{"id":273,"date":"2020-04-23T12:57:39","date_gmt":"2020-04-23T10:57:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=273"},"modified":"2020-04-23T12:57:56","modified_gmt":"2020-04-23T10:57:56","slug":"prepararsi-al-peggio-e-puntare-sulle-infrastrutture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2020\/04\/23\/prepararsi-al-peggio-e-puntare-sulle-infrastrutture\/","title":{"rendered":"Prepararsi al peggio (e puntare sulle infrastrutture)"},"content":{"rendered":"<p>Spiacenti, ma non andr\u00e0 tutto bene. Anzi. La pandemia \u00e8 certamente un incubo ma il dopo \u2014 arriva sempre un dopo \u2014 rischia di essere un disastro epocale. \u00c8 infatti in arrivo uno tsunami socio-economico che modificher\u00e0 in profondit\u00e0 il paesaggio mondiale. Oltre alle centinaia di migliaia di morti, il morbo provocher\u00e0 perdite economiche colossali: 9000 miliardi di dollari per il 2020.\u00a0Pi\u00f9 delle economie di Germania e Giappone\u00a0messe insieme. Il Pil mondiale caler\u00e0 del 3%. A mettere nero su bianco le drammatiche previsioni per l\u2019anno in corso \u00e8 il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che nel suo World Economic Outlook trimestrale ha tracciato i contorni di una crisi senza precedenti e che in pochi mesi ha stravolto tutto. \u00a0Nel presentare il rapporto, la direttrice Kristalina Georgieva, ha ammesso: \u201cCi troviamo di fronte a una crisi come nessun&#8217;altra. In effetti, prevediamo la peggiore ricaduta economica dalla Grande Depressione. Le prospettive cupe si applicano sia alle economie avanzate che a quelle in via di sviluppo. Questa crisi non conosce confini\u201d.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per\u00f2 l\u2019Occidente a pagare il prezzo pi\u00f9 salato.\u00a0L\u2019Eurozona perder\u00e0 il 7,5%,<strong>\u00a0<\/strong>l\u2019Italia presenter\u00e0 il risultato peggiore della media Ue (se si esclude la Grecia che precipita del 10%): -9,1%. Ma\u00a0non ne usciranno indenni neanche la Germania, che secondo il Fondo perder\u00e0 il 7%,\u00a0la Francia\u00a0il 7,2%, la Spagna 8%, mentre gli Usa lasceranno sul terreno il 5,9% del Pil. Oltre i confini europei, sono solo tre i paesi per i quali l\u2019Fmi prevede uno shock peggiore dell\u2019Italia: il Libano (-12%), il Venezuela (-15%, che per\u00f2 segue il -35% del 2019) e Macao (-29,6%).\u00a0Cina e India si salveranno dal segno meno,\u00a0ma la loro crescita frener\u00e0 ben pi\u00f9 del previsto.<\/p>\n<p>Prospettive agghiaccianti che ritroviamo nel documento dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, significativamente intitolato \u201cCoronavirus: The world economy at risk\u201d. <strong>\u00a0<\/strong>Uno studio pieno di numeri, proiezioni, dati ma anche di risposte, indicazioni e (attenzione\u2026) opportunit\u00e0 per un futuro post Covis-19. Per l\u2019OCSE, una volta superata l\u2019emergenza sanitaria, l\u2019unica strada possibile per far ripartire il motore dell\u2019economia saranno gli \u201cinvestimenti pubblici, pi\u00f9 decisi che mai\u201d, in primis per le infrastrutture strategiche. Flussi massicci di denaro che potranno arrivare dai governi ma anche dai fondi, perch\u00e9 \u2013 fa notare l\u2019Ocse \u2013 proprio questo che stiamo vivendo \u00e8 uno dei momenti migliori per indebitarsi e investire. I tassi di interesse a lungo termine sono pari a zero, un elemento che rende favorevole la raccolta di risorse finanziarie sul mercato.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Investire nelle infrastrutture<\/strong><\/p>\n<p>Una linea assolutamente condivisa da Donald Trump. Dopo il lancio da 2,2 trilioni di dollari approvato dal Congresso \u2014 il pi\u00f9 grande intervento di Stato nella storia degli USA \u2014 per mitigare gli impatti immediati della crisi, il Presidente ha proposto l\u2019approvazione di un maxi investimento sulle infrastrutture, l\u2019ormai mitica \u201cfase 4\u201d. Un\u2019idea lanciata con il solito tweet all\u2019interno del quale ha spiegato che i bassi tassi di interesse permettono di reperire le risorse finanziarie necessarie senza troppe difficolt\u00e0 e con costi contenuti, arrivando cos\u00ec a raccogliere altri 2 trilioni di dollari da investire, stavolta, nello sviluppo di strade, ponti, dighe, porti, aeroporti, ferrovie, acquedotti. Una scelta lungimirante quanto obbligata per un Paese, come racconta Massimo Gaggi nel suo libro \u201cCrack America\u201d, che \u00e8 stato moderno prima degli altri ma oggi \u00e8 rimasto indietro a tutti: l\u2019intera rete infrastrutturale americana \u00e8 infatti superata, obsoleta \u00abdalla falde inquinate di Flint ai treni antidiluviani a una rete elettrica fatta di pali di legno che al primo incidente lasciano intere citt\u00e0 al buio quando non producono incendi paurosi\u00bb.<\/p>\n<p>Qualcosa di pi\u00f9 \u00e8 gi\u00e0 stato fatto in Cina dove il governo, in collaborazione con le amministrazioni locali, ha approvato un maxi stanziamento da 3,6 trilioni di dollari per i prossimi cinque anni. Per raccogliere questa enorme dotazione finanziaria, oltre all\u2019intervento diretto delle autorit\u00e0 centrali di Pechino, saranno emessi dei bond e le risorse reperite sul mercato verranno destinate direttamente alle autorit\u00e0 locali, incaricate di riversarle sul territorio attraverso progetti che abbiano un impatto immediato, tanto sulla produzione quanto sul lavoro.