{"id":227,"date":"2019-04-26T17:01:51","date_gmt":"2019-04-26T15:01:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=227"},"modified":"2019-04-26T17:01:51","modified_gmt":"2019-04-26T15:01:51","slug":"usa-rischio-ponti-oltre-47mila-traballano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2019\/04\/26\/usa-rischio-ponti-oltre-47mila-traballano\/","title":{"rendered":"USA: rischio ponti. Oltre 47mila traballano"},"content":{"rendered":"<p>Consoliamoci. Il crollo del ponte Morandi e le centinaia di infrastrutture malate della penisola ci scandalizzano (a ragione) e ci preoccupano (molto) ma anche nel resto dell\u2019Occidente non tutto luccica e splende. Anzi. Negli Usa il 9 aprile l\u2019Artba (American Road &amp; Transportation Builders Association) ha lanciato l\u2019allarme per i ponti americani: su 616.087 opere attive 47mila sono a rischio crollo (il 7,6%) e altre 235mila (il 38%) necessitano di interventi urgenti. La maggior parte delle opere incriminate si trovano su alcune delle vie di trasporto pi\u00f9 trafficate degli Usa come la Route 101, la Interstate 405 e la Interstate 5, soprattutto nello stato della California.<\/p>\n<p>A colpire per\u00f2\u00a0 \u00e8 la decadenza strutturale di alcuni dei ponti pi\u00f9 famosi della Nazione, vere e proprie icone come il ponte di Brooklyn a New York, il Memorial Bridge di Washington D.C., il San Mateo-Hayward Bridge (il pi\u00f9 lungo della California che attraversa la San Francisco Bay), e il Pensacola Bay Bridge della Florida.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image\"><img class=\"wp-image-20902\" src=\"http:\/\/www.destra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/emergenza-ponti-usa.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Dati, numeri, immagini che hanno spaventato l\u2019opinione pubblica e distolto (finalmente) la politica dai suoi giochini. Dopo aver letto il \u201c2019 Bridge Report\u201d Nancy Pelosi, speaker democratica del Congresso americano, ha lanciato subito una sponda al detestato presidente Donald Trump \u2014 gi\u00e0 impegnato in un importante piano di interventi \u2014 alzando l\u2019asticella degli investimenti necessari da 1 a 2 trilioni di dollari.<\/p>\n<p>Una decisione \u201cbipartisan\u201d necessaria poich\u00e8 si tratta di un problema di sicurezza nazionale: ogni giorno 178 milioni di persone attraversano i passaggi a rischio e almeno un ponte autostradale su tre ha bisogno di interventi radicali con un investimento calcolato attorno ai 171 miliardi di dollari. Intanto nel Rhode Island \u2014 il pi\u00f9 piccolo stato degli Usa \u2014 \u00e8 piena emergenza: su un totale di 780 opere presenti, 180 (pari al 23,1%) hanno carenze strutturali dovute all&#8217;invecchiamento e la scarsa manutenzione. Segue il West Virginia, secondo i numeri dell\u2019Arba, il 19,9% dei suoi ponti sarebbero in pericolo, per un ammontare di 1.444 infrastrutture su un totale di 7.269. Buon lavoro Donald\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Consoliamoci. Il crollo del ponte Morandi e le centinaia di infrastrutture malate della penisola ci scandalizzano (a ragione) e ci preoccupano (molto) ma anche nel resto dell\u2019Occidente non tutto luccica e splende. Anzi. Negli Usa il 9 aprile l\u2019Artba (American Road &amp; Transportation Builders Association) ha lanciato l\u2019allarme per i ponti americani: su 616.087 opere attive 47mila sono a rischio crollo (il 7,6%) e altre 235mila (il 38%) necessitano di interventi urgenti. 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