{"id":343,"date":"2021-05-10T21:00:08","date_gmt":"2021-05-10T19:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=343"},"modified":"2021-05-13T12:55:37","modified_gmt":"2021-05-13T10:55:37","slug":"le-forze-armate-e-la-politica-italiana-il-dialogo-quasi-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2021\/05\/10\/le-forze-armate-e-la-politica-italiana-il-dialogo-quasi-impossibile\/","title":{"rendered":"Le forze armate e la politica italiana. Il dialogo (quasi) impossibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-353\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1-203x300.jpg 203w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1-693x1024.jpg 693w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1-768x1136.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1-1039x1536.jpg 1039w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/Cannella_COVER-1.jpg 1358w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Il 10 aprile 1855 Camillo Benso di Cavour \u2014 da primo ministro del regno di Sardegna che avrebbe presto allargato e ribattezzato Italia \u2014 affront\u00f2 il riottoso Parlamento subalpino per ottenere il benestare per l\u2019intervento nella lontana guerra di Crimea. Una spedizione, nei limiti delle effettive possibilit\u00e0 castrensi, per nulla simbolica. Diciottomila uomini al fianco dell\u2019armata franco-anglo-ottomana. Un azzardo che poco convinceva i molto provinciali deputati ma che ai lucidi occhi del grande conte rappresentava la cedola per poter accedere, anche da junior partner, al grande gioco mediterraneo ed europeo. Come \u00e8 noto la scommessa riusc\u00ec e da allora il presenzialismo militare \u2014 in modo plateale o coperto, anfibio o velleitario \u2014 \u00e8 una delle poche costanti della nostra ondivaga politica estera. Ieri come oggi. Lo ricordava una volta di pi\u00f9 il generale di corpo d\u2019Armata Marco Bertolini, gi\u00e0 comandante del vertice interforze: \u00abSe non ci fossero loro, i nostri soldati, perch\u00e9 un altro Paese, a noi concorrente, dovrebbe preoccuparsi dei nostri interessi? Perch\u00e9 dovrebbe rispettarci? Perch\u00e9 siamo buoni?\u00bb.<\/p>\n<p>Interrogativi terribilmente scomodi (persino indicibili\u2026) \u00a0per una politica distratta e un popolo di smemorati ed egoisti, eppure ineludibili quanto necessari. Lo ricorda Giampiero Cannella, raffinata penna e ottimo analista di questioni geopolitiche e militari, nel suo nuovo libro \u201cL\u2019Italia non gioca a Risiko\u201d (Historica \u2013 Giubilei Regnani, 2021, euro 14) dedicato al ruolo delle nostre Forze armate, una somma di eccellenze misconosciute che ci consentono, ancora e nonostante tutto, di accedere ai club \u201cche contano\u201d. Non in prima fila, certo, ma nemmeno sul loggione o sull\u2019uscio.<\/p>\n<p>L\u2019impegno delle nostre missioni \u201cfuori area\u201d \u2014 circa 7500 uomini e donne presenti dall\u2019Iraq al Sahel, dal golfo di Guinea a Gibuti, dal Kosovo al Baltico sino al remotissimo Antartide \u2014 \u00e8 frutto, come Cannella ben racconta, della sofferta evoluzione dello strumento militare nostrano; un processo iniziato nell\u2019agosto 1982 quando, dopo decenni di ripiegamento sotto la \u201csoglia di Gorizia\u201d, i bersaglieri sbarcarono in una Beirut dilaniata dalla guerra civile.\u00a0 Per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale i soldati italiani si dispiegavano in teatro straniero. Un debutto difficile, come sottolinea l\u2019autore \u00abl\u2019arrivo dei nostri fanti \u00e8 accolto con titoli poco lusinghieri sui tabloid britannici, che con molta malevolenza ironizzano sulle piume dei nostri bersaglieri\u00bb.<\/p>\n<p>I ragazzi di leva del Governolo fecero rimangiare presto agli albionici (alleati ma mai amici\u2026) \u00a0la loro supponenza e con la seconda missione libanese, rafforzata dagli incursori del Col Moschin, gli italiani dimostrarono le loro capacit\u00e0 ma anche scoprirono le criticit\u00e0 di una proiezione \u00abin una nuova realt\u00e0, alla quale non erano preparati, quella delle operazioni multinazionali, attivit\u00e0 che comportano un alto tasso di rischio, richiedono equipaggiamenti all\u2019altezza e un addestramento specialistico\u00bb.<\/p>\n<p>Gli scontro a fuoco, i feriti e il primo morto in combattimento dal \u201845 \u2014 il mar\u00f2 Filippo Montesi del San Marco\u2014 sancirono l\u2019inizio della transizione dal mastodontico, farraginoso e dileggiato complesso degli anni post-bellici ad uno strumento sempre pi\u00f9 agile e, dal 2005, totalmente professionale. Le tappe, come annota Cannella (autore anche di &#8220;Task force 45&#8221;, un coinvolgente romanzo-verit\u00e0 sulle nostre forze speciali) <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/921030-png.