{"id":382,"date":"2021-08-07T12:50:21","date_gmt":"2021-08-07T10:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=382"},"modified":"2021-08-07T12:50:21","modified_gmt":"2021-08-07T10:50:21","slug":"istanbul-il-canale-della-discordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2021\/08\/07\/istanbul-il-canale-della-discordia\/","title":{"rendered":"Istanbul, il canale della discordia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif\">Sabato 5 luglio Recep Tayyip Erdogan ha ufficialmente inaugurato i lavori per il \u201cKanal Istanbul\u201d, un\u2019idrovia lunga 45 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che collegher\u00e0 il Mar Nero con il Mar di Marmara. Imponente come e pi\u00f9 di Suez e Panama, l\u2019opera bypasser\u00e0 lo Stretto del Bosforo, decongestionando l\u2019ingorgato passaggio marittimo (una media di 48mila transiti all\u2019anno) e trasformer\u00e0 la parte europea della metropoli turca in una vera e propria citt\u00e0-isola. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif\">L\u2019apertura dei cantieri, per quanto simbolica, corona l\u2019antico sogno di Solimano il Magnifico: un\u2019idea visionaria quanto ambiziosa che, a cinque secoli dalla dipartita del sultano, il ferrigno presidente ha ripreso e caparbiamente rilanciato. Il primo annuncio dell\u2019apertura del \u201cquarto stretto\u201d turco risale infatti al 2011 \u2014 \u201cecco il mio folle progetto\u201d proclam\u00f2 agli attoniti ministri \u2014; pi\u00f9 volte rimandato, modificato, discusso, il piano \u00e8 stato infine approvato dal Parlamento lo scorso marzo. Lo scavo verr\u00e0 completato, almeno secondo le ottimistiche fonti del governo, in solo sei anni e avr\u00e0 un costo complessivo di circa 15 miliardi di dollari. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif\">Apparentemente nulla di nuovo, almeno per i vertici dell\u2019AKP, il partito al potere dal 2002. Da allora il suo immarcescibile leader Erdogan \u2014 prima come premier e, dal 2014, da presidente della repubblica \u2014 ha promosso grandi progetti infrastrutturali volti a modernizzare il volto del Paese, promuovere la crescita economica e, dato non secondario, rafforzare il suo consenso interno. Un meccanismo che, per\u00f2, si \u00e8 inceppato da quando <strong><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif;font-weight: normal\">l<\/span><\/strong>\u2019economia turca \u00e8 in forte affanno e la sanguinosa svalutazione della lira turca (<strong><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif;font-weight: normal\">una perdita di oltre il 400% sul dollaro in un decennio) <\/span><\/strong>continua a penalizzare un quadro economico aggravato dai costi dalla pandemia, dal rallentamento delle attivit\u00e0 produttive e l\u2019evaporare del turismo. Insomma, casse semi vuote, tanti debiti e una domanda cruciale: chi pagher\u00e0 i costi di \u201cKanal Istanbul\u201d? Di certo non le sei principali banche d\u2019affari turche che, come conferma Reuters, si sono dimostrate molto riluttanti a finanziare un progetto oneroso e, al tempo stesso, estremamente divisivo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif\">Intanto, in attesa di ipotetici finanziatori stranieri \u2014 il ministro dei Trasporti Adil Karaismailoglu ha accennato ad investitori cinesi, qatarioti o forse olandesi \u2014, la protesta cresce impetuosa. In prima linea c\u2019\u00e8 il sindaco della citt\u00e0, Ekrem Imamoglu, esponente del Partito repubblicano del popolo, la principale forza di opposizione, nemico giurato di Erdogan e probabile suo avversario nelle elezioni presidenziali del 2023. Forte del sostegno di scienziati e ambientalisti e dei timori di centinaia di migliaia di residenti, Karaismailoglu denuncia senza requie i rischi sismici (il tracciato s\u2019innerva sulla temibile faglia sismica anatolica), imminenti disastri ecologici (per Greenpeace si tratta di \u201cuna catastrofe con conseguenze imprevedibili\u201d e gli oceanografi paventano la morte del gi\u00e0 languente Mar di Marmara) e, soprattutto, la certezza che l\u2019impresa rappresenti una gigantesca speculazione immobiliare. Un sospetto ampiamente confermato, a fronte dei miseri risarcimenti per gli espropri in atto dal 2013, dal prodigioso rialzo dei prezzi delle abitazioni (da 25 dollari al metro quadro a 800). