{"id":284,"date":"2020-08-17T12:40:16","date_gmt":"2020-08-17T10:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=284"},"modified":"2020-08-17T14:21:00","modified_gmt":"2020-08-17T12:21:00","slug":"dentro-la-pandemia-il-diario-di-gennaro-malgieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2020\/08\/17\/dentro-la-pandemia-il-diario-di-gennaro-malgieri\/","title":{"rendered":"Dentro la pandemia. Il diario di Gennaro Malgieri"},"content":{"rendered":"<p>In una luminosa serata agostana rifletto sulla tetra primavera appena trascorsa. Giorni, settimane, mesi snocciolati nel silenzio e nella noia. Rivedo i camion militari carichi di bare che sgusciano tra le tenebre nelle strade di Bergamo. Decine, centinaia di morti portati via di nascosto. Come ladri nella notte. Senza un fiore, una preghiera, una campana. Le tante, troppe vittime del virus assassino umiliate da una politica inetta, da una burocrazia arida, da una comunicazione crudele.<br \/>\nImmagini che riaffiorano e pensieri che mi avvolgono leggendo e rileggendo queste dolorose quanto efficaci righe: \u00abneppure un saluto ai morti. Le tombe sono gelide lastre di marmo, loculi inarrivabili. Estraniazione mortuaria. La civilt\u00e0 finisce dove comincia la decadenza dei luoghi dove si preserva l\u2019eterno. Oggi non possiamo pi\u00f9 dire addio a nessuno. N\u00e9 pregare.\u00bb.<br \/>\nParole come pietre che ritrovo in uno dei passaggi pi\u00f9 intensi dell\u2019ultima fatica letteraria di Gennaro Malgieri, un prezioso giornale di bordo significativamente intitolato \u201cSotto il segno del pipistrello\u201d (Fergen editore, euro 12). Nelle sue note vergate \u201cdentro la pandemia\u201d, l\u2019autore \u2014 intelligenza raffinata, mente curiosa e sensibilit\u00e0 aristocratica \u2014 analizza il tempo dell\u2019alieno invisibile, il micidiale morbo arrivato dritto, dritto da Wuhan. Un \u201cregalo\u201d tutto made in China che Pechino prima ha colpevolmente sottovalutato e poi nascosto per settimane. Sino al fatidico 22 febbraio. Troppo tardi. Il 24 la prima zona rossa in provincia di Lodi e il 9 marzo, 366 decessi dopo, la chiusura totale dell\u2019Italia. L\u2019inizio dell\u2019incubo.<br \/>\n\u00abOggi non posso andare a pregare in chiesa, non posso recarmi a comprare il giornale, non posso fare neppure una piccola passeggiata intorno a casa. \u00c8 come se il Paese avesse cessato di esistere\u00bb. E mentre la paura dilagava, le citt\u00e0 si svuotavano e le attivit\u00e0 si spegnevano, un governo di cialtroni neghittosi s\u2019impossessava dei nostri destini imponendo misure contraddittorie, confuse, imprecise. Alla cricca di Conte and friends (tutti, ma proprio tutti, compresi gli \u201cesperti\u201d del nulla) Gennaro non ha fatto sconti e puntualmente ha annotato figuracce, forzature, bestialit\u00e0. Tra tutte la gioia bambinesca dell\u2019inutile Di Maio all\u2019arrivo delle mascherine dalla Cina. Il dono degli untori mandorlati. Una soddisfazione del tutto inopportuna: \u00abse il presidente del Consiglio e il suo ministro degli Esteri avessero riflettuto sulla \u201cgenerosa\u201d offerta, invece di comportarsi come vassalli di un Paese non propriamente amico, avrebbero dovuto chiedersi se non fosse stato il caso di chiedere al governo cinese un congruo risarcimento danni per aver contribuito in maniera determinante a diffondere il morbo in Italia e nel mondo. Xi Jinping, il grande colonizzatore, il demiurgo che sta acquisendo consistenti porzioni di continenti, adesso vorrebbe lavarsi la coscienza, mentre noi ci laviamo le mani venti volte al giorno, mandandoci le sue carabattole con gli applausi del ministro Di Maio?\u00bb.