<\/p>\n<p>Il pacchetto prevede interventi su una serie di opere infrastrutturali strategiche, tra cui il rinnovamento di 500 autostrade. Il progetto prevede di raggiungere un doppio beneficio: da un lato far ripartire il Pil, dall\u2019altro dotare molte aree rurali finora escluse dal boom infrastrutturale di una rete efficiente che le metta in collegamento con le locomotive urbane. Ad oggi \u2013 secondo quanto riportano i principali media cinesi \u2013 risulta che gi\u00e0 31 province abbiano pubblicato una lista delle opere infrastrutturali considerati strategici. Solo la provincia di Sichuan, in termini economici la sesta del paese, ha presentato a Pechino una lista di 700 progetti strategici da realizzare nel breve periodo e per il 2020 il governo centrale ha gi\u00e0 previsto interventi per 500 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Nel vecchio continente la stessa strada \u00e8 stata seguita dalla Gran Bretagna post brexit. Nei giorni in cui i numeri del contagio aumentavano e lo stesso premier Boris Johnson dichiarava di essere positivo, il governo ha lanciato un piano da 825 miliardi di dollari che dovranno essere investiti per modernizzare la rete infrastrutturale. Il piano prevede che gli investimenti siano ripartiti tra il 2020 e il 2025 e rappresenta per il Regno Unito il pi\u00f9 grande intervento pubblico dai tempi della crisi finanziaria del 2008.<\/p>\n<p>Tra i vari interventi previsti una parte considerevole sar\u00e0 destinata alle linee ferroviarie e al sistema stradale. Il ministero delle Finanze ha destinato 27 miliardi di sterline per finanziare \u201cHighways England\u201d, un programma quinquennale di ricostruzione di alcune delle pi\u00f9 importanti autostrade del paese; saranno inoltre destinati ogni anno 500 milioni di sterline per la manutenzione delle strade esistenti, 12,2 miliardi di sterline verranno destinati all\u2019housing sociale mentre 5,2 miliardi serviranno per incrementare le strutture necessarie per proteggere le aree sensibili dalle inondazioni. Importanti contributi verranno inoltre dedicati all\u2019edilizia abitativa: a breve termine saranno investiti 10,9 miliardi di sterline nella costruzione di nuove abitazioni, con la promessa di costruire un milione entro il 2025.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia resta ferma<\/strong><\/p>\n<p>E, intanto, in Italia cosa si fa? Poche cose e ben confuse. A parte i deliri grillini sulla sospensione o l\u2019azzeramento delle poche grandi opere oggi in costruzione, l\u2019imbarazzante governo Conte ha annunciato una road map \u00abper la semplificazione e l\u2019accelerazione degli investimenti in materia d\u2019opere pubbliche\u00bb, con una particolare attenzione per autostrade e aeroporti. Un\u2019idea lodevole ma subito affogata nelle liti tra ministri e nei garbugli dei vari uffici. Invece dell\u2019atteso \u201cpiano Marshall\u201d nostrano sta prendendo forma un ulteriore inutile meccanismo burocratico dai tratti volutamente confusi. \u00abA corredo del lavoro ci sono nuovi articoli di legge\u00bb, come riporta un esterrefatto Federico De Rosa sul Corriere \u00abmodifiche a norme esistenti e relazioni illustrative che a detta di chi ha avuto modo di leggerle, rischiano di renderle in realt\u00e0 ancora pi\u00f9 farraginose per le procedure per l\u2019avvio dei cantieri. Ma soprattutto si fa notare l\u2019assenza dei programmi su temi fondamentali come le industrie digitali o le industrie in crisi\u00bb.<\/p>\n<p>Follie. Eppure un esempio virtuoso, tutto fieramente italiano, ci sarebbe. \u00c8 la ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Efficienza, professionalit\u00e0, velocit\u00e0. Seriet\u00e0. Grazie al sindaco Bucci, al governatore Toti, agli uomini di Salini Impregilo, un successo pieno. Qualcuno lo racconti ai poveri fantasmi che scivolano tra i corridoi di Palazzo Chigi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Spiacenti, ma non andr\u00e0 tutto bene. Anzi. La pandemia \u00e8 certamente un incubo ma il dopo \u2014 arriva sempre un dopo \u2014 rischia di essere un disastro epocale. \u00c8 infatti in arrivo uno tsunami socio-economico che modificher\u00e0 in profondit\u00e0 il paesaggio mondiale. Oltre alle centinaia di migliaia di morti, il morbo provocher\u00e0 perdite economiche colossali: 9000 miliardi di dollari per il 2020.\u00a0Pi\u00f9 delle economie di Germania e Giappone\u00a0messe insieme. Il Pil mondiale caler\u00e0 del 3%. A mettere nero su bianco le drammatiche previsioni per l\u2019anno in corso \u00e8 il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che nel suo World Economic Outlook trimestrale [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2020\/04\/23\/prepararsi-al-peggio-e-puntare-sulle-infrastrutture\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1097,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=273"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":275,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273\/revisions\/275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}