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif\">A complicare ancor pi\u00f9 la gi\u00e0 complessa questione vi \u00e8 poi l\u2019aspetto geopolitico, un fattore centrale. Dal 1936 i passaggi del Bosforo sono regolati dalla Convenzione di Montreux, il capolavoro diplomatico di Kemal Ataturk, che garantisce il traffico di mercantili d\u2019ogni bandiera e limita l\u2019accesso nel Mar Nero di navi militari dei paesi terzi. Sino ad oggi<b> <\/b>la Turchia ha svolto con equilibrio il proprio ruolo di garante, ma l\u2019apertura dell\u2019idrovia (con annessa tassa di transito) pu\u00f2 essere l\u2019occasione tanto attesa da Erdogan di archiviare i vecchi accordi e aprire una nuova fase, tutta da comprendere e analizzare. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Book Antiqua',serif\">Come nota Lorenzo Vita nel suo ottimo libro \u201cL\u2019onda turca\u201d (Historica-Giubilei Regnani, 2021) dedicato all\u2019espansione navale di Ankara: \u00abAlla Russia, l\u2019idea che la Turchia esca da Montreux non piace per nulla. Putin ha chiamato Erdogan per esprimergli il punto di vista russo sugli Stretti. Il presidente turco ha risposto che per adesso l\u2019uscita non \u00e8 in discussione, ma l\u2019attenzione del Cremlino \u00e8 la spia di cosa pu\u00f2 succedere. Perch\u00e9 se Mosca ha tutto l\u2019interesse a evitare che si infranga l\u2019equilibrio del Mar Nero, a Washington c\u2019\u00e8 molta curiosit\u00e0: specialmente in una fase di escalation che riguarda l\u2019Ucraina e la Crimea\u00bb. Gli Stati Uniti infatti sarebbero \u00abmolto interessati a un canale escluso da quella Convenzione. Se la Turchia decidesse di rinegoziare il trattato o escludere l\u2019idrovia dall\u2019accordo, per Washington si concretizzerebbe la possibilit\u00e0 di liberare un <i>choke point<\/i> fondamentale dando libero sfogo alla libert\u00e0 di navigazione e all\u2019idea di armare il Mar Nero\u00bb. Preoccupazioni condivise anche da molti ammiragli in pensione tra cui Cem Gurdeniz, il teorico di \u201cMavi Vatan\u201d (la Patria blu), pilastro dottrinale della rinnovata marina turca. Ad aprile, 104 ufficiali hanno firmato una dichiarazione che criticava l\u2019idea del \u201cKanal\u201d e considerava l\u2019uscita da Montreux un suicidio politico. Per tutta risposta Erdogan ha accusato i navarchi di pianificare un golpe e li ha sbattuti in carcere o ristretti ai domiciliari. Per Vita un segnale forte: \u00abAl blocco nazionalista e laico che contesta \u201cKanal Istanbul\u201d, e a Russia e Usa. Si fa vedere che la possibilit\u00e0 di escludere il canale dalla Convenzione \u00e8 un\u2019ipotesi reale. Tanto reale che si considera pericoloso chi ne condanna l\u2019ipotesi, pure se questo significa arrestare un uomo che ha plasmato l\u2019attuale strategia navale turca\u00bb.<\/span><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/08\/th-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-383\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/08\/th-5-300x122.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/08\/th-5-300x122.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/files\/2021\/08\/th-5.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sabato 5 luglio Recep Tayyip Erdogan ha ufficialmente inaugurato i lavori per il \u201cKanal Istanbul\u201d, un\u2019idrovia lunga 45 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che collegher\u00e0 il Mar Nero con il Mar di Marmara. 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L\u2019apertura dei cantieri, per quanto simbolica, corona l\u2019antico sogno di Solimano il Magnifico: un\u2019idea visionaria quanto ambiziosa che, a cinque secoli dalla dipartita del sultano, il ferrigno [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2021\/08\/07\/istanbul-il-canale-della-discordia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1097,"featured_media":384,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[28372,409904,13657,11],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=382"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":385,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382\/revisions\/385"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media\/384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}