<br \/>\nDomande importanti (e senza risposte) a cui si sommano sguardi penetranti sugli scenari internazionali \u2014 tra le tante cose, Malgieri \u00e8 anche un acuto analista di geopolitica \u2014 che spaziano dalla Francia macroniana all\u2019America trumpista, dalla Cina comunista all\u2019Europa imbelle e affarista, quell\u2019Unione che la tragedia ha finalmente smascherato rivelando il suo vero volto di \u00abcostruzione posticcia di tecnocrati che con spregiudicato interesse economico-finanziario hanno tradito una grande idea\u00bb. Non a caso lo scrittore staglia Gonzague de Reynold \u2014 il Maestro elvetico innamorato dell\u2019Europa, un gigante del pensiero che i pseudo europeisti nemmeno conoscono \u2014 verso Christine Lagarde e Ursula von der Leyen, gli algidi riferimenti della tecnocrazia ragionieristica oggi imperante sul continente.<br \/>\nMa il pipistrello di Malgeri vola, cabra e s\u2019innalza anche in altre, pi\u00f9 alte dimensioni. Al di l\u00e0 e oltre la pessima politica nostrana e i contraddittori panorami mondiali \u2014 la globalizzazione della paura \u2014, l\u2019autore affronta il grande tema indagato da Oswald Spengler un secolo fa. Il tramonto dell\u2019Occidente. La fine, l\u2019evaporare di una Civilt\u00e0. Ed ecco allora le riflessioni su Heidegger, Montherlant, Yourcenar, Schmitt, Dumezil, Cioran. Pensieri forti e lunghi che Malgieri sapientemente intreccia in una narrazione disincanta e profonda che riporta il lettore al cuore del problema. Riprendendo Konrad Lorenz (e Alain de Benoist) l\u2019autore ci avverte che \u00able civilt\u00e0 muoiono quando i processi di parassitismo e di degenerescenza impoveriscono la forza di conservazione e di aggressivit\u00e0 insite nell\u2019uomo. Restare fedeli alla propria natura \u00e8 la sola possibilit\u00e0 che l\u2019uomo ha di sottrarsi all\u2019imbarbarimento ed alla soggezione alla costruzione di destini che contrastano con la sua natura\u00bb.<br \/>\nMa le pagine pi\u00f9 toccanti, i pensieri pi\u00f9 strazianti sono per gli anziani, le vittime sacrificali della pandemia. Nelle loro insalutate bare sono racchiuse per sempre una parte delle nostre memorie assieme ad una somma preziosa di gusti, abitudini, stili di vita, rapporti sociali. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2020\/08\/D25559C4-41C2-43C7-8C9D-F1CF33F78F0A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-285\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2020\/08\/D25559C4-41C2-43C7-8C9D-F1CF33F78F0A-300x183.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2020\/08\/D25559C4-41C2-43C7-8C9D-F1CF33F78F0A-300x183.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2020\/08\/D25559C4-41C2-43C7-8C9D-F1CF33F78F0A-768x469.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2020\/08\/D25559C4-41C2-43C7-8C9D-F1CF33F78F0A.jpeg 950w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Eppure sembra non importare. Dei vecchi sembra che si possa fare a meno. \u00abCi si abitua ad essere crudeli. La societ\u00e0 dell\u2019omicidio pre-natale e l\u2019eutanasia sono l\u2019alfa e l\u2019omega di una societ\u00e0 nichilista. Si inizia, insomma con l\u2019aborto e si finisce con il rifiuto dell\u2019esistenza quando non vengono soddisfatti parametri accettabili\u00bb. Le ali del pipistrello si dispiegano su un mondo neo-egoista e un\u2019umanit\u00e0 tremebonda. Un vicolo cieco? Forse no. Dal disastro pu\u00f2 sorgere o rafforzarsi un sentimento di responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 che (speriamo) sappia trasformarsi in una fase politica e culturale innovativa. Come ricorda l\u2019autore, in definitiva ci vuole solo coraggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In una luminosa serata agostana rifletto sulla tetra primavera appena trascorsa. Giorni, settimane, mesi snocciolati nel silenzio e nella noia. Rivedo i camion militari carichi di bare che sgusciano tra le tenebre nelle strade di Bergamo. Decine, centinaia di morti portati via di nascosto. 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