{"id":442,"date":"2025-10-28T20:40:53","date_gmt":"2025-10-28T19:40:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/?p=442"},"modified":"2025-10-28T20:40:53","modified_gmt":"2025-10-28T19:40:53","slug":"per-giuliano-besson-lo-splendido-ribelle-della-valanga-azzurra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2025\/10\/28\/per-giuliano-besson-lo-splendido-ribelle-della-valanga-azzurra\/","title":{"rendered":"Per Giuliano Besson, lo splendido &#8220;ribelle&#8221; della Valanga Azzurra"},"content":{"rendered":"<p>Per i ragazzi invecchiati degli anni Settanta la Valanga Azzurra \u00e8 pi\u00f9 di una dolce memoria. In quell\u2019Italia opaca, intristita dall\u2019austerity e straziata dalla violenza politica la clamorosa vittoria il 7 gennaio 1974 nello slalom gigante di Berchtesgaden \u2014 cinque italiani ai primi cinque posti \u2014 fu un raggio di sole, un\u2019iniezione di sano ottimismo e (perch\u00e9 no?) d\u2019inconfessabile orgoglio nazionale. Finalmente, dopo il lungo strapotere degli austriaci e l\u2019epopea del francese Claude Killy, dei fantastici ragazzi italiani \u2014 Gustav Thoeni e Piero Gros e poi Marcello Varallo, Herbert Plank, Paolo De Chiesa, Fausto Radici, Ilario Pegorari, Erwin Stricker, Tino Pietrogiovanna, Stefano Anzi, Roland Thoeni e Giuliano Besson \u2014\u00a0sconvolgevano equilibri e schemi dello sci internazionale, entusiasmando il Patrio stivale.<\/p>\n<p>Purtroppo pochi giorni fa \u00e8 venuto mancare un altro di questi meravigliosi matti: Giuliano Besson, il campione di Sauze d\u2019Oux, un personaggio tosto quanto interessante. Per fortuna prima di andarsene Giuliano ha voluto raccontarsi ad Augusto Grandi, un suo vecchio amico ma, soprattutto, un\u2019ottima penna, un\u2019intelligenza libera felicemente irriverente. Il risultato di tante lunghe chiacchierate \u00e8 diventato cos\u00ec un bel libro \u201cGiuliano Besson, il ragazzo terribile della Valanga Azzurra\u201d (Cicles, pp. 103, euro 16, 90).<\/p>\n<p>Con empatia, levit\u00e0 ed accuratezza, Grandi ripercorre gli esordi sulle nevi piemontesi, le vittorie \u2014tra tutte i titoli italiani in discesa libera nel \u201972 e \u201974 e il trionfo in Cile nel 1973 sulla pista pi\u00f9 veloce del mondo \u2014, le delusioni, gli amori fuggevoli e pirotecnici, gli scherzi \u2014 memorabile quello a Thoeni\u2026 \u2014\u00a0intrecciando il tutto con il progressivo amalgama del gruppo sotto lo sguardo attento del direttore tecnico francese Bernard Favre che trasform\u00f2 \u00abragazzi in uomini con allenamenti fisici e mentali e che da alcune giovani promesse cre\u00f2 un gruppo di atleti veri\u00bb.<\/p>\n<p>Tante luci ma anche molte ombre. Giuliano le ha volute, con estrema onest\u00e0, raccontare tutte. Come al solito succede in Italia ad avvelenare i successi furono i vertici, per l\u2019occasione quelli della Federazione dello sci; una mala gestione talvolta miope e stupidamente conservatrice, spesso molto attenta ai solidi interessi privati di poche scrivanie e del tutto indifferente a chi lo sport lo praticava davvero, con rischi e sacrifici.<\/p>\n<p>Nel 1975 i ragazzi del Circo Bianco ne ebbero abbastanza degli incuci dei \u201ccapi\u201d e decisero di vederci chiaro. \u00abLo scontro non era legato ad una richiesta di pi\u00f9 introiti per noi\u00bb, puntualizzava Besson, \u00abma volevamo sapere dove finivano i soldi. Volevamo sapere perch\u00e9 si cercavano accordi con determinati marchi, escludendo gli altri. E volevamo che i soldi servissero per una diversa organizzazione con investimenti tecnici e sui consulenti scientifici\u00bb. Insomma, richieste di buon senso che per\u00f2 irritarono (e preoccuparono assai) i mega dirigenti che, protetti dalle istituzioni e dagli sponsor, ebbero buon gioco a isolare Besson e Anzi, i due portavoce della protesta, per radiarli con ignominia.