{"id":258,"date":"2019-12-09T17:48:24","date_gmt":"2019-12-09T16:48:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=258"},"modified":"2019-12-09T17:48:24","modified_gmt":"2019-12-09T16:48:24","slug":"putin-lafricano-il-ritorno-di-mosca-nel-continente-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2019\/12\/09\/putin-lafricano-il-ritorno-di-mosca-nel-continente-nero\/","title":{"rendered":"Putin l&#8217;Africano. Il ritorno di Mosca nel Continente Nero"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso ottobre il Moscow Times ha rivelato che almeno sette contractors russi erano\u00a0 morti in Mozambico dopo essere caduti in una serie d\u2019imboscate effettuate ai miliziani jihadisti di al-Sunnah, una gemmazione africana dello Stato Islamico. La notizia ha acceso i riflettori sia sull\u2019inquietante avanzata della guerriglia fondamentalista sunnita nell\u2019Africa meridionale sia sulla presenza, sino allora discreta, dei \u201csoldati di ventura\u201d di Mosca nel Continente. I 160 uomini presenti nell\u2019antica colonia portoghese a fianco dell\u2019esercito regolare si sommano alle altre unit\u00e0 combattenti attive nella Repubblica Centroafricana, in Sudan e in Cirenaica con le truppe del generale Haftar. Un piccolo esercito di \u201cconsulenti\u201d arruolato sotto le bandiere delle Private Military Company Wagner di Evghenij Prigozhin, meglio noto come \u201clo Chef di Putin\u201d, per la sua vicinanza al presidente e i suoi interessi (anche) nel settore del catering.<\/p>\n<p>Al netto della sulfurosa leggenda che lo circonda, Prigozhin \u00e8 uno dei personaggi chiave della nuova politica africana del Cremlino inaugurata ufficialmente a Soci il 25-26 ottobre scorso con il primo summit Russia-Africa. In quell\u2019occasione, davanti a 43 capi di Stato o di governo, Vladimir Putin ha annunciato il grande ritorno di Mosca sulla scena africana. Un passaggio importante che pone fine al lungo disinteresse dopo la mesta ritirata dal Continente seguita alla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, e un radicale cambio di paradigma. Si ritorna non pi\u00f9 in nome di un\u2019ideologia (fallimentare) o di solidariet\u00e0 terzomondiste (molto pelose&#8230;) ma per investire, costruire e (possibilmente) restare. Come ciliegina sulla torta e gradita sorpresa per gli ospiti, lo zar ha formalizzato la cancellazione di 20 miliardi di dollari in debiti accumulati nell\u2019era comunista.<\/p>\n<p>Uno sforzo ambizioso considerato l\u2019attuale volume di scambi abbastanza modesto (19 miliardi di dollari nel 2018) se confrontato a quello con la Francia (51 miliardi), gli Stati Uniti (61 miliardi) e, soprattutto, con la Cina (ben 204 miliardi), ma Putin, come \u00e8 noto, \u00e8 un decisionista: concludendo il summit ha fissato l\u2019obiettivo a 40 miliardi d\u2019interscambio in cinque anni.<\/p>\n<p>Per recuperare terreno sulla concorrenza la Russia offre ai leaders africani un vasto pacchetto di proposte: infrastrutture, trasporti, istruzione, nuove tecnologie. Il vero punto di forza \u00e8 indubbiamente il nucleare civile: Rosatom, la compagnia di Stato, \u00e8 impegnata sul Nilo nella costruzione della prima centrale egiziana mentre l\u2019Etiopia del giovane premier Abiy Ahmed e il Sudan hanno avviato negoziati.