{"id":235,"date":"2019-06-23T14:00:44","date_gmt":"2019-06-23T12:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=235"},"modified":"2019-06-23T14:00:44","modified_gmt":"2019-06-23T12:00:44","slug":"il-gollismo-e-morto-e-gli-orfani-cercano-una-nuova-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2019\/06\/23\/il-gollismo-e-morto-e-gli-orfani-cercano-una-nuova-casa\/","title":{"rendered":"Il gollismo \u00e8 morto e gli orfani cercano una nuova casa"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta il gollismo, il rutilante totem francese eretto da Charles de Gaulle nel immediato dopoguerra sulle macerie della sconfitta del \u201940 e le tante bugie sulla finta vittoria del \u201845. Un capolavoro politico degno di Macchiavelli. Per 70 e pi\u00f9 anni la creatura dell\u2019arcigno quanto geniale fondatore ha troneggiato e ingombrato la scena politica gallica. Con alterne fortune, certo. Nel 1947 la prima presidenza gollista fu soffocata nella culla dai maneggioni della Quarta repubblica, poi la fondazione del Rassemblement du Peuple Fran\u00e7aise e una sofferta \u201ctraversata nel deserto\u201d conclusasi con il trionfale ritorno, nel maggio 1958, del generale all\u2019Eliseo. Fu la Quinta repubblica e la lunga presidenza del vecchio Charles. Una monarchia repubblicana sotto i colori dell\u2019Union pour une Nouvelle R\u00e9pubblique.<\/p>\n<p>Il gollismo storico fu un\u2019esperienza complessa con tante luci \u2014 la \u201cgrandeur\u201d ritrovata, la ripresa economica intrecciata ad una politica sovranista: \u201cuna certa idea della Francia\u201d, con l\u2019uscita dal comando Nato, la creazione di forza nucleare e una distanza marcata da Washington\u2014 e molte ombre \u2014 tra tutte la tragedia d\u2019Algeria e la feroce epurazione dei quadri militari ma anche le trame dei tanti cacicchi \u2014. Poi la crisi del maggio \u201968. Barricate, bottiglie molotov, flics su boulevards. \u201cLe roy Charles\u201d traball\u00f2 ma, saldati i conti con le forze armate (l\u2019incontro-lampo a Baden-Baden con Massu&#8230;), il fidato Malraux port\u00f2 un milione e pi\u00f9 di anticomunisti sugli Champs. Fine della ricreazione gauchiste. Una parentesi. L\u2019anno dopo i baroni gollisti, stufi del loro mercuriale leader, tradirono senza vergogna. Nella notte del 28 aprile 1969, dopo un referendum perso sul filo di lana, de Gaulle diede le dimissioni. 18 mesi dopo, sdegnato e offeso, mor\u00ec dopo nella sua casa di campagna. Non volle funerali di Stato. Non voleva eredi. Aveva ragione.<\/p>\n<p>Eppure il gollismo non scomparve. Si trasform\u00f2. Annaquandosi. Sbiadendo. Via via, con le presidenze di Georges Pompidou e Jacques Chirac si archiviarono i programmi sociali del generale e, soprattutto, la sua idea-forza di un\u2019entit\u00e0 confederale continentale, l\u2019Europa delle Nazioni. Inesorabilmente il neo gollismo, dimentico delle sue radici sovraniste e (parzialmente) anticapitaliste, si alline\u00f2 sempre pi\u00f9 alle tesi liberali, iper europeiste e globaliste. Da qui una girandola di sigle, pi\u00f9 o meno felici: nel 1976 Chirac lanci\u00f2 il Rassemblement pour la R\u00e9pubblique, nel 2002 un\u2019ulteriore svolta conservatrice con la creazione dell\u2019Union pour un Mouvement Populaire e, dopo la disastrosa meteora Sarkozy (oggi sotto processo per corruzione), nel 2015 gli esausti successori s\u2019inventarono Les R\u00e9publicains (LR). Poi la catastrofe delle presidenziali 2017 con il crollo rovinoso di Fillon, il vecchio notabile, l\u2019avvento della \u201cMacronie\u201d e le ultime europee. Il capolinea.<\/p>\n<p>Torniamo all\u2019oggi. Il verdetto delle urne \u00e8 stato impietoso. Persino crudele. L\u2019antica forza maggioritaria \u2014 il \u201cpartito del popolo e della Nazione\u201d \u2014 \u00e8 ridotta all\u20198,48 per cento (1.920.407 voti); intanto Macron ha raccolto il 22,42 (5.076.363 voti) e, soprattutto Marine Le Pen, \u00e8 volata al 23,31 (5.286.939 voti) confermandosi primo partito. Unica, mesta consolazione per le truppe del lunare Laurent Wauquiez, il gi\u00e0 ghigliottinato presidente dei R\u00e8publicans, il tonfo al 6,19 per cento dei rivali socialisti.