<\/p>\n<p>Una brutta, bruttissima faccenda, prodromica al veloce appannarsi della Valanga e risolta dieci anni dopo in tribunale con una sentenza che finalmente dava giustizia ai \u201cgemelli della velocit\u00e0\u201d \u2014 che devolvettero in beneficienza l\u2019intera cifra ottenuta come rimborso \u2014 e torto marcio alla FISI. Troppo tardi per riprendere la carriera sportiva, certo, ma intanto gli ingegnosi ribelli non erano rimasti con le mani in mano. Anzi.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019esperienza accumulata negli anni, la dinamica coppia nel 1976 cre\u00f2 dal nulla AnziBesson, un\u2019impresa innovativa di abbigliamento sportivo: tute, accessori e materiale tecnico impreziositi da una cura maniacale nella scelta dei tessuti, dei materiali; innovazioni continue, un\u2019esplosione di colori nelle collezioni, un nuovo modo di vestire lo sci che entusiasmava gli sciatori della domenica e accoglieva le severe esigenze delle diverse nazionali straniere. Tra tutte quella austriaca seguita da presto da Francia, Canada, Ucraina, Bielorussia, Grecia, Belgio, Cile. Un successo pieno quanto meritato.<\/p>\n<p>Ma il colpo grosso arriv\u00f2 nel 2000 quando Besson venne inviato in Russia per discutere di una possibile fornitura. Al suo arrivo venne portato in una dacia di montagna dove ad attenderlo trov\u00f2 Vladimir Putin in persona che, indossato il giaccone AnziBesson, port\u00f2 l\u2019incredulo piemontese su una pista illuminata per una bella sciata serale conclusasi con una ricca cena innaffiata da bottiglie di Sassicaia, piccolo dono di Berlusconi al suo amico Vladi. Inutile dire che da allora la nazionale dello zar inizi\u00f2 a vestire italiano e pi\u00f9 precisamente, valsusino. Gi\u00e0, perch\u00e9 il nostro campione diventato imprenditore ha sempre mantenuto un fortissimo legame con il suo territorio, la sua gente. Una rarit\u00e0 al giorno d\u2019oggi\u2026.<\/p>\n<p>Il libro di Augusto Grandi ha quindi una doppia lettura e un doppio merito. Ci racconta una vicenda umana e sportiva importante (quanto, per alcuni cialtroni, tuttora fastidiosa) e allo stesso tempo una storia di successo ma soprattutto di lavoro, ricerca, intelligenza, coraggio. Il tutto suggellato da una profonda amicizia tra due uomini di montagna capaci entrambi di andare oltre e guardare lontano, molto lontano. Bene cos\u00ec. Ciao Giuliano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per i ragazzi invecchiati degli anni Settanta la Valanga Azzurra \u00e8 pi\u00f9 di una dolce memoria. In quell\u2019Italia opaca, intristita dall\u2019austerity e straziata dalla violenza politica la clamorosa vittoria il 7 gennaio 1974 nello slalom gigante di Berchtesgaden \u2014 cinque italiani ai primi cinque posti \u2014 fu un raggio di sole, un\u2019iniezione di sano ottimismo e (perch\u00e9 no?) d\u2019inconfessabile orgoglio nazionale. Finalmente, dopo il lungo strapotere degli austriaci e l\u2019epopea del francese Claude Killy, dei fantastici ragazzi italiani \u2014 Gustav Thoeni e Piero Gros e poi Marcello Varallo, Herbert Plank, Paolo De Chiesa, Fausto Radici, Ilario Pegorari, Erwin Stricker, Tino [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/2025\/10\/28\/per-giuliano-besson-lo-splendido-ribelle-della-valanga-azzurra\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1097,"featured_media":443,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[594287,594283,16079,37123,2543],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/442"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=442"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":444,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/442\/revisions\/444"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media\/443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/valle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}