<\/p>\n<p>A Soci si \u00e8 parlato d\u2019affari ma anche di grande politica e, con riservatezza, di armamenti. Un tema delicato: la Russia ha accordi di cooperazione militare con 20 paesi africani ed \u00e8 infatti il primo fornitore di armi dell\u2019area, con il 35 per cento rispetto al 17 cinese e il 9,6 americano. Putin l\u2019ha presa alla larga e, forte del successo siriano, si \u00e8 proposto come leader di una potenza globale, unico antemurale al fondamentalismo islamico: \u00abIl terrorismo, la pirateria, le primavere arabe impediscono lo sviluppo, la Russia sosterr\u00e0 tutti gli sforzi del G5 del Sahel (Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger, Chad) nella battaglia contro il terrore\u00bb. \u00a0Dalla platea applausi e tanti inviti. Il presidente del Mali Ibraihim Boubacar Keita ha chiesto subito \u00abun appoggio, che sar\u00e0 certamente pi\u00f9 pertinente ed efficace\u00bb di quello fornito sino ad oggi dall\u2019Europa e il ciadiano Idriss D\u00e8by, uomo forte della regione,\u00a0 ha rincarato \u00abil vostro sostegno \u00e8 essenziale per la stabilit\u00e0 del Sahel\u00bb. Tra le righe una sfida alla Francia, l\u2019antica potenza coloniale dell\u2019area, e al (da tutti) poco stimato presidente Macron.<\/p>\n<p>Nulla di nuovo, in verit\u00e0. Da anni i russi sono presenti in forze proprio nel cuore della FranceAfrique, la Repubblica Centroafricana. Nel 2017 Mosca ha ottenuto dal Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu una deroga sull\u2019embargo delle armi, in vigore dal 2013, per donare armamenti e iniziare un programma di addestramento delle Forces arm\u00e9es centrafricaines (FACA). Con gran irritazione di Parigi, assieme ai fucili d&#8217;assalto, mitragliatrici e lanciarazzi Rpg arrivarono anche 175 consiglieri militari russi. Un primo passo. Nel marzo 2018 la guardia di palazzo \u00e8 stata rafforzata da una sezione delle forze speciali di Mosca al fine di assicurare la \u201cprima cintura\u201d di sicurezza del presidente Faustin Archange Touad\u00e9ra. In cambio il governo di Bangui ha concesso a due societ\u00e0 russe\u00a0 \u2014 Lobaye Invest e la Sewa Security Service \u2014 lo sfruttamento dei giacimenti di Ndassim, Birao, Bouar e Bria. Un regalo gradito poich\u00e8 le aziende sono di propriet\u00e0 proprio di Evgeny Prigozhin. Da allora a difesa delle miniere c\u2019\u00e8 un muscoloso contingente della Wagner.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 africane dei foreign fighters russi rimangono avvolte da una fitte coltre di mistero e cercare di forarla \u00e8 pericoloso. Molto pericoloso. Due anni fa Kirill Radchenko, Alexander Rastorguyev e Orkhan Dzemhal, tre dipendenti dell\u2019oligarca antiputiano in esilio Mikhail Khodorkovsky che indagavano in Centrafrica sugli affari di Prigozhin, sono stati accoppati. Per Mosca un caso d\u2019incoscienza. I tre si erano rifiutati di seguire le indicazioni dell\u2019ambasciata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo scorso ottobre il Moscow Times ha rivelato che almeno sette contractors russi erano\u00a0 morti in Mozambico dopo essere caduti in una serie d\u2019imboscate effettuate ai miliziani jihadisti di al-Sunnah, una gemmazione africana dello Stato Islamico. La notizia ha acceso i riflettori sia sull\u2019inquietante avanzata della guerriglia fondamentalista sunnita nell\u2019Africa meridionale sia sulla presenza, sino allora discreta, dei \u201csoldati di ventura\u201d di Mosca nel Continente. I 160 uomini presenti nell\u2019antica colonia portoghese a fianco dell\u2019esercito regolare si sommano alle altre unit\u00e0 combattenti attive nella Repubblica Centroafricana, in Sudan e in Cirenaica con le truppe del generale Haftar. 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