<\/p>\n<p>Uno tsnunami per i neo o post gollisti, ormai ad una specie in estinzione, ma anche uno choc per l\u2019intera nomenklatura francese che a distanza di settimane \u2014 si scorrano i giornali e le riviste parigine \u2014 non riesce ancora a capacitarsi del radicale cambio di scenario. L\u2019evaporazione di LR lascia infatti spazio ad un nuovo e inatteso bipolarismo Macron-Le Pen, scenario perfetto per ambedue i contendenti. Riprendendo le lezioni di cinismo mitterandiane, per l\u2019attuale inquilino dell\u2019Eliseo la bionda signora \u00e8 il \u201cnemico perfetto\u201d, un\u2019assicurazione (forse) per la sua rielezione a \u201cpresidente a vita\u201d. Il circo mediatico \u00e8 gi\u00e0 pronto per un\u2019ulteriore crociata contro la \u201cpeste bruna\u201d e altre sciocchezze, ma a scanso d\u2019equivoci e rischi il marito di Brigitte ha avviato una potente campagna acquisti sul fronte post gollista con un\u2019imprevista virata \u201clegge e ordine\u201d, Patria, esercito e magari (per i transfughi di Wauquiez) seggi elettorali certi&#8230;.. Una mossa che ha inquietato non poco il segmento sinistroso della compagine macroniana (Didier Guillaume, il ministro dell\u2019Agricoltura, tra tutti) e molto divertito i lepenisti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 i lepenisti. Gli eterni perdenti. I reietti votati dalla Francia profonda ma rifiutati dalle metropoli. Eppure, eppure qualcosa anche qu\u00ec sta cambiando. Non \u00e8 un opinione personale. Su \u201cLe Figaro\u201d, storico foglio conservatore e sempre molto avaro con i nazionalisti, si \u00e8 aperto un aspro dibattito sul destino del LR offrendo (per una volta) voce e presenza al RN. Autorevoli analisti, commentari austeri e rompiscatole assortiti \u2014 cosa inimmaginabile sino allo scorso maggio\u2014 da settimane si scontrano e s\u2019incontrano sull\u2019incontro possibile \u2014 auspicabile per alcuni, pessimo per altri \u2014 tra Marine e gli orfani di de Gaulle. E non si tratta di una discussione accademica. Le elezioni comunali e regionali sono alle porte e mezza Francia dovr\u00e0 scegliere il proprio sindaco, il proprio presidente. A gauche ou a droite? Con il potere o l\u2019opposizione? Con Marine o Emmanuel?<\/p>\n<p>Per la figlia di Jean Marie, il \u201cmenhir\u201c \u2014 a proposito, sembra che i due si siano riconciliati, bene cos\u00ec &#8230; \u2014\u00a0le cose sono semplici, chiare. Nessuna unit\u00e0 a destra: solo la Francia. Destra e sinistra sono residui ideologici del secolo scorso, categorie obsolete, inutili. \u00abFantocci imposti dai globalisti, dai mondialisti\u00bb. Del resto, lo diceva nel 1946 gi\u00e0 de Gaulle. Dunque alcun \u201cinciucio\u201d con i notabili ma \u00abbraccia aperte a tutti i quadri e agli elettori di LR, l\u2019alternativa a Macron \u00e8 possibile\u00bb. E ancora, alle municipali un appello: \u00abvoi avete le vostre specificit\u00e0, noi le nostre. Possiamo ritrovarci e vincere\u00bb. Per l\u2019occasione Marion Le Pen, la terribile nipotina, \u00e8 uscita dal suo silenzio e vede nel funerale dei gollisti un \u201cchance historique\u201d. A conferma del ragionamento l\u2019adesione al partito della Fiamma di due post gollisti di peso: Thierry Mariani, ex ministro di Sarkozy, e il deputato Jean-Paul Garraud. Sono loro i registi del progetto d\u2019annessione frontista: dai territori, dai comuni, dalla periferia. Riprendendo Mao, le campagne contro le citt\u00e0.<\/p>\n<p>Conclusione provvisoria. Sono solo rulli di tamburi, velleit\u00e0? Ancora i soliti miraggi? O vi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 serio e, finalmente, si delinea in Francia una prospettiva vincente per i sovranisti? Vedremo. Per il Franz Giesbert, direttore di \u201cLe Point\u201d \u2014 rivista per nulla simpatizzante con il RN \u2014 Marine Le Pen questa volta ha scosso in profondit\u00e0 la societ\u00e0 francese e \u2014 finalmente libera dal marginalismo ultradestroso \u2014 si \u00e8 affermata come leader credibile, spendibile e \u2014 dato per lui imprevedibile ma non pi\u00f9 scandaloso&#8230; \u2014 perfettamente votabile da tutti i francesi. \u00abDepuis les elections, madame Le Pen est pr\u00e9sidentiable\u00bb. Bonjour.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019era una volta il gollismo, il rutilante totem francese eretto da Charles de Gaulle nel immediato dopoguerra sulle macerie della sconfitta del \u201940 e le tante bugie sulla finta vittoria del \u201845. Un capolavoro politico degno di Macchiavelli. Per 70 e pi\u00f9 anni la creatura dell\u2019arcigno quanto geniale fondatore ha troneggiato e ingombrato la scena politica gallica. Con alterne fortune, certo. Nel 1947 la prima presidenza gollista fu soffocata nella culla dai maneggioni della Quarta repubblica, poi la fondazione del Rassemblement du Peuple Fran\u00e7aise e una sofferta \u201ctraversata nel deserto\u201d conclusasi con il trionfale ritorno, nel maggio 1958, del generale [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2019\/06\/23\/il-gollismo-e-morto-e-gli-orfani-cercano-una-nuova-casa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1097,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[344123,14,379001],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":236,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235\/revisions\/236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}