{"id":277,"date":"2020-05-12T17:06:32","date_gmt":"2020-05-12T15:06:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=277"},"modified":"2020-05-12T17:06:32","modified_gmt":"2020-05-12T15:06:32","slug":"europa-in-agonia-solo-la-grande-politica-puo-salvarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2020\/05\/12\/europa-in-agonia-solo-la-grande-politica-puo-salvarci\/","title":{"rendered":"Europa in agonia. Solo la Grande Politica pu\u00f2 salvarci"},"content":{"rendered":"<p>Un tumore sta divorando l\u2019Europa. Il suo \u201cLeib\u201d, il corpo vivente della volont\u00e0, del destino, sta marcendo. La malattia \u00e8 antica quanto crudele e risale al 1789. Da allora, attraverso due devastanti guerre mondiali, siamo arrivati alla fase terminale, il momento annunciato da Julien Freud in cui l\u2019Europa si ritrova \u00abormai impotente ad accettare il destino che fu suo nei secoli\u2026 la fine della prima civilt\u00e0 di segno universale che il mondo abbia conosciuto\u00bb.<\/p>\n<p>Partendo da queste amare premesse Adriano Segatori, intelligenza brillante e penna acuminata, delinea un\u2019analisi impietosa quanto salutare con un libro prezioso come <strong>\u201cL\u2019Europa tradita e l\u2019agonia di una Civilt\u00e0\u201d<\/strong> (prefazione di Souad Sbai, Ed. Admaiora, Trani, 2020, ppgg. 160. Euro 15,00). Si tratta un lavoro profondo e complesso su cui si estende una trama densa \u2014 sorretta da riferimenti inusuali che (magari) sorprenderanno i lettori meno avvertiti e (di certo) spiazzeranno i critici malevoli \u2014 che s\u2019inoltra coraggiosamente oltre i confini del politicamente corretto, del buonismo globalista, del gesuitismo criptomarxista di Bergoglio ed amigos.<\/p>\n<p>Da ottimo psichiatra quale \u00e8, Segatori indaga con minuzia il grande organismo moribondo e diagnostica le sue malattie; prima tra tutte vi \u00e8 il morbo del razionalismo che, posto a fondamento sacroide, si \u00e8 trasformato \u00abin una condizione di fanatismo teofilantropico che ha raggiunto forme parossistiche e deliranti nella presente attualit\u00e0\u00bb. Da qui, nei pi\u00f9, la rassegnazione e l\u2019accettazione di ogni dogma imposto, in primis l\u2019invasione allogena, grande inganno morale e, per alcuni, gigantesco affare.<\/p>\n<p>Forte di dati e numeri, l\u2019autore non fa sconti e inchioda con precisione registi, attori e comprimari del fenomeno: gli sponsor sauditi, qatarioti e turchi dell\u2019Islam radicale, gli aspiranti stregoni occidentali (gli USA tra tutti) che con le loro strategie perdenti hanno devastato il Medio Oriente, i \u201cnegrieri buoni\u201d d\u2019Europa che blaterano di un mondo multiculturale e intanto lucrano sull\u2019accoglienza.<\/p>\n<p>Sullo sfondo l\u2019ideologia dei diritti umani, pienamente funzionale al turboliberismo occidentale degli \u201cottimati\u201d e al loro progetto di societ\u00e0 liquido-moderna, quella galassia \u2014 riprendendo Bauman \u2013 in cui \u00abnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per martiri ed eroi\u00bb. E neppure per identit\u00e0, differenze, tradizioni, storia. Politica. <strong>Un\u2019utopia tossica fallita in partenza<\/strong>, come sottolinea Segatori che esamina le disastrose esperienze d\u2019integrazione nord europee e francesi dove gli \u201cospiti\u201d dopo aver preteso \u00abl\u2019eliminazione dei crocifissi, l\u2019adeguamento scolastico delle mense, l\u2019epurazione dei testi scolastici, alzano il tiro nell\u2019esigere moschee, cibo halal, riconoscimenti delle scuole coraniche e altre richieste isolazioniste\u00bb. Il risultato finale \u00e8 un \u00abmonoculturalismo plurimo nel quale uno, pi\u00f9 forte degli altri, alza la posta di reclami e prepotenze sempre pi\u00f9 pressanti e di carattere tribale\u00bb.<\/p>\n<p>Le pagine pi\u00f9 fulminanti l\u2019autore le riserva per\u00f2 alla <strong>teo-politica pauperista di Bergoglio<\/strong>, sideralmente lontana dal sacro e pervicacemente ostile alle tradizioni italiane ed europee. Una Chiesa che ha ormai estromesso la verit\u00e0 rivelata \u00abper accondiscendere nell\u2019indeterminatezza spontaneista e nel relativismo indistinto: basta pensare a certi gesti papali, come accettare il crocifisso a forma di falce e martello, abbracciare ed esaltare l\u2019abortista soroniana Bonino, accogliere rappresentanti gay, fino ad arrivare al caos politico sociologico del fenomeno migratorio e il silenzio assordante sul genocidio dei cristiani\u00bb.<\/p>\n<p>Un quadro crudo, disincantato, vero. Ma il libro di Segatori non \u00e8 (e non vuol essere) un lungo cahier de dol\u00e9ances, un semplice atto d\u2019accusa o, tanto meno, un nostalgico appello ai mitici quanto improbabili \u201cbei tempi andati\u201d. Riprendendo Nietzsche e la sua \u201cfilosofia del martello\u201d, lo scrittore indica soluzioni, possibilit\u00e0, prospettive di salvezza e di ricostruzione. Ancora una volta l\u2019approdo \u00e8 nella Sovranit\u00e0, intesa, riprendendo l\u2019assunto di Carlo Galli, come <strong>garanzia del trinomio legge, potere e libert\u00e0<\/strong>. Per Adriano Segatori \u00abla Sovranit\u00e0 \u00e8 il Politico: la massima espressione di decisione di uno Stato, di una nazione nel determinarsi autonomamente nel rispetto spaziale, economico e giuridico degli altri Stati. \u00c8 nella Sovranit\u00e0 che si riconosce il popolo, e questa lo crea nella formazione dei suoi cittadini. Essa \u00e8 la fautrice e detentrice dell\u2019ordine interno, nonch\u00e9 il dispositivo assoluto nella difesa dei suoi componenti individuali\u00bb. Parole su cui riflettere e approfondire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un tumore sta divorando l\u2019Europa. Il suo \u201cLeib\u201d, il corpo vivente della volont\u00e0, del destino, sta marcendo. 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