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-347\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/921030-png-214x300.png\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/921030-png-214x300.png 214w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/05\/921030-png.png 426w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>, sono scandite dalle missioni in Namibia (1989), Golfo (1991), Kurdistan (1991), Somalia (1992), Mozambico (1993), poi Ruanda, Balcani, Timor Est. Un lungo sentiero bagnato dal sangue versato a Mogadiscio.<\/p>\n<p>Dato centrale. Negli anni la professionalizzazione si \u00e8 intrecciata con il mutamento radicale degli equilibri planetari. L\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica, l\u2019esaurimento della guerra fredda \u00abnon ha affatto ridotto i focolai di conflitti nel mondo, n\u00e9 ridimensionato il numero delle potenziali minacce; al contrario, ha moltiplicato le aree di instabilit\u00e0 e liberato tensioni prime \u201cimprigionate\u201d nella ferrea logica bipolare\u00bb. \u00c8 lo scenario, riprendo la fulminate definizione di Lucio Caracciolo, di \u201cCaoslandia\u201d, un susseguirsi di tensioni, spinte, tragedie mosse e disegnate ambizioni contrapposte e minacce trasversali, alleanze improbabili e gelide ragioni geoeconomiche. Volont\u00e0 di potenza.<\/p>\n<p>A ben vedere, a ben capire e studiare, nulla di strano, niente di nuovo. \u00abI fatti ci dimostrano che la Storia non procede per rimozione del passato, ma ciclicamente ripropone temi che credevamo sepolti dai secolo trascorsi. Sono dinamiche contenute nel DNA nella cultura dei popoli, nelle specificit\u00e0 sociali di intere regioni e nella conformazione geografica di Paesi e Continenti\u00bb. Cannella ha ragione. Il protagonismo di Cina, Russia, Turchia, \u00abnon sono incidenti, ma eventi abbondantemente prevedibili, se si possiede una visione e si ha consapevolezza della missione alla quale \u00e8 chiamato il nostro Paese\u00bb.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 ci\u00f2 che manca da tempo, da troppo tempo, alla mediocre classe dirigente italiana, sempre pronta a rannicchiarsi negli interstizi del presente ma \u2014 ad intermittenza e malvolentieri \u2014prontissima ad utilizzare lo strumento militare per segnalare la propria (modesta) esistenza nei sopracitati club. Ecco allora gli estemporanei tagli alla difesa, le imbarazzanti giravolte in Libia, l\u2019assenza di una politica araba e africana, la timidezza nel Levante a fronte delle missioni nel Sahel (un piacere ai francesi?) e il probabile invio di una divisione navale nel Mar della Cina (un pegno a Washington?).<\/p>\n<p>Un atteggiamento schizofrenico che non paga e non serve. Anzi. La goffaggine mista a subalternit\u00e0, la furberia intrecciata al provincialismo \u00e8 l\u2019antitesi, la negazione della lezione cavouriana. Come avvertiva Camillo una media potenza regionale non pu\u00f2 permettersi troppe ambiguit\u00e0 e deve avere sempre ben chiari i suoi interessi e impiegare il suo potenziale militare con razionalit\u00e0 e lungimiranza. Il costo \u00e8 l\u2019irrilevanza. Giampiero Cannella, a riguardo, \u00e8 netto, \u00abnonostante la qualit\u00e0 delle nostre Forze armate e l\u2019alta professionalit\u00e0, manca il salto di qualit\u00e0 da parte della classe dirigente. Nell\u2019ultimo decennio il rango internazionale \u00e8 scivolato sempre pi\u00f9 gi\u00f9. Insieme ai numeri delle caselle del bilancio della Difesa, difettano, infatti, la capacit\u00e0 di leggere e interpretare gli scenari geopolitici e il coraggio di dare all\u2019Italia una chiara definizione politica dell\u2019interesse nazionale\u00bb. Ancora una volta, \u00e8 una questione di volont\u00e0 e pensieri lunghi. Merci rare nell\u2019Italia del terzo millennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 10 aprile 1855 Camillo Benso di Cavour \u2014 da primo ministro del regno di Sardegna che avrebbe presto allargato e ribattezzato Italia \u2014 affront\u00f2 il riottoso Parlamento subalpino per ottenere il benestare per l\u2019intervento nella lontana guerra di Crimea. Una spedizione, nei limiti delle effettive possibilit\u00e0 castrensi, per nulla simbolica. Diciottomila uomini al fianco dell\u2019armata franco-anglo-ottomana. 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Come \u00e8 noto la scommessa riusc\u00ec e da allora il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2021\/05\/10\/le-forze-armate-e-la-politica-italiana-il-dialogo-quasi-impossibile\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1097,"featured_media":344,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[40729,17914,286862,48221],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=343"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":358,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions\/358"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media\/344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}