecchio e astioso menhir licenziato da Marine.<\/p>\n<p>E ancora, la poco brillante perfomance televisiva della candidata nel dibattito con Macron. Un\u2019occasione sprecata. Quella sera la signora rimase spiazzata davanti l\u2019inatteso quanto insidioso avversario e fu incapace di cambiare passo e linguaggi. Risultato: Macron, genuino prodotto del sistema politico-economico della V Repubblica, apparve agli elettori il \u201cnuovo\u201d, l\u2019avvenire, un ologramma vacuo ma efficace da opporre a Marine, rocciosa contestatrice del potere, abbassata a mera proiezione del \u201cvecchio\u201d, del passato.<\/p>\n<p>Non a caso, all\u2019indomani dell\u2019elezione all\u2019Eliseo del rivale, la presidentessa and\u00f2 su Tf1 in prime time per recitare una sorta di mea culpa in cui annunciava l\u2019apertura di una nuova fase per il suo partito e un congresso di rifondazione ad autunno. Un progetto ambizioso ma, forse, tardivo.<\/p>\n<p>Da subito il Front ha iniziato ad agitarsi. All\u2019inizio della campagna elettorale, Marion Mar\u00e9chal Le Pen \u2014 l\u2019unica deputata eletta nel 2012 con i colori del FN, l\u2019icona degli identitari e il terminale dell\u2019invasivo nonno Jean Marie \u2014 annunciava il suo ritiro provvisorio dalla politica per \u201cragioni personali\u201d. Un brutto colpo. Subito dopo Phillipot , vice presidente e primo consigliere di Marine, lanciava \u201cLes patriotes\u201d, una vera e propria corrente, minacciando d\u2019andarsene dal partito se la questione della sovranit\u00e0 economica e monetaria, la controversa tesi del FN, venisse messa in discussione. Per i frontisti \u201cstorici\u201d una provocazione, subito ripresa e rilanciata dal vecchio Le Pen, pi\u00f9 che mai avvelenato con la figlia e il suo braccio destro.<\/p>\n<p>Ma i problemi non sono finiti. Mancano i soldi e senza benzina la macchina non corre. Il ridimensionamento elettorale rischia di pesare sulle vuote casse del movimento a causa della legge transalpina sul finanziamento pubblico dei partiti. Ricordiamo che entro settembre 2019 bisogna restituire i 9 milioni di dollari prestati da una banca russa e \u201cl\u2019emprunt patriotique\u201d \u2014 la colletta patriottica tra i simpatizzanti \u2014 sembra non bastare.<\/p>\n<p>Insomma, tempi difficili per i frontisti. Da domenica prossima, Marine dovr\u00e0 trovare una strada nuova e convincente per il suo popolo (e per la Francia) cercando di valorizzare l\u2019importante patrimonio di consensi e fiducia ricevuti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un compito facile. Tornare indietro non si pu\u00f2 e rilanciare il paleo lepenismo sarebbe una follia. D\u2019altra parte il trumpismo in salsa gallica non convince e il catastrofismo antieuropeista eccita ma, alla fine, spaventa. Charles Maurice de Talleyrand ricordava che in politica sono inutili \u201csentiments et ressentiments\u201d. Aveva ragione. Per affermarsi, per contare, per vincere servono razionalit\u00e0, autorevolezza e freddezza. Programmi di governo su pensieri lunghi. Aspettiamo il prossimo congresso del Front. Sperando in forti novit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo una lunghissima, estenuante corsa Marine Le Pen traccheggia ma non demorde. Rinserrata nel Pas de Calais \u2013 terra di miniere chiuse, fabbriche delocalizzate, ex comunisti delusi \u2014, la signora, forte del 45 per cento ottenuto l\u201911 giugno, si prepara al secondo turno. La speranza \u00e8 d\u2019obbligo, nonostante la botta di domenica scorsa: 538mila voti sotto le legislative del 2012 e quattro milioni in meno delle presidenziali di maggio. Con lei rimangono in corsa, nelle rispettive circoscrizioni, un pugno di dirigenti \u2014 Alliot, Collard, Phillipot, de L\u00e8pinau \u2014 con l\u2019obiettivo di portare all\u2019Assemblea Nazionale almeno 5 deputati. 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